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lunedì, 28 Novembre 2022

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Soci e il monumento alla tristezza

Volevamo chiamarlo il “monumento alla malinconia”. Ma malinconia è già un concetto sublime, che richiede una elaborazione culturale. Niente di tutto questo nella scelta di sostituire la fontana della piazza di Soci con l’esposizione di un vecchio e glorioso ritorcitore. Tutti sappiamo che Soci significa tessile, significa lanificio, artigianato tessile. Il paese è nato e si è sviluppato attorno a questa attività. Il suo vero centro storico è proprio il vecchio lanificio. Da questo punto di vista l’idea di installare nella piazza centrale del paese una macchina simbolo di questa lavorazione sarebbe potuta essere positiva e interessante. Per questo è giusto ringraziare coloro che l’hanno donata e tutte le aziende che hanno lavorato alla installazione. Ma questo non ci impedisce di dire che il modo con cui l’amministrazione comunale ha realizzato l’opera è espressione di una sciatteria culturale non rispettosa della stessa storia di Soci.

Si ha l’impressione che il Sindaco abbia semplicemente voluto togliersi il problema della gestione della fontana (visto il degrado di quella di Bibbiena), sostituendola con un macchinario donato senza più grandi problemi di manutenzione. Ma chi passerà davanti a questa piazza cosa capirà da quel monumento? Perché l’amministrazione non ha colto occasione per un vero progetto culturale di riscoperta e valorizzazione di tutta l’area dell’ex lanificio, che rendesse comprensibile, attraverso un percorso guidato e illustrato, il senso della storia del tessile a Soci ed in Casentino?

Così come buttata là a caso la ritorcitrice, gloriosa testimonianza di un’epoca di lavoro e di sviluppo, è solo la testimonianza di una sconfitta, di un fallimento, comprovato anche dallo stato di abbandono dei vecchi capannoni Da tutto ciò emerge un senso di tristezza, anche di miopia politica di una amministrazione che non è in grado nemmeno di suscitare una speranza. La storia non può essere solo ricordo e nostalgia, ma dovrebbe essere lo strumento per dare basi a speranze e futuro. E Soci ne avrebbe bisogno. Guardando quella ritorcitrice quasi abbandonata in quella piazza assolata ci prende una grande malinconia e nel sottofondo del nostro animo riemerge la melodia di una vecchia canzone, il re dei pagliacci, con la “tristezza del suo cuore senza amore”.

Ecco l’operazione del monumento con la ritorcitrice, per come è stata fatta, al di fuori di un progetto culturale serio volto a valorizzare la storia di un paese, ci sembra proprio una operazione fatta senza cuore e, potremmo aggiungere, senza un minimo di sensibilità culturale, che è poi rispetto per la storia di un paese e di chi a suo tempo lo rese fiorente. Insomma, un’altra occasione persa!

Movimento Arturo, Circolo Bibbiena e Poppi

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