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sabato, 1 Ottobre 2022

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Rassina: un Gran Galà, aspettando il Carracino 2023

di Federica Andretta – Dopo due anni di pandemia possiamo forse finalmente scorgere un orizzonte molto più luminoso di quello che ci siamo appena lasciati dietro le spalle, lontano da quella sorta di “immobilismo” nel quale il Covid ci ha “imprigionato” per un po’.

Vi ricordate del Carracino rassinese? Era il 2014 quando tutto ebbe inizio, quando la prima edizione alzò il sipario; erano «partiti sprovveduti, senza un minimo di garanzia o di sicurezza sul futuro, proprio come se fosse un gioco tra ragazzi e così è stato». Un’edizione “pilota” quella che avrebbe dato il via ad una delle serie iconiche più seguite dai Rassinesi (in particolare) e dai Casentinesi.

Sempre per usare alcune parole tratte da un post pubblicato a luglio 2020 sulla pagina ufficiale Facebook del Carracino rassinese in ricordo della prima edizione: «Non immaginavamo l’amore e il consenso della gente di Rassina che però è sempre stato continuo e crescente spingendoci ad andare ogni oltre limite e ragione.» Non solo festa paesana o semplice occasione di aggregazione ma piuttosto simbolo di rinascita di un paese e, se vogliamo, anche di un’intera vallata (a maggior ragione in tempi come questi). Sono passati ben tre anni dall’ultima volta in cui (a causa della pandemia) il suo clima di festa ha pervaso le strade del paese, dalle viuzze del borgo sino alla piazza e ai vari Rioni.

Ma loro sono tornati, più forti e carichi che mai, con tanti colori e un’unica passione o forse dovremmo dire che Stefano Pietrini, Andrea Rialti, Lucas Fratini e Filippo Oretti non se ne sono mai andati. Noi, di certo, non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di intervistare i quattro componenti de Il Carracino Rassinese! Si riparte così con il “Gran Galà del CARRACINO Rassinese” che si terrà sabato 17 settembre alle ore 20,30 in Piazza Mazzini a Rassina.

Come gruppo del Carracino avete deciso di organizzare una cena con tutti i Rioni il prossimo 17 settembre. C’è una ragione in particolare? «Abbiamo deciso di riorganizzarla, perché dopo tanto tempo che il Carracino era fermo (ovviamente per questioni che tutti sappiamo e che hanno interrotto tutte le varie manifestazioni e gli eventi in generale) era giusto dare un segnale. Un segnale che purtroppo però non poteva venire dal Carracino di giugno, poiché i relativi preparativi iniziano a novembre dell’anno precedente e le condizioni non erano ancora buone per poter, diciamo, creare il tutto; non era possibile neanche poter pensare di realizzare un’edizione del Carracino quindi grazie poi al Comune, ai Rioni e a noi organizzatori abbiamo deciso chr dare un segnale era importante e tale segnale poteva essere solamente, per ora, una cena dei Rioni. Una cena dei Rioni allestita in una nuova location, ossia nella piazza principale del paese; la cena è stata quindi organizzata principalmente per dire “ci siamo”, per riunire nuovamente i Rioni e poi per altre cose che non posso elencare adesso, ma che saranno una sorpresa».

Puoi anticipare comunque qualche novità del prossimo anno? «Il 2023 rappresenterà un anno estremamente importante per noi, perché sarà la 10ª edizione del Carracino quindi un’edizione estremamente ricca di novità (non posso annunciarle tutte, perché sono una sorpresa e non si possono pertanto svelare). In vista di questa 10ª edizione del Carracino, per noi importantissima e con un significato molto particolare, volevamo creare qualcosa di mai visto prima; potrebbe trattarsi di far realizzare un drappo a un abitante del paese o conferire un premio speciale per i vincitori sia del “Carracino” classico sia del “Carracino Young”. Ci potranno essere forse delle modifiche per quanto riguarda gli stemmi e tante, tante novità; ovviamente quello che cambierà più di tutto per la 10ª edizione sarà l’effetto scenico che si rivelerà completamente rinnovato e di estremo impatto».

