di Marcello Bartolini – L’acqua in Casentino non è soltanto un elemento naturale, è una presenza che ha contribuito a modellare il territorio, a determinare la posizione dei paesi e a sostenere attività che per secoli hanno rappresentato una parte importante dell’economia della vallata. Mulini, opifici e lavorazioni legate al tessile sono nati e cresciuti proprio accanto ai torrenti, sfruttandone la forza e la continuità.
Questo giro parte e torna a Partina seguendo alcuni dei corsi d’acqua più conosciuti della zona, costeggiando tratti dell’Archiano, un breve segmento della ciclopista dell’Arno e quindi il Torrente Corsalone, che diventa il vero filo conduttore della parte centrale del percorso.
La prima parte alterna sterrati e passaggi scorrevoli, immersi in una tarda primavera ancora verde e ricca d’acqua. I torrenti mantengono una buona portata e in diversi punti il rumore dell’acqua accompagna il percorso, soprattutto nei pressi delle piccole cascate e dei tratti più stretti del Corsalone. In Casentino l’acqua non ha soltanto scavato vallate e modellato il paesaggio, ma ha anche accompagnato per secoli il lavoro dell’uomo, alimentando mulini, gualchiere e attività produttive che hanno segnato la storia della vallata.
Dopo il collegamento con la ciclopista dell’Arno il giro entra progressivamente nella valle del Corsalone. Qui il paesaggio cambia leggermente carattere: il torrente si avvicina, il bosco chiude alcuni passaggi e la strada sterrata segue per lunghi tratti il corso dell’acqua. Il rumore del torrente resta spesso presente e accompagna buona parte della pedalata, alternandosi ai tratti più silenziosi nei boschi.
Uno dei punti più significativi del percorso è il Mulin di Gabrino, antico mulino ad acqua recuperato per finalità culturali. Il mulino rappresenta bene il rapporto storico tra acqua e lavoro in Casentino: una relazione che per secoli ha sostenuto attività agricole, lavorazioni e piccole economie locali distribuite lungo i torrenti della vallata.
Dal ponte del mulino si attraversa il Corsalone per affrontare il tratto più impegnativo del giro. Il sentiero che sale verso la strada di Rimbocchi è ripido nella parte iniziale e richiede un po’ di attenzione, soprattutto nei punti più sconnessi. Nella parte finale la vegetazione invade parzialmente il percorso, ma con un po’ di pazienza si riesce comunque a raggiungere nuovamente l’asfalto.
Una volta tornati sulla strada asfaltata, il percorso cambia ancora carattere. Si rientra verso Bibbiena per poi salire in direzione di Gressa e Poggiolo, attraversando un paesaggio più aperto rispetto alla valle del Corsalone. L’ultima parte del giro si svolge interamente su asfalto e accompagna gradualmente verso il ritorno a Partina.
Lungo il percorso non mancano piccoli dettagli che contribuiscono a costruire l’atmosfera della giornata: il rumore continuo dell’acqua, le cascate ancora alimentate dalle piogge primaverili e persino dei cavalli al pascolo nei campi di fronte al ponte del mulino, quasi immobili mentre il torrente continua a scorrere poco sotto.



