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sabato, 20 Agosto 2022

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Il miraggio del sottopassaggio

di Francesco Meola – È trascorso più di un mese da quando il passaggio a livello di Santa Mama è stato chiuso al traffico ma, al momento, le transenne che dovevano rappresentare una soluzione temporanea, sono ancora lì in bella mostra. La decisione è stata presa in seguito all’incidente che ha visto coinvolto un uomo il quale, attraversato i binari con il treno in transito, è rimasto travolto, a bordo della sua auto, riportando fortunatamente soltanto alcune contusioni.

Secondo la ricostruzione di Lfi, che gestisce il servizio dei treni del Casentino, il soggetto sarebbe passato con il semaforo rosso, fenomeno tutt’altro che raro se si considera che il passaggio non è regolato da sbarre. Soltanto il destino, dunque, ha fatto sì che l’impatto non si tramutasse in tragedia, ma quando si provvederà a risolvere definitivamente la questione?

L’abbiamo chiesto al presidente di Lfi, Maurizio Seri che, con la consueta gentilezza, si è concesso ai nostri taccuini.
Presidente, può dirci allo stato attuale se e quando riaprirà il passaggio a livello di Santa Mama?
«Sinceramente non so dirle quando e se verrà riaperto dal momento che c’è un’ordinanza del comune di Subbiano. Tuttavia, per quanto mi riguarda, ritengo sia stata presa la decisione più giusta considerato che ogni passaggio a livello chiuso comporta una maggiore sicurezza, soprattutto nel caso in questione, dove il varco è situato in prossimità di una curva. Quello che è accaduto ha del miracoloso se si considera che non è morto nessuno. Ritengo che la chiusura sia al momento l’unica strada percorribile. Non si può riaprire per richiudere magari al prossimo incidente, ne va della vita delle persone».

Ma non è proprio possibile pensare ad un’alternativa che non sia la chiusura?
«È compito delle istituzioni studiare delle alternative. Lfi ha profuso sempre il massimo impegno per cercare delle valide soluzioni rispetto alla questione della quale, al netto degli ultimi avvenimenti di cronaca, si discuteva già da almeno cinque/sei anni. In passato di tavoli di discussione ve ne sono stati tanti, ma non si è mai giunti ad un risultato concreto».

In che modo Lfi ha cercato, nel tempo, di rendere più sicura la linea?
«Per quel che potevamo, abbiamo portato il numero dei passaggi a livello presenti sulla tratta Sinalunga-Stia da novanta a quaranta e credo che, oltre quello di Santa Mama, probabilmente ne andrebbero chiusi anche altri. Ovviamente, laddove possibile, negli anni addietro sono stati costruiti dei sottopassi ma se le condizioni morfologiche del territorio o la presenza di edifici nelle immediate vicinanze non lo consentono, non si può far altro che lasciare le cose come stanno. Nel caso di Santa Mama mi rendo conto che la decisione possa aver suscitato dei malumori, ma è per l’appunto uno di quei luoghi dove realizzare un sottopasso non è possibile. Fortunatamente esiste una strada alternativa, anche se percorrerla significa allungare leggermente il tragitto. Si sfrutti quest’opportunità, prima che accada qualcosa di ancora più grave».

Ma la maggioranza degli abitanti non ci sta e continua a ritenere la chiusura fortemente penalizzante, come nel caso dell’associazione Le tre Contrade che vorrebbe potersi interfacciare con il Comune e Lfi per proporre delle soluzioni alternative e condivise. Ciononostante non mancano le voci fuori dal coro, come quella di Marco, un giovane del posto che quel passaggio lo attraversava almeno tre volte al giorno.
«Non entro nel merito di chi non è d’accordo nel tenere chiuso quel varco. Di sicuro quella dove c’è il passaggio è sempre stata la porta principale d’accesso al paese ma non credo che allungare di qualche metro il percorso sia così penalizzante. Qualcuno dice che questa decisione possa portare il borgo a rimanere ulteriormente isolato ma, per quanto mi riguarda, penso che le ragioni per cui Santa Mama rischia di diventare sempre più un luogo fantasma siano altre, a cominciare dall’assenza di spazi di aggregazione per giovani e anziani. È assurdo che anche per una semplice passeggiata in uno spazio verde si debba andare a Subbiano centro. Ma forse la mia è soltanto una considerazione isolata…».

Intanto è giallo sulla possibile realizzazione di un sottopasso dal momento che, nonostante le dichiarazioni di Seri e le oggettive difficoltà progettuali che un’opera del genere comporterebbe, il consigliere regionale e capogruppo del PD Vincenzo Ceccarelli, in un’intervista rilasciata a “La Nazione” lo scorso aprile, ha ribadito la volontà della Regione di puntare alla sua costruzione. Stando a quello che si legge sul noto quotidiano fiorentino, l’opera verrebbe realizzata al posto dell’attuale passaggio a livello in modo da consentire l’uscita delle auto da Santa Mama verso Arezzo. Non sarà quindi più possibile entrare nel borgo se non passando dalla zona a monte dell’abitato, dove i conducenti transiteranno anche per uscire dalla frazione e dirigersi verso Rassina.

Questo, almeno nelle intenzioni del progetto in questione ma, al momento, gli intervistati sembrano piuttosto diffidenti, come nel caso di Niccolò, un assiduo frequentatore della frazione «Staremo a vedere. In questi anni ne abbiamo sentite tante vengo qui per trovare i miei parenti e saranno almeno una decina di anni che li sento parlare di progetti alternativi al passaggio a livello, ma nulla è mai stato fatto».

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