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domenica, 26 Giugno 2022

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10 febbraio: in Casentino è la giornata della dimenticanza

Ancora una volta, ed è oramai una triste consuetudine – sottolinea Federico Dini responsabile di vallata di Fratelli d’Italia – dobbiamo assistere al silenzio delle istituzioni locali in occasione della Giornata del Ricordo. Nonostante sia stata istituita con legge dello Stato fin dal 2004, individuando nel giorno 10 febbraio la solennità per rendere omaggio ai Martiri italiani delle terre dalmato-istriane del 1945. Appare stupefacente che ancora ad oggi davanti alle decine di migliaia di italiani, uomini, donne, bambini civili e militari trucidati da partigiani titini, si preferisca mantenere la strada dell’oblio, oppure ancora peggio dell’indifferenza. Calpestando la memoria di coloro che hanno pagato con la vita l’unica colpa che avevano: essere Italiani.

Sorprende come davanti alle tragedie dello scorso millennio, invece che la profonda riflessione, si preferiscano adottare i soliti strumentali atteggiamenti atti a dividere sia le coscienze, oltre che le vicende della storia nazionale. Discriminare le sofferenze umane in quelle che meritano il ricordo da quelle che viceversa, con un senso strabico della storia, debbono restare nell’oblio non aiuta la crescita civica ed il sentirsi comunità nazionale. Atteggiamenti questi che poi trovano il loro iceberg nei cori oltraggiosi verso i martiri delle foibe, nei canti che spesso accompagnano alcune manifestazioni che hanno messo a soqquadro alcune città nazionali.

Occorre notare come sulle pagine social dei tanti comuni Casentinesi come, cambi l’atteggiamento nei confronti del Giorno del Ricordo, rispetto all’attenzione dedicata ad altre tragedie legate al secolo scorso. Rispetto alle quali, correttamente si fanno conferenze, si compiono studi, si patrocinano eventi pubblici, mentre il 10 febbraio scorre come uno qualsiasi dei 365giorni dell’anno. Con l’arcaica volontà in qualcuno, superata dai tempi,   di non voler fare fino in fondo i conti con la storia nazionale dedicando a tutte le vittime, senza distinzioni lo stesso diritto di cittadinanza.

Fatto salvo eventuali sviste, dei comuni Casentinesi, il solo Comune di Subbiano ha messo in essere una iniziativa sull’argomento con l’artista aretino Marrone, dandone risalto anche sulla propria pagina face book . Altri, non hanno trovato di meglio, che sponsorizzare ben più importanti iniziative – etiche e civiche – quali il carnevale. Forse alcuni attori dell’attuale governance casentinese è in tale contesto che riescono a dare il meglio del loro contributo alla formazione di una memoria storica nazionale compiuta. Imitando la Regione Toscana, che in apertura della pagina social istituzionale, ricordava ai milioni di Toscani per il 10 febbraio un’altra importante giornata, la giornata del farmaco, tralasciando ogni minimo accenno alla Giornata del Ricordo.

In questo desolante scenario istituzionale locale, assume ancora maggior risalto quanto successo nel capoluogo di provincia, dove in una cerimonia ricca di tricolori ed emozioni, alla presenza delle associazioni d’arma e degli esuli istriano dalmati, veniva inaugurato dal Sindaco Ghinelli, il monumento donato alla città di Arezzo dal Comitato Pietre della Memoria, iniziativa partita dai consiglieri comunali Giovana Carlettini e Domenico Chizoniti fatta propria, poi, dall’amministrazione aretina.

Che sia anche questo un segnale, che le difficoltà nel risolvere le ancestrali criticità del Casentino, trovino anche in questa sorta di chiusura mentale culturale e sociale il loro humus vitale?

Fdi – Circolo Casentino, responsabile di vallata – Federico Dini

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