di Francesca Maggini – L’associazione Crescere (Associazione Culturale e di Volontariato odv) è una realtà di volontariato senza fini di lucro, che opera a supporto di bambini e ragazzi con disabilità intellettive più o meno gravi, offrendo servizi dedicati alle famiglie. Nata a Subbiano, oggi rappresenta un punto di riferimento prezioso per tutta la provincia, uno spazio dove tanti ragazzi possono sentirsi ascoltati, accolti e valorizzati per ciò che sono. Un’associazione nata dal desiderio di costruire opportunità, momenti di condivisione, amicizie abbattendo pregiudizi e barriere attraverso attività educative, progetti creativi e sociali. Un progetto che affonda le proprie radici nell’esperienza diretta di genitori ed educatori, trasformando difficoltà e fragilità in occasioni di crescita collettiva. Ne abbiamo parlato con la Dr.ssa Faustina Bertollo, presidente dell’associazione.
Come e quando nasce questa associazione e com’è cambiata negli anni? «L’associazione è nata nel 2009 dall’unione di educatori e genitori con un obiettivo chiaro: offrire sostegno e condividere percorsi comuni affinché nessuno si senta solo nell’affrontare la complessa esperienza della disabilità, che spesso irrompe nella vita familiare come un tornado, destabilizzandone gli equilibri. Con il passare degli anni, l’associazione ha ampliato le proprie attività e promosso percorsi di socializzazione che diffondono la cultura dell’inclusione nella comunità. L’intento è trasformare la disabilità da ostacolo a risorsa, offrendo un’opportunità di crescita collettiva e cambiando lo sguardo della società».
A chi si rivolge l’attività dell’associazione e quali figure professionali ci sono? «Oggi l’associazione si rivolge a circa 50 famiglie provenienti da tutta la provincia, coinvolgendo ragazzi con disabilità intellettiva medio-grave. Un team composto da 8 educatori e 4 volontari organizza e coordina attività diversificate, che spaziano dall’arte e dalla musica allo sport e alle attività multimediali. Questi percorsi sono studiati per favorire l’acquisizione di autonomie fondamentali in vista di una futura vita indipendente e lavorativa, con programmi personalizzati basati sulle capacità individuali e supportati da strumenti tecnologici specifici».
Quali servizi offrite e quali progetti portate avanti? «Tra i progetti realizzati con continuità si segnalano il canale podcast “Officina104#vocidiverse”, i video settimanali su temi vari come ricette e curiosità, e un magazine bimestrale in cui ogni partecipante sviluppa contenuti secondo i propri interessi e passioni».
Come si articola il progetto dei biscotti? «Un’esperienza particolarmente significativa è il progetto “Officina 104”, nato grazie al sostegno del panificio Pancini e Ciardi, che ha dato vita alla linea di biscotti “Gli Sgranocchianti – Amicotto, il biscotto amico”. In questa iniziativa, i ragazzi sono coinvolti in tutte le fasi: produzione, confezionamento e realizzazione del packaging. Questo percorso di crescita ha portato nel 2023 alla creazione della cooperativa sociale Officina104, frutto della partecipazione a un bando dedicato alle imprese. La cooperativa rappresenta una concreta opportunità lavorativa e attualmente impiega 6 ragazzi con disabilità e 2 operatori, con un’incidenza del 75% di lavoratori con disabilità intellettiva medio-grave. Le attività della cooperativa includono la produzione di magliette e bomboniere, lavorazioni conto terzi come montaggio scatole ed etichettatura. Anche realizzazione di materiali pubblicitari e organizzazione di eventi durante i quali i ragazzi si occupano anche del servizio di alimenti e bevande. Associazione e cooperativa operano in sinergia: terminato l’orario lavorativo, l’associazione continua a sostenere i ragazzi attraverso attività educative, formative e di tempo libero».
Come sostenete l’associazione? «Il sostegno arriva principalmente da raccolte fondi, cene solidali, sottoscrizioni a premi, donazioni, 5×1000 e bandi. La cooperativa invece si sostiene esclusivamente tramite le attività lavorative, ma spesso è difficile trovare aziende disponibili a esternalizzare lavori, limitando così le opportunità».
Quali sono i progetti per il futuro? «Per il futuro si punta a creare una rete territoriale di imprese che offra opportunità concrete di inserimento lavorativo, per ampliare la cooperativa e soprattutto dare possibilità a giovani talentuosi e determinati. Un ruolo importante possono svolgerlo anche i privati, contribuendo con l’acquisto dei prodotti realizzati dai ragazzi, sostenendo così un progetto di inclusione e crescita che va oltre ogni barriera».
Ogni ragazzo matura e custodisce talenti, emozioni, desideri e sogni. Le esperienze di collaborazione profonda fra famiglie, volontari e operatori dimostrano come sia possibile costruire un ambiente sereno ed inclusivo, ricco di esperienze che favoriscono autonomia, dignità e crescita personale. Ogni sorriso conquistato, ogni piccolo traguardo raggiunto, rappresenta una vittoria importante e conferma che ciò che fa davvero la differenza è sentirsi accolti e parte di una comunità.
L’inclusione non è solo un obiettivo, è un impegno quotidiano capace di contribuire alla costruzione di una società più umana ed empatica in grado di riconoscere il valore unico di ogni persona. Esperienze come quella di Crescere e Officina 104 dimostrano che l’inclusione non è assistenzialismo, ma partecipazione attiva e possibilità reale di costruire un futuro.
Un modello virtuoso che merita attenzione, sostegno e una rete territoriale sempre più forte. Ogni persona ha un valore unico da portare nel mondo, basta qualcuno che sia disposto a riconoscerlo, coltivarlo e camminargli accanto.



