Nel corso dell’incontro Il parrucchiere oggi – Riflessioni tra colleghi, organizzato da Claudio Barolo e tenutosi il giorno 15 ottobre 2012, sono emerse alcune importanti riflessioni sulla crisi e sulla situazione economica attuale, con l’ottica di una categoria professionale molto radicata in Casentino.

  • Crisi: Alla base di ogni riflessione troviamo puntualmente il concetto di “crisi”, che negli ultimi mesi abbiamo sentito rimbalzare di bocca in bocca, dalla radio alla televisione, e sul quale sono stati scritti fiumi di parole sui giornali e su internet. Nel tentativo di restituire concretezza a questo termine forse abusato, l’organizzatore Claudio Barolo, che esercita da anni la professione di acconciatore, ha proposto ai colleghi di affrontare l’argomento crisi muovendosi su un doppio binario: da un lato sono stati analizzati i dati raccolti a livello nazionale nell’ambito della più recente indagine UNIPRO relativa alla categoria; dall’altro è stato posto l’accento sul valore dell’esperienza raccolta personalmente da ogni singolo parrucchiere nelle ore di lavoro. Gli acconciatori, infatti, stando a contatto col pubblico e incontrando quotidianamente clienti di ogni condizione economica ed estrazione sociale, si trovano nella posizione ideale per poter fotografare aspetti della realtà che sfuggono a sondaggi e statistiche. Alla luce di questa considerazione, è stato proposto di instaurare un dialogo serrato e continuativo tra istituzioni, associazioni e parrucchieri, affinché le informazioni in possesso dei tre soggetti contribuiscano a definire un quadro dettagliato della situazione economico-sociale in base al quale elaborare strategie concrete e mirate alla risoluzione dei problemi e delle difficoltà della categoria e, più in generale, della comunità. Sulla forma da dare a tale dialogo sono state espresse varie idee: alle associazioni spetterebbe il ruolo di fare da tramite tra istituzioni e acconciatori, ma è auspicabile anche la partecipazione diretta degli artigiani, ad esempio, a specifiche riunioni del consiglio comunale.
  • Abusivismo: Quello dell’abusivismo è un problema che la crisi ha contribuito ad aggravare, per cui il dibattito si è fatto molto vivace non appena è stato toccato l’argomento. Numerose le proposte che ne sono emerse. In primo luogo, come i presenti hanno convenuto, è necessario che lo Stato si impegni non soltanto a controllare e sanzionare, ma anche a eliminare i presupposti del lavoro nero. Un fenomeno in crescita, ad esempio, è quello dei cassintegrati che, ritrovandosi del tempo a disposizione, si dedicano abusivamente all’esercizio delle professioni più svariate, compresa quella di parrucchiere (in casa propria o a domicilio). Per ovviare, è stato proposto di impiegare la forza lavoro dei cassintegrati (per un ammontare di ore proporzionato alla cifra percepita) in opere socialmente utili a livello comunale: così facendo lo Stato eviterà di contribuire alla diffusione del lavoro nero. Un’altra iniziativa concreta per la lotta all’abusivismo consiste nell’istituzione di un numero verde e/o di un indirizzo mail ai quali rivolgersi per denunciare in forma anonima le situazioni sospette. In Umbria, grazie alla CNA, il servizio è già attivo da tempo, e riguarda non solo gli acconciatori ma anche altre categorie vulnerabili (settore edile, trasportatori…): esiste dunque un modello cui ispirarsi per la realizzazione del progetto. Per aumentare l’efficacia di tali contromisure, tuttavia, è necessario sensibilizzare gli artigiani stessi, aiutandoli a comprendere che la denuncia produce risultati. Occorre quindi provvedere (tramite internet o note cartacee prodotte e distribuite dalle associazioni di categoria) alla circolazione di notizie relative ai casi di abusivismo scoperti e sanzionati grazie alle segnalazioni di terzi. Un esempio recente riguarda una parrucchiera abusiva di Marcianise, accusata appunto di esercizio abusivo della professione, evasione fiscale e violazione delle norme igienico-sanitarie. Per lei è prevista una multa di trentatremila euro, mentre alcune sue clienti sono state deferite in stato di libertà per il reato di favoreggiamento dell’evasione fiscale. Casi come questo aiutano a far capire anche ai clienti di ogni salone che rivolgersi agli abusivi comporta grandi rischi.
