di Mauro Meschini – Il tempo passa e dovrebbe, anche, portare qualche frutto, mostrare novità, presentare per quanto possibile anche dei passi avanti. Se questo lo riferiamo poi al lavoro di un ente elettivo, il prodotto del tempo trascorso dovrebbe essere ancora di più evidente e tangibile, tale da dare la misura dell’impegno profuso a favore della comunità che si rappresenta.
Ci siamo permessi di dare un occhio a quello che è accaduto a Pratovecchio Stia nel periodo che ci separa dall’elezione a primo cittadino di Luca Santini, il sindaco già di «sinistra» e a lungo impegnato a ricoprire vari ruoli istituzionali, riportato alla guida di un comune grazie al sostegno della destra; il sindaco di Stia che ha trovato il suo bacino elettorale a Pratovecchio, aspetto quest’ultimo che poteva essere accolto positivamente come segnale di una ormai nuova omogeneità raggiunta dalle due comunità che più di 10 anni fa sono state unite, ma che in realtà, sembra trovare le sue radici in altre ragioni che niente hanno a che vedere con una fusione reale ancora lontana da realizzare. Proprio questo sentire «comune» non ancora raggiunto fino ad ora potrebbe essere inserito, o meglio mantenuto, tra le cose da fare, tra i compiti da provare a portare a termine.
Tornando a Pratovecchio, e continuando la nostra analisi, volevamo riprendere alcuni temi di cui ci siamo in parte occupati partendo dalla nuova sede dei Vigili del Fuoco volontari in costruzione all’ingresso del paese. Avevamo già avuto modo di esprimere qualche perplessità in autunno, ma vedendo adesso i lavori che procedono ci sembra che davvero qualche dubbio sia legittimo. Siamo solo noi che la vediamo così o, per quanto riguarda la collocazione, il tipo di struttura e il reale spazio che sarà a disposizione, questa realizzazione non sembra dare il giusto riconoscimento e importanza alla presenza e al ruolo che i Vigili del Fuoco volontari hanno avuto e hanno a Pratovecchio?
Ci fermiamo qui, lasciando che ognuno su questo faccia le proprie valutazioni. Continuiamo ricordando che, se la nuova caserma è il risultato di una prosecuzione e conferma di una decisione iniziata dalla precedente Amministrazione Caleri, un’altra opera che fa discutere è frutto esclusivo dell’iniziativa della giunta attuale.
Ci riferiamo alla copertura del campo da padel a Pratovecchio (nella foto), per il quale sono stati utilizzati 190.000,00 euro finanziati con risorse proprie del Comune. Una scelta che è andata a intervenire su una struttura già prevista, ma che non sembra aver portato risultati così positivi. Un’enorme pallone bianco e blu che è diventata la prima cosa che si vede scendendo verso Pratovecchio, non proprio il massimo considerato il contesto e il castello di Romena che lo guarda, immaginiamo con orrore, dall’alto.
Oltre a questo evidente ingombro sul paesaggio da sottolineare i pesanti problemi acustici, che anche a noi alcuni cittadini che abitano nelle vicinanze hanno segnalato, problemi che adesso l’Amministrazione vorrebbe risolvere e che richiederanno ulteriori spese sembra per circa 36.000,00 euro. Così magari la struttura sarà più silenziosa, ma continuerà sempre ad assomigliare ad una «balena spiaggiata», come l’abbiamo definita, e rimarrà lì in bella evidenza a fare da cartolina di benvenuto per il paese.
Per concludere, visto che non sembra che sulle «grandi opere» l’Amministrazione sia troppo ferrata, vogliamo ricordare la decisione «fondamentale» che è stata presa lo scorso anno riguardante la detenzione delle armi da parte dei Vigili di Polizia Municipale. La scelta manifesto, alla fine rimasta unica scelta nel complesso, necessaria per dare il senso del sentire che anima la maggioranza di Pratovecchio Stia e per seguire il filone sicuritario che tanto piace ad alcuni politici nazionali. Naturalmente tutto è finito lì, nel senso che adesso i Vigili hanno un onere in più da sostenere, il Comune ha investito risorse, ma la cosa non ha certo portato benefici e, fondamentalmente, nessuno crediamo si sia accorto della differenza.
Insomma ci pare di poter dire che sarebbe stato necessario pensare ad altro nel tempo appena trascorsi, e sarà necessario pensare ad altro in futuro, soprattutto a come fare in modo di invertire lo spopolamento di un Comune che, dal 2014 al 2025, ha perduto circa 600 abitanti e con essi servizi, negozi, attività commerciali e artigianali.
Questo naturalmente è il nostro punto di vista. Ma forse non soltanto nostro..


