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sabato, 29 Gennaio 2022

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Pratovecchio, le poesie vincenti del premio letterario Guidi

Domenica 21 novembre, presso il Teatro Comunale degli Antei di Pratovecchio-Stia con il Patrocinio del Comune e dell’Associazione ANBIMA Toscana, si è svolta la crimonia di premiazione del Premio “Giovanni Guidi” il cui tema trae spunto da un componimento dello stesso Guidi: “Speranza: nascerà un nuovo mattino”. Il Premio di Poesia si inserisce all’interno della manifestazione “Festa della Musica… quando il suono diventa arte” dedicata a S. Cecilia che, fermata dalla pandemia nel 2020, è giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione.

La commissione giudicatrice: Presidente il Poeta e Pittore Renato Gérard, Prof.ssa Patrizia Rossi, Prof.ssa Rosa Vetta, Prof.ssa Gabriella Tommasi, Dott.ssa Antonella Bandini, Artista Gaia Matteini.

La classifica e le motivazioni:
1 Premio: Dunia Sardi (Agliana, PT) con Le case alte sul fiume.
Poesia ricca di immagini, di visioni sognate, di piccole umili cose che Dunia Sardi condivide con noi, nel divenire dei ricordi di una fanciullezza ormai lontana. Aggrappandoci ad un suo verso “per noi che c’eravamo nati” eri la speranza di una vita migliore, di una semplice storia ancora da vivere.

2 Premio: Simonetta Ceccarelli (Frascati) con Di Spes.
Nei versi liberi e nelle figure retoriche, utilizzati nel componimento, c’è un’apertura alla “Speranza” dove il presente non è ma il futuro si “brama” che sia e il ciclo della vita diventa colore dei sentimenti e desideri proiettati verso un divenire migliore.

Premio Speciale: Salvatore Barile (Ruvo di Puglia, BA) con Promessa d’autunno.
Il componimento esprime il valore di una stagione che ha assistito a cambiamenti in una metafora tra la vita e la natura che proiettano il lettore nella riflessione. Nella seconda parte della poesia lo scrittore apre le porte alla speranza e nel passaggio dai versi liberi alla rima alternata si percepisce la speranza di un futuro migliore racchiuso in una promessa fatta dalla stagione in divenire.

Premio Speciale: Maria Letizia Zampini (Bibbiena, AR) con Vita.
In questo componimento, a cui sono estranei toni di angoscia e disperazione, prevale un’accettazione affettuosa e stupita della vita, a partire dalle forme più semplici. I versi liberi e le anafore iniziali sottolineano la gioia e la speranza racchiusa nelle piccole cose.

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