di Gabriele Versari – L’auto elettrica rappresenta una delle sfide più importanti e suggestive del ventunesimo secolo, soprattutto in uno scenario globale che vede minacciati i consumatori e i guidatori da prezzi dei carburanti che schizzano alle stelle da un giorno all’altro. In tale scenario, la sfida dell’elettrico diventa interessante nel momento in cui non solo si possa raggiungere un livello di impatto ambientale decisamente inferiore rispetto al motore a combustione, ma anche una modalità concreta di arginare i conflitti e le speculazioni legate ai combustibili fossili, che tutt’oggi purtroppo dominano il commercio globale.
Dunque, ad oggi, a che punto siamo con l’elettrico in Casentino? Per rispondere al quesito si è interpellato chi, in Casentino, si occupa di automobili e simili da oltre sessant’anni: Roberto Cresci, amministratore di Cresci e Ciabatti S.r.l., storico concessionario sito nel comune di Bibbiena, si è prestato ai nostri microfoni per regalarci un quadro dello scenario attuale dell’auto elettrica in Casentino e non solo.
Qual è la situazione del mercato dell’auto elettrica in Casentino? «Per approfondire l’argomento occorre, per prima cosa, fare un passo indietro al periodo immediatamente successivo al Covid, quando le case automobilistiche hanno convertito i siti produttivi in modo da renderli adibiti alla produzione dell’elettrico con l’obiettivo di passare, in un periodo di tempo molto breve, all’esclusiva realizzazione di motori elettrici appunto, ma ciò non è accaduto. Inizialmente, i numeri delle vendite sono stati ottimi, poiché si passava da zero a “cento” in un breve lasso di tempo, ma si sono presto assestati. Oggi, infatti, la linea di crescita non è stata costante, la curva è crollata. Il mercato delle auto elettriche non decolla, o per lo meno non avanza come ci si sarebbe aspettato, nonostante la pressione a cui le case automobilistiche sottopongono i Concessionari per accelerare le vendite, come nel nostro caso. Il cliente finale stenta ad acquistare un’auto elettrica per varie ragioni. I prezzi, calati ma ancora troppo elevati. L’autonomia limitata delle automobili (anche se nel corso del tempo sta notevolmente aumentando con l’evolversi dei motori), che è influenzata da vari fattori, tra cui la temperatura esterna. Tempistiche di ricarica: non è possibile, per un utente abituato a spostarsi molto durante l’anno, avere lunghi tempi di attesa per la ricarica; dunque, l’auto elettrica è più votata ad un utilizzo per brevi o medie distanze. La rete di approvvigionamento, che dovrebbe essere la base per l’utilizzo completo del prodotto, ma che tutt’oggi è assente o insufficiente in Casentino. A meno che il privato cittadino non disponga di una propria colonnina per la ricarica (e qui il bonus edilizio 110% ha dato una grande mano, introducendo nelle abitazioni sia i pannelli fotovoltaici che l’impianto di accumulo). Possedere un’auto elettrica in Casentino comporta una serie di abitudini che mancano; dunque, una situazione su cui ancora c’è molto margine di miglioramento».
Può approfondire la questione delle colonnine? Quali misure andrebbero adottate per rendere la rete di approvvigionamento davvero efficiente? «Le colonnine ad uso pubblico in Casentino sono pochissime, di cui il 50% non sempre funzionanti. La nostra azienda è dotata di due colonnine per la ricarica, di cui una da 22 Kw, per la ricarica veloce ed una da 11 Kw. (nelle prime due foto sotto). Entrambe sono adibite ad uso pubblico negli orari di apertura dell’azienda, pagando appunto i Kw di ricarica utilizzati. Purtroppo, dal mese di aprile fino a fine ottobre, cioè durante la stagione turistica, spesso accade che si formi una coda di auto elettriche davanti al concessionario, composta da visitatori stranieri che alloggiano in Casentino; ciò è dovuto alla mancanza di ulteriori punti di ricarica attivi. Pertanto, occorre creare una rete capillare di ricarica che renda il guidatore di auto elettrica sicuro e tranquillo, discorso che vale sia per il Casentino che per l’intera Italia. Fino a quando tale condizione non sarà esaudita, il decollo delle auto elettriche resterà problematico. Forse L’errore è stato voler fare tutto e subito. Di fatto, sarebbe stato opportuno eventualmente lanciare in anticipo una tecnologia alternativa come plug-in (che coniuga l’utilizzo di due motori: elettrico e termico) che sta riscuotendo un enorme successo nel presente».
Le preme sottolineare altre criticità? «Per concludere, vorrei soffermarmi su quello che è il comparto di riparazione dell’elettrico, che implica l’apprendimento di competenze e specializzazioni obbligatorie (poiché si lavora in condizioni di alto voltaggio, in cui un errore può portare alla morte) che richiedono investimenti rilevanti per l’aggiornamento dei tecnici specializzati. È giusto pensare alle generazioni future, lo trovo sacrosanto, ma con tali barriere all’entrata è difficile sviluppare qualsiasi mercato automobilistico. Ciò che genera ulteriore perplessità, se si volge lo sguardo altrove, è quello che sta succedendo nei paesi scandinavi, i quali vantano i migliori sistemi di supporto all’elettrico di tutta Europa, ma trovano comunque delle difficoltà nella gestione della “seconda vita” della batteria».

Sulla scia di quanto affermato da Cresci, è doveroso approfondire in quale misura le Amministrazioni dei comuni casentinesi si stiano muovendo verso un Casentino più attrezzato in termini di siti di ricarica per i veicoli elettrici, in considerazione del fatto che questi diventano ulteriormente necessari vista la domanda anche da parte dei turisti, come sottolineato precedentemente. Nel comune di Pratovecchio Stia è stato deciso di dotare il territorio di colonnine di ricarica pubbliche, rispondendo a un duplice obiettivo: ridurre le emissioni inquinanti e valorizzare l’immagine di un Comune attento alla sostenibilità ambientale, prerogativa fondamentale per una sede del Parco Nazionale. Attualmente sono in fase di ultimazione i lavori per l’installazione di una prima colonnina (con una potenza di 43 kW) in via Ugo Ricci, la strada che conduce al piazzale delle Terme nella zona del Palagio Fiorentino di Stia. Parallelamente si sta lavorando per l’installazione di una seconda postazione in Piazza della Stazione a Pratovecchio di cui i lavori inizieranno a breve, non appena confermate le ultime verifiche di compatibilità urbanistica.
Il tema è sicuramente articolato e composito ed è chiaro che occorrano ancora ulteriori passi avanti sul piano dell’efficientamento energetico e dei veicoli elettrici. Solo il tempo mostrerà se effettivamente tali tecnologie possano portare quella rivoluzione tecnologica ed ecologica tanto agognata, in un pianeta in cui, come è chiaro ai più, le risorse sono purtroppo limitatissime.