  • Concorrenza sleale: La crisi degli ultimi anni ha scatenato una vera e propria guerra dei prezzi all’interno della categoria degli acconciatori: molti sono infatti gli artigiani (stranieri e non) che cercano di attirare nuovi clienti abbattendo le tariffe. A tal proposito, è necessario promuovere la consapevolezza dei rischi cui si va incontro rivolgendosi a parrucchieri che propongono servizi a prezzi stracciati:il ribasso è in genere legato alla pessima qualità dei prodotti usati, che talvolta risultano essere addirittura scaduti.
  • Tasse, studi di settore, nuove normative: La pressione fiscale e le norme che regolano la professione di acconciatore sembrano spingere il settore al regresso piuttosto che alla ripresa. Dal 2 aprile 2007 (data di conversione in legge del D.L. 7/2007 promosso dall’allora ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani) a oggi, in Italia, oltre venticinquemila parrucchieri hanno dovuto chiudere la propria azienda. Il pacchetto di liberalizzazioni ha comportato la nascita di nuove imprese, certo, ma le statistiche rivelano che per ogni due aperture si è verificata una chiusura. Il settore, dunque, per quanto dinamico, ha bisogno di sostegno per poter intraprendere un percorso di crescita. Dall’indagine UNIPRO 2012 risulta una forte tendenza alla diminuzione del personale anche all’interno delle aziende rimaste in attività, mentre i sondaggi effettuati tra gli acconciatori tratteggiano un quadro di insoddisfazione e insicurezza. I parrucchieri e i rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno preso parte al convegno auspicano una revisione degli studi di settore, i quali dovrebbero essere ricalibrati con maggiore attenzione alle opportunità economiche della zona di svolgimento dell’attività per ridurre così il carico fiscale che grava sulle spalle degli artigiani che esercitano nelle periferie  e nei piccoli centri. Si richiede inoltre una modifica delle normative vigenti allo scopo di riavviare il processo di assunzione nelle imprese artigianali, semplificando gli aspetti burocratici e riducendo, nel caso dei contratti di apprendistato, le ore da dedicare alla formazione teorica esterna al salone. Iniziative come l’affitto poltrona, tese ad abbassare i costi di gestione dell’attività anche attraverso nuove forme di collaborazione, suscitano forte interesse.
  • Informatica: Le nuove tecnologie rappresentano una grande opportunità di aggiornamento e dialogo, ma a oggi sono ancora ignorate da buona parte delle aziende del settore. Internet permette di far circolare informazioni e di reperire immagini (ad esempio è possibile trovare in rete un numero pressoché infinito di acconciature da proporre alla clientela) e filmati, nonché di pubblicizzare la propria attività. Nel corso del convegno è stato proposto alle associazioni di categoria di promuovere conoscenza e utilizzo del computer anche attraverso l’organizzazione di corsi e seminari mirati.
  • Rapporti con la clientela, con le aziende produttrici, con le associazioni di categoria: I clienti di oggi, grazie al computer e alla televisione, sono sempre più informati, sempre più aggiornati. Per questo anche gli acconciatori sentono l’esigenza di rinnovare le proprie proposte, e chiedono alle aziende che vendono loro i prodotti e alle associazioni che li rappresentano servizi adeguati, che li aiutino a essere sempre all’avanguardia. Alle ditte produttrici e agli ingrossi, in particolare, si richiedono materiali, assistenza tecnica e corsi di formazione realmente spendibili in salone: lanci moda Autunno/Inverno e Primavera/Estate che forniscano spunti e competenze utili a rispondere alle reali necessità della clientela (da bandire, per quanto affascinanti possano essere, le acconciature che nessuna donna porterebbe nella vita di tutti giorni); poster e immagini fotografiche che raffigurino le collezioni presentate durante gli show, di nuovo all’insegna della sobrietà. Al convegno ha preso parte anche l’ambasciatore di un’azienda produttrice italiana, NG GROUP, che ha espresso grande interesse per le proposte. Alle associazioni si chiede di organizzare e promuovere a loro volta corsi di aggiornamento moda e di creare occasioni d’incontro tra gli associati.
  • Partecipazione: Per il futuro, sia per quanto riguarda le iniziative di cui sopra, sia per eventuali, auspicabili incontri successivi, l’obiettivo più importante, a detta di tutti i partecipanti, è quello di coinvolgere il maggior numero di acconciatori possibile, così da poter elaborare nuove strategie, trovare nuove soluzioni, mettere in circolo idee fresche ed efficaci. La collaborazione è sicuramente la risorsa più importante che abbiamo, soprattutto in tempo di crisi.