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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Unione dei Comuni: sì alla ripresa della trattativa

Abbiamo letto con interesse la nota del Sindaco Bernardini a proposito dell’Unione dei Comuni. In particolare abbiamo apprezzato la sua richiesta di rimettersi attorno al tavolo, tra tutti i Sindaci,e riprendere la discussione (magari ripartendo dalla commissione tecnica) su un nuovo statuto  “che, senza integralismi e con reciproco rispetto e soprattutto con rispetto delle più elementari regole democratiche, porti ad una integrazione reale e funzionale tra i comuni il Comune di Bibbiena saprà fare la sua parte”.

Abbiamo sempre sostenuto questa necessità ed avevamo fatto, anche recentemente,un appello a Bernardini, in quanto Sindaco del Comune più grande, a farsi promotore dell’iniziativa.

 A differenza di quello che dice l’Assessore Lorenzoni nei suoi interventi estemporanei,, noi non abbiamo mai attribuito al solo Bernardini la causa della rottura ed abbiamo accusato più volte la gestione miope fatta dal PD ed in particolare  le gestione finale della C.M. e quella commissariale di Sassoli.

Finito lo scontro sul Comune unico (obiettivo che secondo noi non va comunque abbandonato nel tempo) viste anche le nuove decisioni del governo Monti che obbligano i comuni sotto i 5000 abitanti a stare insieme, l ‘esigenza di una seria unione dei comuni si impone come necessità immediata. Tutti i Comuni devono collaborare nel raggiungimento di questo obbiettivo senza retro pensieri e chiusure , nell’ottica, però di una vera unione, di una vera gestione associata che sia sempre più simile ad un comune unico, con cessioni  di sovranità alla gestione collettiva, di cui sono sempre a capo e protagonisti i Sindaci.

In questa ottica, però, il comunicato d Bernardini suscita qualche dubbio. E denota qualche contraddizione. Se abbiamo ben capito, sembra già mettere dei paletti che indicano una scarsa disponibilità ad una vera Unione. Quando dice che “criteri di compartecipazione ai costi dei servizi commisurate al livello di utilizzo degli stessi”, suggerisce una visione di una unione che non mette niente in comune e  sembrerebbe escludere ogni solidarietà tra Comuni. Non sarebbe questa una  unione “reale e funzionale” dei comuni, come lui dice di volere..

Facciamo un esempio concreto: il CTO (Centro di Terapia Occupazionale per handicappati), Che cosa vuol dire, Bernardini, che ognuno paga in base a quanti handicappati/utenti ha ogni anno?

Sarebbe una follia,e  costringerebbe qualche comune al dissesto finanziario. Ma potrebbe anche capitare a Bibbiena, qualora aumentasse il numero di handicappati residenti. E, ora poi che le norme sono semplificate, i cambi di residenza sono facili….:

Su questo vorremmo più chiarezza da Bernardini. E non scherzi col fuoco!

SEL Casentino

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