di Mauro Meschini – Se c’è un elemento che ha sempre caratterizzato il mese di agosto, e il periodo delle vacanze in generale, questo è il desiderio  di prendersi un po’ di tempo per riposarsi, per dimenticare tutte le ansie e le fatiche accumulate durante l’anno.
Insomma la cosa più importante è sempre stata quella di mettere da parte, per un po’, il lavoro, gli impegni, il rapporto con fornitori e clienti. Rassicurati dall’idea che, comunque, dopo una, due, anche tre settimane, tutto sarebbe stato di nuovo lì come era stato lasciato.
Ma in questa estate 2012 è ancora tutto così? Ancora si può pensare di prendersi un periodo di vacanza, tranquilli di non avere sorprese al proprio ritorno?
Oggi è sicuramente più difficile generalizzare, ognuno avrà una storia diversa da raccontare, però, al di là dell’immagine che ci possiamo costruire facendo riferimento a quello che ascoltiamo dalla TV o che leggiamo nei giornali, sembra davvero che le singole storie con il passare del tempo tendano ad assumere tratti e caratteri comuni e per niente positivi.
Ormai in ogni famiglia si può misurare direttamente quanto questo periodo di crisi pesi su tutti noi. Ognuno ha in casa qualcuno che ha perso il lavoro, chi vede il proprio volume di affari ridotto drasticamente, chi non riesce a trovare un’occupazione, chi ormai ha rinunciato anche a cercare un impiego. Sono esperienze che toccano indistintamente tutte le diverse fasce di età, diventando assolutamente allarmanti tra i più giovani e tra chi, un po’ più anziano, si trova senza lavoro e senza i requisiti per godere di una pensione.
Chi poi ha un’attività autonoma deve fare i conti ogni giorno con una situazione sempre più pesante: sono scomparsi i clienti, è sempre più complicato vedere saldate le fatture emesse e riuscire a mantenere i propri dipendenti è diventata un’impresa titanica.
Per molti è stata dura arrivare ad agosto e una parte di questi non esclude l’eventualità di non vedere ripartire la propria attività al ritorno dal periodo di ferie.
Sarebbe una batosta pesante, un colpo definitivo ad un tessuto produttivo che ormai da quasi un anno, insieme con il resto dei cittadini, è costretto a subire le politiche più inique e recessive che siano mai state messe in atto in questo Paese.
Il Governo dei tecnici, targato PD-PDL-UDC, sta massacrando questo Paese; non ha impostato una minima politica di sviluppo e crescita; si è arreso ogni volta che si è trovato di fronte lobby o corporazioni.
Si tratta dell’ennesima conferma di quanto, ormai da troppo tempo e in maniera assolutamente intollerabile negli ultimi mesi, le priorità della nostra vita siano, nella maggior parte, vincolate solo a questioni di bilancio calate dall’alto da soggetti autoreferenziali che nessuno di noi ha mai contribuito a far nascere o costituire. Insomma tutto è basato solo su questioni economiche astratte, lontanissime dalla vita reale e dalle concrete necessità di ognuno di noi.
Sembra inarrestabile questa deriva tecnocratica anche perché la Politica, quella con la “P” maiuscola, quella che faceva riferimento a valori, idee  e ideali, da tempo è scomparsa. Lasciando il posto a gruppi di faccendieri interessati solo ad occupare poltrone e mantenere posizioni di privilegio. Se non fosse così non si potrebbe capire il comportamento dei partiti oggi rappresentati in Parlamento, ormai da un anno commissariati da un esecutivo che va avanti a colpi di Decreti Legge e voti di fiducia.
Naturalmente il fatto che alla Camera e al Senato siedano un numero esagerato di inquisiti, indagati e di condannati per vari reati rende tutto ancora più grave.
Scusate la divagazione, torniamo alle cose “serie”. Alle prospettive che si presentano davanti a noi se guardiano oltre questo periodo di vacanza e se immaginiamo di essere già alla fine del lungo calendario di eventi culinari che anche quest’anno sta accompagnando l’estate casentinese.
Non si rischia certo di sbagliare dicendo che, qui da noi, la situazione sembra davvero che abbia preso una china in discesa inarrestabile. Ormai da ogni parte si registra qualche passo indietro, magari piccolo, ma comunque indietro.
Certo non potevamo pensare di essere immuni alla crisi ma, per come stanno andando le cose, il rischio è che in Casentino, alla fine, tutto sarà ancora più negativo. Anche qui si vuole riprodurre il teatrino partitocratico che caratterizza la quotidianità a livello nazionale, con la differenza che, la rappresentatività e il peso politico del territorio, rendono tutto veramente comico.
Comunque stiamo aspettando con ansia le strategie e i progetti del carrozzone più carrozzone di tutti, l’unione dei comuni, per fare fronte all’attuale situazione.
Come sapete a noi non vengono inviati i comunicati ufficiali e quindi ci possiamo essere persi qualcosa, ma per adesso, oltre a verificare come la gran parte del tempo a Ponte a Poppi sia utilizzata per deliberare su questioni che riguardano assegnazione di posti e incarichi, ci sembra di vedere nell’azione amministrativa dell’unione, il nostro amato carrozzone a 9 posti targato PD, una palese tendenza alla rincorsa.
Ci spieghiamo. Il giorno successivo allo scoppio dell’incendio al Groppino viene emesso un comunicato dal carrozzone (con foto di ordinanza di Santini) in cui ci si affretta a fornire le cifre riguardanti il numero dei mezzi e degli uomini dell’unione impiegati nell’opera di spegnimento. Il tutto senza che nessuno avesse chiesto niente…
Allo stesso modo, dopo che in un comunicato gli architetti e i geometri aveva richiesto l’adozione di un regolamento urbanistico di vallata e lamentavano l’interruzione dei lavori di una commissione che li aveva visti coinvolti e partecipi insieme ai tecnici dei comuni, ecco arrivare la risposta del carrozzone (sempre con foto di Santini) che informava sulla fresca costituzione di “un gruppo di lavoro” che, in maniera più snella, possa entro l’anno (da ricordare la scadenza), individuare una serie di proposte.
Insomma siamo a questo punto, con un ente che non si sa bene a cosa serve, che è sotto indagine da parte della Corte dei Conti, che, soprattutto, non si capisce come possa essere utile allo sviluppo di questa vallata. Ma questo ci tocca, fino a quando l’ennesima sforbiciata dei tecnocrati di Roma, sostenuti anche dai nostri sindaci PD che poi magari partecipano anche alle manifestazioni contro le decisioni dello stesso Governo, non darà il colpo di grazia ad altri carrozzoni.
In Casentino siamo ormai alla frutta e, finite le sagre e mangiata l’ultima fetta di cocomero, pensando al vicino settembre, sicuramente un brivido salirà lungo la schiena di tanti casentinesi.
Ma non disperiamo, il buon Santini, primo (e speriamo anche ultimo) presidente del carrozzone a 9 posti, non esiterà a inviare agli organi di stampa (escluso noi) l’ennesimo comunicato in cui, con giubilo e soddisfazione, annuncerà che l’unione sta lavorando per prorogare l’estate…

(da CASENTINO2000 – nr. 225, agosto 2012)