Recentemente sono apparsi sulla stampa locale attacchi frontali al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Prima la comparsa di cartelli in località Campigna con l’equazione “Parco=degrado” o “Referendum fuori dal Parco, ascoltate i cervi e i residenti no” – cartelli prontamente scomparsi ma ripresi da qualcuno che si è sbrigato a farli circolare su internet –  poi articoli in cui si accusava  Parco e Corpo Forestale dello Stato di imporre divieti e multe assurde.

Quali sarebbero questi “divieti assurdi”? il CFS sta svolgendo, con grande professionalità e apprezzamento dell’Ente, un’operazione di sicurezza stradale voluta dalle Prefetture sulle strade del Parco Nazionale, che  sono state teatro di gravissimi incidenti motociclistici, alcuni mortali, causati dal mancato rispetto delle basilari regole del Codice della Strada, ma anche di quelle del vivere civile.

E qui ci sembra giusto sottolineare la differenza fa i motociclisti veri (cioè quelli che si godono profumi e paesaggi passeggiando “al minimo” per le nostre splendide valli e paesi; questi sono assolutamente i benvenuti nel Parco) e i “delinquenti su 2 ruote” (che pensano alla vita propria e a quella degli altri come a un valore “zero”; di questi facciamo volentieri a meno).

I controlli non hanno alcuno scopo di “fare cassa”, come  viene demagogicamente  sostenuto, poiché i proventi delle contravvenzioni vanno nelle casse dello Stato, certo non in quelle del Parco Nazionale. Il Corpo Forestale si chiama “dello Stato” perché vigila sul rispetto di tutte le norme dello Stato italiano (stradali e non) a tutela della intera collettività; cioè i diritti di tutti, contro gli abusi di qualcuno!

C’è “volontà vessatoria” nel far rispettare le più semplici ed elementari regole del vivere civile? O forse è preferibile che i privilegi, gli abusi e gli interessi privatistici di qualcuno prevarichino i diritti di tutta la collettività?

I Parchi Nazionali tutelano un bene pubblico – quale è l’Ambiente – prima di tutto per i nostri figli, ovvero il nostro presente e il nostro futuro. Bene pubblico significa “bene di tutti!” e tutti hanno il diritto di goderne e beneficiarne in ugual modo, per questo il mancato rispetto delle regole viene sanzionato: semplice e normale convivenza civile, propria di una comunità evoluta.

Negli articoli e cartelli si fa riferimento a divieti (caccia, funghi, etc.) e mancate autorizzazioni urbanistiche di interventi sul territorio; queste citazioni hanno sempre un denominatore comune: l’interesse (anche economico) privatistico di pochi a discapito di tutta la collettività.

Infine, domande dal retrogusto razzista  come “dove erano i Forestali quando i Rom razziavano le nostre case?” oppure l’ invito a controllare gli incendi piuttosto che i motociclisti (apparso sul Web), fanno (maliziosamente?) pensare che tra i fabbricanti di cartelli, gli incendiari dolosi e alcune voci sulla stampa ci sia quantomeno una …….vaga sintonia!

Qualcuno ha detto che “a pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca!”

Su questo quadro poco edificante abbiamo voluto raccogliere anche una dichiarazione del Comandante del nostro Coordinamento Territoriale per l’Ambiente, Dr Claudio D’Amico: << Ogni opinione va rispettata e non è certo la prima volta che ci capita di ricevere delle critiche. Non voglio entrare in polemica con nessuno e prendo atto delle osservazioni espresse. Al tempo stesso registro molti ed autorevoli apprezzamenti per il lavoro che svolgiamo, sia dalle autorità istituzionali, sia da semplici cittadini, che spesso non hanno modo di apparire sui media. La tutela della natura sta nel nostro DNA ed è il compito istituzionale che lo Stato ci ha affidato nei parchi e nelle aree protette. Oltre a questo la legge ci richiede di concorrere alla sicurezza pubblica ed in particolare nelle aree rurali e montane ed a difesa dell’ambiente. Non dico niente di nuovo, ma tutto il nostro impegno sta nel perseguimento di questi obbiettivi. Che si tratti di fauna, incendi, rifiuti o sicurezza sulle strade di montagna, il Corpo Forestale dello Stato è impegnato tutti i giorni, con onestà intellettuale e buona volontà. Il nostro scopo non è di raccogliere consenso, ma dimostrarci utili nel sistema di sicurezza del Paese, facendo valere le nostre specificità, cioè a dire lavorando sulle materie e negli ambiti che sono propri alla nostra organizzazione. >>

LA DIREZIONE DEL PARCO