Dopo il 1° turno delle elezioni amministrative ed il calo mostruoso dei votanti, tutti ci domandiamo come mai la gente non va più alle urne e cerchiamo di darci delle risposte plausibili: noi – che siamo gli ignoranti del popolo bestia – abbiamo subito detto che il motivo risiede nella consapevolezza dei cittadini del passaggio virtuale pressoché immediato della scheda elettorale dai plichi del Ministero dell’Interno al cestino…
”Cosa ci andiamo a fare? Tanto…del nostro voto ne fanno carta straccia, è tempo perso”, è questo il ritornello che ci sentiamo ripetere. Adesso, ci si mette pure il Consiglio dell’Unione Europea a darci “ragione”: tra le sue Raccomandazioni al nostro Paese sul programma di stabilità dell’Italia 2012-2017 (Bruxelles, 29.5.2013 COM(2013) 362 final) al punto 17), si dice:
“…A seguito della sentenza della Corte costituzionale del luglio 2012, altrettanto importante è intervenire per aprire alla concorrenza i servizi pubblici locali”.
Nella sostanza, ci dicono di non considerare i Referendum del giugno 2011 e ci chiedono di disconoscere completamente il loro esito, facendo strame della volontà popolare massicciamente espressa dagli italiani… Ora, è vero che non c’era bisogno dell’autorevole intervento dell’Unione Europea per buttare nella monnezza il voto di 27 milioni di cittadini… poiché i nostri Governi nazionali ed anche quelli locali avevano già abbondantemente (non) proceduto, ma – non si sa mai – è meglio abbondare che deficere…
D’altronde, in Italia non ci facciamo mancare nulla: chiedere, per credere, alle elettrici ed agli elettori del PD, i quali non pensavano certo di contribuire, con il loro voto, a far governare il loro partito insieme al PDL di Berlusconi…

Fausto Tenti
(Segretario della Federazione provinciale di Arezzo di Rifondazione Comunista)