È in corso dal 12 maggio una raccolta di firme per chiedere un referendum che permetta di abrogare le disposizioni  di cui all’ 2 della legge 1265, n. 1261, che permettono di corrispondere ai parlamentari una  “diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Una somma che si aggiunge all’indennità e che si eroga comunque senza considerare le spese realmente sostenute (tipo il rimborso elettorale ai partiti che non è altro che un finanziamento camuffato).

Fino al 26 luglio sarà possibile firmare presso tutti i comuni per sostenere questa proposta che è stata avanzata dal movimento Unione Popolare.

Alcuni hanno rilevato che c’è un problema per questa proposta di referendum dovuta al fatto che, nell’anno che precede le elezioni politiche, la legge non permette la presentazione di quesiti referendari.

I promotori affermano che da questo punto di vista la legislazione non è così precisa e che si tratterà solo di ritardare la presentazione delle firme, che dovranno comunque essere raccolte entro luglio. Altri invece sottolineano che si dovrà ripartire da ottobre con una nuova raccolta per poi depositare le firme a gennaio 2013.

In ogni caso sono già centinaia di migliaia le firme raccolte e chi vuole sostenere questa concreta proposta deve al più presto recarsi presso la segreteria del proprio comune di residenza.