Certo che la sfiga è sfiga. Da quando Vincenzo Ceccarelli è stato nominato assessore ai trasporti della Regione Toscana, non passa giorno che un treno arrivi in ritardo e un gruppo di pendolari si incazzi per il vergognoso stato dei nostri treni. Ceccarelli sembra un po’ in crisi e quasi travolto da questa inaspettata marea montante di critiche (per non dire di altro), abituato com’era ad essere trattato come un principino in quel di Arezzo (ma si sa, gli aretini non sono mai stati particolarmente vispi). Insieme a Zio Enrico (Rossi) ogni tanto sale all’improvviso su un treno per condividere la mesta sorte dei pendolari che giornalmente devono arrivare nei vari capoluoghi toscani, a bordo di vetture degne di qualche ferrovia sudamericana. Come due comici a bordo delle navi da crociera, i nostri cercano di intrattenere viaggiatori che non ce la fanno più con vaghe promesse di miglioramento del servizio, maggiori pulizie, ecc. Qualcuno potrebbe obbiettare che Ceccarelli non c’entra nulla con i treni, ma ci sembra strano che quando ci sono problemi e ritardi, non è colpa sua, ma quando viene ripristinato il treno Montelupo-Capraia delle 02 e 53, vai con il comunicato in cui si esalta l’indefesso lavoro dell’assessore! Forse per risalire la china e riprendere qualche punto, a Ceccarelli non resta che inaugurare i mitico e ormai leggendario treno “Stia-Firenze” promesso ad ogni campagna elettorale, enfatizzato quasi come il primo volo del Concorde. Quando, nel 2040, Ceccarelli sarà presidente o assessore di qualcosa (ormai ce la fa a restare in politica fino alla meritata pensione), e partirà la prima corsa dello Stia-Firenze, saremo i primi a fare il viaggio inaugurale, sperando senza ritardi.
Il Badalischio