19.2 C
Casentino
martedì, 9 Giugno 2026

I più letti

Più tempo a scuola

di Eleonora Boschi – «Fare politica, per me, è soprattutto questo: cercare di ascoltare le esigenze del posto. Senza un impegno concreto, si rischia di non rispondere realmente ai bisogni dei cittadini. In questo momento cercare di conciliare i tempi di vita familiare e lavorativa è sempre più difficile; i nonni spesso lavorano ancora, così come i genitori, quindi è necessario creare degli spazi di cura ed educativi in cui i bambini possano stare al sicuro».

Basta questa frase per racchiudere tutto il senso di questa notizia. Vittoria Valentini è la giovane assessora all’istruzione nel comune di Bibbiena, ruolo che svolge da ormai due anni. È pedagogista clinica di professione e dai tempi dell’università si occupa di educazione, in diverse forme. L’abbiamo contattata chiedendole di raccontarci come è nata la nuova iniziativa che prevede il prolungamento dell’orario scolastico nella scuola dell’infanzia di Bibbiena. Dall’inizio di marzo, infatti, un nuovo progetto è stato avviato, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, il comprensivo di Bibbiena e l’Azienda CEG Elettronica Industriale, e permette a circa 20 famiglie di conciliare meglio la vita familiare e il lavoro grazie all’estensione di un’ora e mezza dell’orario di uscita da scuola dei bambini.

Vittoria, puoi spiegarci in cosa consiste il progetto di ampliamento dell’orario alla scuola dell’infanzia di Bibbiena Stazione? «Il servizio di posticipo dell’orario scolastico nella scuola dell’infanzia di Bibbiena nasce da una proposta fatta da parte della scuola soprattutto a seguito delle richieste delle famiglie che frequentano l’infanzia. Le difficoltà che molte famiglie affrontano oggi nel conciliare la vita familiare e quella lavorativa sono ormai evidenti. Venendo io stessa dall’ambiente scolastico, e avendo lavorato in scuole in cui il pomeriggio termina alle 18, in cui i bambini hanno l’occasione di partecipare ad attività extra scolastiche, avevo già l’idea di creare un servizio di posticipo. Questa idea si è concretizzata a seguito della richiesta che diverse famiglie dei bambini della scuola dell’Infanzia di Bibbiena hanno fatto alla Preside, Alessandra Mucci. Fino a febbraio, l’orario scolastico terminava alle 16:00 del pomeriggio. Dal 9 marzo, le famiglie che hanno aderito al progetto possono beneficiare di un prolungamento dell’orario di un’ora e trenta, quindi fino alle 17:30. Ciò che mi preme sottolineare è che “non si tratta di un parcheggio”, ma piuttosto di un servizio ben strutturato grazie al quale i bambini hanno modo di partecipare ad attività didattiche di vario genere: motorie, potenziamento linguistico, musicali, tutte svolte da educatrici competenti. Al momento siamo ancora in una fase sperimentale che durerà fino a giugno, ma l’intenzione è già quella di proseguire con l’inizio del nuovo anno scolastico il prossimo settembre, aggiustando il servizio, se necessario, in base all’andamento di questi primi mesi. Si tratta ovviamente di un servizio gratuito e facoltativo per le famiglie. Prima di lanciare il progetto, la Dirigente aveva inviato una comunicazione alle famiglie per capire in quante sarebbero state interessate e per selezionare il corretto numero di educatori. Ad oggi, in questi primi mesi, ha aderito circa il 23% dei bambini iscritti. È un bel punto di partenza!».

Quando e come è nata concretamente l’idea di prolungare l’orario scolastico? «In realtà l’idea di prolungare l’orario scolastico era già presente lo scorso anno da parte delle insegnanti e della dirigente, ma per motivi organizzativi avevamo deciso di accantonarla. Il progetto è stato poi ripreso nell’ottobre 2025, anche a seguito delle richieste emerse da parte dei genitori. È stato un percorso piuttosto lungo e articolato, che ha previsto un susseguirsi di incontri con l’Azienda CEG e un lavoro attento sul piano amministrativo: quando si interviene sull’offerta formativa di una scuola, infatti, è necessario affrontare tutti i passaggi burocratici e ottenere le delibere degli organi collegiali, a partire dal Consiglio di istituto».