Da quante Associazioni sarà organizzato il Gran Galà? «L’Associazione principale che si occupa di organizzare il tutto è Il Carracino Rassinese. In più, ovviamente ci sarà l’aiuto di tutti i Rioni; ciascuno di loro si occuperà, infatti, dell’allestimento dei rispettivi tavoli per abbellirli come più gli piace. Avranno poi un ruolo importante l’Associazione dell’Avis di Castel Focognano e il Comitato Carnevale dei Ragazzi di Rassina. Sono due Associazioni che hanno sempre collaborato con noi; in tutte le edizioni sono stati sempre presenti con tanti volontari. In questa cena ci daranno una mano sia per quanto riguarda la parte della preparazione del cibo sia per quanto riguarda il servizio e la sorveglianza. Volevamo quindi dire grazie a queste due Associazioni, perché senza i loro volontari, senza il loro spirito ed il loro entusiasmo difficilmente alcune cose sarebbero venute così bene!».

Quanti saranno i commensali? «Per la serata sono previste intorno alle 300 persone a sedere. Noi speriamo qualcosina di più, ma ovviamente per ora sono quelli i numeri che si vanno a delineare per la serata. Naturalmente, a seguire ci sarà l’intrattenimento dell’Araldo Niccolò Tinti e dello Scudiero Ezio Vigiani (il duo dei “Brutti ma Boni”) che speriamo possa poi portare altre persone a completamento della serata con musica, balli e quant’altro. Certamente, un ringraziamento va anche a due figure principali come loro, perché senza l’Araldo e lo Scudiero per noi sarebbe stato veramente impossibile poter organizzare ogni singola edizione del Carracino».

L’ultima edizione si è svolta a giugno/luglio 2019, ben tre anni fa. In questo lungo periodo di “fermo pandemico”, dal 2020 in poi, com’è proseguita l’attività del vostro gruppo? «Dopo tutto questo tempo era già veramente difficile poter pensare di ripartire, perché comunque cambiano le generazioni, muta lo spirito con cui vengono affrontate le cose; tante persone non sono più del posto e i ragazzi che prima facevano parte di un Rione ora non ci sono, se ne sono andati via. Quindi non era per niente facile poter creare un qualcosa che ricordasse il Carracino. È, tuttavia rimasto vivo tra i giovani e le persone attraverso la voce e il parlare nei vari gruppi e ritrovi. Abbiamo, infatti, sempre avuto la sensazione che la gente volesse il Carracino e non vedesse l’ora di poterlo rifare. Quello è stato il Carracino in questo tempo di fermo, altro non si poteva fare. Ogni anno di pandemia abbiamo pensato di poterlo riorganizzare e ci siamo messi in moto ma poi forze maggiori hanno sempre vinto su di noi e quindi non abbiamo potuto minimamente riproporlo. È stata, diciamo, la sua “memoria”, l’impatto del Carracino stesso in questi anni a mandarlo avanti. Evidentemente, ha unito così tanto tutti i ragazzi e tutti i Rioni, che è quasi venuto spontaneo continuare questa avventura, insomma era doveroso proseguire questo nostro percorso».

Concludiamo con un ringraziamento enorme a tutti e quattro i Rioni (il Rione de La Lama, il Rione De’ là Dal Ponte, il Rione del Borgo e il Rione Villa Rosa) e ai loro rispettivi Presidenti, perché senza di loro sarebbe veramente impossibile realizzare il Carracino, senza di essi il Carracino di per sé non avrebbe senso.

Senza figuranti, senza persone che si mettono al lavoro e si danno da fare (oltre ai nostri quattro ragazzi del Carracino Rassinese), è impossibile dare vita a questo evento. Oltre a questi giovani che predispongono l’evento in sé per sé, vi sono persone alla guida dei Rioni; Rioni formati, a loro volta, da tanti membri che insieme, con passione e dedizione, organizzano cene, eventi, serate, “carrette” e che fanno davvero di tutto e di più per Rassina!

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