di Francesco Meola – La Biblioteca comunale di Strada in Casentino torna a essere operativa all’interno delle storiche Logge del Grano, dopo un lungo periodo di chiusura. Un intervento mirato di riqualificazione ha permesso di restituire alla comunità un presidio culturale che, pur nelle dimensioni contenute, ambisce a svolgere un ruolo stabile di aggregazione e servizio pubblico.
Gli spazi sono stati rinnovati, le dotazioni aggiornate e l’offerta ampliata, con l’obiettivo di creare un luogo accessibile e adatto a ospitare attività diversificate. Per approfondire le scelte compiute e le prospettive future, abbiamo intervistato Antonio Fani, sindaco di Castel San Niccolò.
Sindaco Fani, da dove nasce la decisione di riaprire la biblioteca? «L’intenzione dell’Amministrazione era quella di restituire alla comunità uno spazio culturale moderno e versatile, capace di assumere funzioni nuove rispetto al modello tradizionale. Abbiamo voluto creare un luogo che potesse accogliere pubblici diversi e diventare un punto di riferimento per attività culturali, educative e sociali».
Quali sono le nuove funzioni e i servizi previsti? «Abbiamo realizzato una sala multimediale, uno spazio giovani e un’area dedicata ai bambini della scuola dell’infanzia e dei primi anni della primaria, con giochi e attività manipolative. L’obiettivo è avvicinare i più piccoli alla lettura e alla scoperta dei libri, offrendo loro un ambiente stimolante e accogliente».
Avete aggiornato anche il patrimonio librario? «Sì. Dopo anni senza nuovi acquisti, abbiamo rinnovato in modo significativo sia la sezione ragazzi sia quella per adulti, introducendo molti volumi recenti e rendendo la biblioteca nuovamente attuale e fruibile».
Sono previsti anche nuovi spazi esterni? «Certo. Abbiamo recuperato una terrazza porticata molto bella, affacciata su un giardino storico. Uno spazio ideale per la lettura e il relax, quasi un piccolo caffè letterario. All’interno abbiamo inserito anche un servizio di bevande e merende, così da rendere l’ambiente più vivibile e accogliente».
Chi gestisce la biblioteca? «La gestione è affidata a un gruppo di volontari inseriti nel registro comunale e coordinati dalla vicesindaca e dalle consigliere Elena Zampella e Marianna Nozzoli. Nella struttura trovano spazio, tra gli altri, anche l’Auser Casentino e il servizio dell’assistente sociale».
È possibile diventare volontari? «Certamente. Chiunque può fare richiesta di iscrizione al registro dei volontari, beneficiando della copertura assicurativa prevista dal regolamento comunale. Anzi, sarebbe auspicabile: più volontari abbiamo, più possiamo ampliare gli orari di apertura e valutare anche fasce serali, soprattutto grazie allo spazio esterno. Attualmente la biblioteca è aperta principalmente nel pomeriggio e, grazie alla disponibilità di alcune ragazze, anche la domenica mattina».
Quante persone compongono oggi il gruppo dei volontari? «Al momento possiamo contare su un numero di volontari che oscilla tra le dieci e le dodici persone».
Quali sono i progetti a medio e lungo termine? «Sul breve termine stiamo lavorando al rifacimento di un servizio igienico per renderlo pienamente accessibile alle persone con disabilità, completando così quel percorso di abbattimento delle barriere architettoniche già avviato con l’installazione del montascale. Sul piano culturale, invece, puntiamo a utilizzare la biblioteca anche per iniziative di piccole dimensioni, complementari agli eventi ospitati nelle sale più ampie del municipio. Abbiamo rapporti attivi con l’Istituto comprensivo Alto Casentino per progetti rivolti a bambini e ragazzi, mentre con Auser, Misericordia e il gruppo anziani stiamo sviluppando percorsi dedicati alle fasce più mature della popolazione».
Insomma, il rilancio della biblioteca non rappresenta soltanto un evento fine a sé stesso, ma il ripristino di un servizio essenziale che torna a disposizione della comunità. L’intervento, infatti, seppur misurato, restituisce al paese un luogo di riferimento per la socialità e la cultura, affidato alla collaborazione tra Amministrazione e volontariato. E in un territorio dove i servizi tendono a ridursi, la riapertura delle Logge del Grano rappresenta dunque un segnale concreto: non una promessa, ma un passo operativo verso una maggiore vivibilità e una presenza istituzionale più stabile.