Come è stata coinvolta l’Azienda CEG nel progetto? «L’Azienda CEG è stata coinvolta a partire da un contatto diretto, durante il quale è stata presentata l’idea progettuale, anche in considerazione delle esigenze economiche e della sensibilità che l’Azienda ha sempre dimostrato nel sostenere iniziative a favore del territorio. Da lì è iniziato un percorso condiviso, con diversi incontri a cui hanno partecipato la dirigente scolastica, professoressa Mucci, l’Azienda CEG e l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di capire insieme come strutturare concretamente il progetto. In una prima fase era stata valutata anche la possibilità di coinvolgere le associazioni sportive locali, ma successivamente si è scelto di concentrarci su un altro tipo di attività. Il progetto è stato quindi realizzato grazie a un contributo condiviso tra Azienda e Amministrazione comunale. La progettazione delle attività è stata curata dalla dirigente scolastica e dalla coordinatrice della cooperativa individuata, l’Albero e la Rua, Cristina Radicchi. Successivamente sono state individuate le educatrici, che sono state poi presentate alle famiglie. Nel frattempo, le insegnanti della mattina, hanno informato le educatrici sulle caratteristiche e necessità dei bambini che hanno preso parte al progetto, di modo da poter adattare al meglio le loro attività alle esigenze di ognuno di loro».

A tal proposito l’Azienda CEG aggiunge: “L’intervento di CEG Elettronica Industriale nel progetto della Scuola dell’Infanzia di Bibbiena Stazione rappresenta un caso esemplare di responsabilità sociale d’impresa. In un’epoca in cui il divario tra tempi di vita e tempi di lavoro si fa sempre più profondo, la scelta della famiglia Canaccini di sostenere finanziariamente il tempo prolungato (fino alle 17:30) eleva l’azienda al ruolo di «attore sociale» attivo nel Casentino. Non si tratta di una semplice donazione, ma di un investimento strategico sul capitale umano del territorio: garantendo ai bambini laboratori di alto livello — dall’inglese alla musica — e offrendo un supporto concreto alla genitorialità, CEG dimostra una visione lungimirante. È il modello di quell’imprenditoria, dove il successo aziendale non resta confinato nel bilancio, ma si traduce in servizi tangibili, diventando un volano di crescita per l’intera comunità locale».

Come verrà strutturato il prolungamento dell’orario nella pratica quotidiana? Quali attività saranno svolte? «Il progetto è già iniziato, ma io non ho mai partecipato a nessun pomeriggio, ho solo preso parte al primo incontro di programmazione. In generale, queste prime settimane sono state dedicate alla conoscenza fra bambini ed educatrici, che poi hanno iniziato con le attività vere e proprie. Nello specifico, si svolgeranno attività di teatro e espressività attraverso il gioco, percorsi di avvicinamento alla lingua inglese, attività psicomotoria, oltre a laboratori creativi e musicali».

Oltre all’aspetto organizzativo, che valore educativo ha questo prolungamento dell’orario? «È un progetto che, secondo me, esprime diversi valori educativi. Prima di tutto, si tratta di un’opportunità di crescita per i bambini e le bambine, perché offre loro spazi e tempi dedicati alla socializzazione, all’espressività e allo sviluppo delle proprie potenzialità, attraverso attività strutturate e guidate da figure qualificate. Oltre a questo, però, rappresenta un aiuto concreto per le famiglie rispondendo a un bisogno che è emerso direttamente da loro. Come Amministrazione crediamo fortemente in questo tipo di progettualità, perché riteniamo fondamentale costruire risposte che tengano conto delle esigenze reali del territorio. A questo proposito, anche nella scuola dell’Infanzia di Soci, dove inizialmente non si registrava la stessa necessità presente a Bibbiena, nel corso dell’anno scolastico il bisogno ha iniziato progressivamente a emergere, seppur con caratteristiche differenti. Stiamo quindi lavorando per individuare una soluzione che possa rispondere in modo mirato alle richieste specifiche di quel contesto».

Oltre a quella di San Piero in Frassino che, come abbiamo già raccontato qualche mese fa, è una scuola con una filosofia che si distingue da tutte le altre, l’Istituto Comprensivo Bernardo Dovizi di Bibbiena diventa uno fra i primi, se non il primo, a proporre questo nuovo servizio nella vallata. Pur mantenendo ancora caratteristiche proprie di un contesto di paese, il Casentino vede oggi emergere delle esigenze che fino a poco tempo fa appartenevano esclusivamente alle realtà urbane. Vedere che le Amministrazioni comunali sono disponibili ad ascoltare le famiglie per cercare delle soluzioni insieme fa sicuramente guadagnare punti al nostro territorio e ben sperare per il futuro!

Ultimi articoli