di Anselmo Fantoni – Quattro generazioni di un’attività non sono poche e la storia di Alessandro Fratini è li a testimoniare che oltrepassare cinquant’anni di vendita di frutta e verdura in un periodo particolare, è possibile. Dal 1975 ad oggi in effetti di cose ne sono cambiate, così la famiglia Fratini è passata dai mercati e dalla vendita nelle frazioni Casentinesi, all’apertura dei negozi di Rassina e Soci, ma la caratteristica che è rimasta costante nel tempo è quella di essere al servizio dei clienti.
Mediamente coloro che frequentano i negozi Fratini sono circa 2000 a settimana, ma la compagine è molto cambiata, nel ‘75, anno in cui Alessandro inizia la sua carriera come ragazzo di bottega, a fare la spesa erano le massaie, ci si muoveva meno, di solito il giorno del mercato per fare la spesa “grossa” sia nei negozi che ai “banchi”, durante la settimana poi arrivavano nelle frazioni i fruttivendoli col furgone e si acquistava un po’ di frutta, anni prima giravano i paesini anche merciai e commercianti che vendevano un po’ di tutto.
Ma è nel 1985 che il nostro Alessandro inizia l’avventura come commerciante, nei mercati e ambulante, fino a raggiungere con le due nuove botteghe la soglia dei 40 anni di attività. La dimensione dei negozi ha un’altra caratteristica importante, qui tra venditore e acquirente non c’è solo un rapporto commerciale, ci si conosce e col tempo si arriva ad uno scambio anche di battute e piccoli sfottò, comprare frutta e verdura infatti, se fatto nei negozi tradizionali, fa bene alla salute ma anche al morale; mentre faccio l’intervista un anziano signore si avvicina e ci racconta la sua storia, facendo diventare il negozio un luogo di scambio esperienziale, una sorta di Foro di antica memoria, ed è stato bellissimo.
L’organizzazione sociale di noi Casentinesi è molto cambiata, le giovani generazioni non cucinano più come una volta, si lavora tutta la settimana e la domenica non c’è tempo per piatti dalle lunghe preparazioni, a meno che i nonni non si prestino a mantenere vive vecchie tradizioni. Tra le novità oramai conclamate c’è la destagionalizzazione dei prodotti, una volta si consumava frutta e verdura di stagione, oggi il mondo è divenuto piccolo e le tecnologie a servizio delle produzioni orticole e della conservazione hanno modificato tutta la filiera. Abbiamo mele fresche tutto l’anno, zucchine a gennaio e cavoli ad agosto, pesche a dicembre e uva in tutte le stagioni, alcuni frutti poi sono entrati nella dieta normale giornaliera, così mentre alcune varietà di mele ci hanno oramai lasciato, al loro posto troviamo frutti esotici come mango, papaia e pomelo che affiancano i già storici banana e ananas.
Oggi per cercare di ampliare l’offerta merceologica nei negozi di Soci e Rassina si può trovare non solo frutta e verdura ma anche salumi e formaggi, olio, vino e conserve. Dagli ingrossi di Firenze e Cesena arrivano la quasi totalità dei prodotti ma anche le buone mele dalla vicina Valdichiana e i salumi dalla Valtiberina contribuendo a valorizzare anche le produzioni locali. In un mondo sempre più a misura di supermercato i piccoli negozi di paese devono cercare di offrire qualcosa di più e di diverso, qualità, convenienza e servizio al cliente e in questo Fratini non si fa criticare, orientato al cliente fino ad arrivare alla consegna a domicilio dei suoi prodotti.
Nel normale rapporto strettamente commerciale dovremmo essere più consapevoli che avere un piccolo negozio sotto casa è un grande valore aggiunto, una ricchezza che va oltre il mero significato commerciale, è rapporto tra persone, ci si scambiano conoscenze, a volte tra acquirenti e venditori c’è anche un travaso di ricette di famiglia così si tramandano e si divulgano preziosi consigli per un mangiare saporito e salubre, magari rispettando la stagionalità degli ingredienti e valorizzando un patrimonio difeso dell’Unesco.

Le istituzioni dovrebbero forse valorizzare di più questo patrimonio, magari con iniziative culturali all’interno dei negozi, creando maggiori occasioni per premiare chi contro tanti ostacoli riesce a tramandare da padre a figlio attività sia artigianali che commerciali, cercando di salvaguardare un patrimonio che ancora non abbiamo ben compreso e che rischiamo di perdere a favore di multinazionali e centri commerciali, contribuendo a stritolare i produttori, soprattutto quelli più piccoli.
Anche lo Stato dovrebbe cambiare il paradigma, forse modificando l’azione di controllo affiancandola a una più costruttiva azione di supporto e consulenza, per esempio visitando gli esercenti in occasione di variazioni normative illustrando quali sono le modalità per adempiere i nuovi obblighi, in fondo non è con accertamenti e multe che si aiutano i contribuenti a essere rispettosi delle leggi.
L’occasione del traguardo di metà secolo, dieci come ragazzo di bottega e quaranta da imprenditore, non ci permette solo di conoscere meglio una famiglia di commercianti, ma anche di soffermarci su problematiche sociali, certo, continueremo a chiedere sconti, in fondo fa parte del gioco, ma vedremo le figure come Fratini Alessandro e i suoi figli con un occhio diverso, compresi ovviamente i loro dipendenti.


