Finalmente anche Poppi è riuscito a fare notizia ed a guadagnarsi le prime pagine dei giornali, sia pure locali. Anche se, certo, non nel migliore dei modi!

Tutti i media in questi giorni hanno battuto la gran cassa sul “concorso taroccato” del Comune di Poppi. Una premessa va fatta: chi si è limitato ai titoli, ai lanci di agenzia, era convinto che al Comune di Poppi fosse stato fatto un concorso per una assunzione in ruolo, in cui il padre, Presidente di commissione, avrebbe fatto assumere la figlia. Addirittura qualcuno ci ha detto che il padre, in via di pensionamento, avrebbe assunto la figlia al suo posto di direttore di Biblioteca

Niente di tutto questo. Per correttezza di informazione va ribadito che non si trattava di una assunzione, ma di un progetto, gestito dall’ARCI, per giovani all’interno di un programma della Regione Toscana, volto a favorire l’ingresso al lavoro attraverso forme di stage retribuito. In tempi normali, quando c’era lavoro, progetti di questo genere facevano fatica a trovare i partecipanti. Ma in tempi di crisi e disoccupazione come quelli attuali anche una stage retribuito diventa un obbiettivo per cui battersi, da conquistare.

E comunque il fatto che non fosse una assunzione, non rende giustificabile ciò che è accaduto a Poppi. Per certi aspetti lo aggrava dal punto di vista etico-politico

A noi non interessa entrare nel merito dei meccanismi giuridici o di sapere se dal punto di vista formale tutta la procedura fosse o meno corretta .

La domanda che ci poniamo è una sola: come è possibile che nessun all’interno di quella amministrazione si fosse posto il problema di una incompatibilità, almeno dal punto di vista politico, della opportunità, di una commissione che vedeva tra i membri parenti di candidati?

Una vicenda di questo genera denota trascuratezza, insensibilità, non consapevolezza della gravità del momento che stiamo vivendo, e, forse, una certa abitudine ad una gestione arruffata e poco trasparente della cosa pubblica. Ed è questo che più ci preoccupa e che ci fa ritenere poco credibili ed anche strumentali (visto che ci avviciniamo alle elezioni amministrative), certe urla scandalizzate di componenti della stessa amministrazione, come se stessero scendendo in questo momento da Marte!

Sicuramente il problema sarà risolto in qualche modo. Ma il danno di immagine per l’amministrazione ormai è fatto. E la cosa non ci rallegra. Soprattutto per quei giovani aspiranti al progetto che sicuramente non hanno avuto un incentivo a credere nella politica. Ed il danno è stato fatto sia a quelli che si sono visti sorpassati, sia a quelli “privilegiati” che magari avevano tutti i titoli ed i diritti per ricoprire quel ruolo, cui ora dovranno rinunciare, e che sono stati sbattuti ingiustamente in prima pagina come favoriti della casta!

SEL Casentino