Uniamoci casentinesi e facciamo fronte comune, adesso. In base alla recente Legge regionale 27 dicembre 2011, n. 68, Norme sul sistema delle autonomie locali saremo costretti a farlo nel 2016 e allora non avremo gli stessi vantaggi economici di adesso. Ai sensi dell’art. 62 della citata legge: “A decorrere dal 1° gennaio 2016, la Giunta regionale presenta le proposte di legge di fusione dei comuni anche in assenza dell’intesa“.
Infatti anche se il referendum non avrà esito a decorrere dal gennaio 2013, la Giunta regionale promuove le fusioni, che coinvolgono i comuni obbligati all’esercizio associato delle funzioni fondamentali, tenendo conto degli ambiti di dimensione territoriale adeguata di cui all’allegato A (dove è espressamente indicato il l’Ambito 1 Casentino composto da 11 comuni).
Sarebbero principalmente coinvolti i comuni sotto i 3000 abitanti, ma a quel punto gli altri non potrebbero che seguirli.
Quello che propinano i sostenitori del no è irragionevole e falso, lo diciamo a ragion veduta visto che è proprio questa legge ad indicare in maniera categorica la fusione dei comuni montani (area Casentino) entro il 2016 con modalità partecipative, istituzionali e popolari. Se ciò non dovesse accadere con il referendum consultivo del 6 e 7 maggio avremo perso una valevole quanto costosa occasione ed interverrà comunque la stessa regione Toscana a disporre in merito, facendo il suo gioco e non quello del Casentino.
Se è questo che i casentinesi vogliono, se vogliono che la Regione ci obblighi alla fusione tra quattro anni secondo le sue regole, allora vadano a votare No.
Se invece, attraverso questo referendum e relativa proposta (e la proposta non è legge, quindi potrà essere migliorata) diremo Sì, indicheremo noi la strada da seguire, è probabile che nel 2016 ci troveremo un ente forte, costruito sulle nostre esigenze territoriali ed identitarie ed avremmo accesso a tutti i finanziamenti oggi esistenti.
Chi sostiene il No spieghi ai cittadini perché si dovrebbe essere contrari ad un Sì che è stato sottoscritto da 1/4 della popolazione votante attiva del Casentino.
Solo una irresponsabile disputa può portare a dire che il comune unico è inutile e lesivo quando la Regione per prima ce lo indica. Chi sostiene il No spieghi ai cittadini perché ora No quando saremo costretti a farlo tra quattro anni.
Cosa racconteranno i sostenitori del No ai rispettivi elettori nei prossimi programmi elettorali in vista delle amministrative 2014?
Continueranno a propinare la favola del castello e del campanile o diranno la verità? O dovranno dire che dopo 2 anni il Casentino dovrà in pratica fondersi e rifare un altro referendum?
Pensate cittadini che basterebbe questo referendum e le delibere congiunte dei comuni interessati a far evitare sprechi e tensioni sociali solo perché si vuol fare le prime donne del potere.
E questo vale anche per Subbiano e Capolona che votando No precludono di fatto i loro intenti di fusione concertata con la volontà dei rispettivi consigli (si danno la zappa sui piedi) esplicando una palese contraddizione sul concetto assoluto di comune unico.
Invitiamo tutti a prendere contezza di dette normative nazionali e regionali e poi si può discutere di cifre, progetti e di qualunque altro aspetto legato al Comune Unico. Solo in tal modo capirete quanto sia fondamentale votare Sì ponendo fine a questa presa di giro che il potere costituito a vari livelli sta perpetrando, apriamo gli occhi… apriamoli con uno sguardo al futuro.

Casentino Unito