di Marco Roselli – Sempervivum – dal latino sempre vivo – probabilmente per la resistenza di questa pianta ad ambienti ostili e siccitosi, il nome specifico potrebbe derivare sia dalla possibilità di colonizzare vecchi muri di pietra, sia dall’abitudine contadina di piantare degli esemplari sui tetti delle case, perché si riteneva potessero proteggere dai fulmini.
Cosa sono le piante Crassulacee? Si tratta di piante succulente che accumulano acqua nelle loro foglie ingrossate dal portamento prevalentemente erbaceo o arbustivo, anche se non mancano alcune specie arboree. Quella delle Crassulacee è una famiglia cosmopolita, diffusa in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide, anche se presenta maggiori concentrazioni di specie in alcune aree. Dette anche piante succulente si adattano ad ambienti aridi in quanto hanno sviluppato tessuti specializzati per l’accumulo e l’immagazzinamento di acqua in almeno uno dei tre sistemi di organi fra radici, fusto e foglie.
Descrizione Pianta erbacea perenne, stolonifera*, con foglie costituenti una grande rosetta principale ed altre ai vertici degli stoloni. Foglie basilari molto carnose, acuminate e pungenti all’apice. Lo scapo fiorale può raggiungere i 50 cm ed è rivestito in tutta la sua lunghezza da foglie analoghe a quelle basali.
*Stolone: in botanica uno stolone è un ramo laterale che spunta da una gemma vicino alla base (colletto) della pianta, definita appunto stolonifera, e che si allunga scorrendo sul suolo, o appena sotto il terreno, emettendo radici e foglie dai cui nodi si generano nuove piantine (es. fragola, trifoglio, semprevivo,ecc…).

Uno straordinario sistema di sopravvivenza Quasi a dimostrare che nulla è impossibile alle capacità di adattamento della natura, il semprevivo, nelle situazioni più critiche, mette in atto meccanismi che risultano vincenti. Ha un forte apparato radicale superficiale in grado di aggrapparsi anche con pochissima terra a disposizione, riuscendo a sfruttare l’umidità non appena disponibile, proprio come accade sui tetti. Si propaga facilmente per stoloni, fusti striscianti che producono “figli”, cioè piantine che crescono attorno alla pianta madre, andando a creare una famiglia di rosette compatte. Ha la capacità di accumulare l’acqua nelle foglie consentendo, in tal modo, la termoregolazione di tutta la pianta. In condizioni di stress prolungato, come una siccità persistente, un individuo adulto può emettere l’infiorescenza dando luogo alla disseminazione.
Utilizzazioni Le foglie di questa specie e delle congeneri contengono resina, sostanze tanniche, mucillaggine, acido malico e formico. Erano frequentemente usate dalle popolazioni montane per preparare cataplasmi contro le punture di insetti, le ustioni, le ulcerazioni cutanee, come collirio, contro le infiammazioni congiuntivali. In periodi di ristrettezze economiche le rosette giovani di Sempervivum tectorum erano anche conservate sottaceto per il consumo alimentare.
Note e Curiosità Molte sono le leggende su questo gruppo di piante, alcune nefaste ed altre più ottimistiche. Si pensava, ad esempio, che la sventura avrebbe colpito le famiglie alle quali fosse fiorito sul tetto della proprie case. Di segno positivo, invece, la credenza per cui si pensava che i muti, toccando il Semprevivo, avrebbero acquisito maggiori capacità nel farsi comprendere.
Tetti Verdi Il suo impiego è ammesso nelle normative tecniche per l’inverdimento dei tetti, grazie alla capacità di sopravvivere in substrati sottili e condizioni estreme.
Nota bene Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e alimentari sono indicate a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a tali scopi.
Bibliografia – Vita in campagna, Informatore agrario (Dicembre 2024) – Web: Wikipedia – Actaplantarum


