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domenica, 25 Febbraio 2024

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Dicembre a Camaldoli

di Francesca Corsetti – Nel suggestivo scenario del Monastero di Camaldoli, il mese di dicembre si anima con iniziative spirituali e di riflessione profonda. Abbiamo parlato con don Ugo Fossa, che ci ha fornito maggiori dettagli sugli eventi in programma.

Per iniziare l’iniziativa legata all’Immacolata, che è il dialogo ebraico-cristiano. Dal 6 al 10 dicembre, infatti, il monastero ospita i Colloqui ebraico-cristiani nella loro quarantesima edizione: un incontro focalizzato sulla preghiera come elemento fondante della fede. L’evento si propone di approfondire le modalità di preghiera ed espressioni liturgiche, promuovendo la conoscenza reciproca e la consapevolezza delle radici bibliche comuni.

«L’incontro si tiene tutti gli anni dal 1980, – spiega don Ugo – con l’eccezione del periodo della pandemia in cui purtroppo si è dovuto saltare, sono quindi passati più di quarant’anni. Si è sempre tenuto al Monastero, dove ci sono gli spazi e la foresteria per ospitare i partecipanti. L’evento, che più che un convegno, è un incontro, dura quattro giorni. Si comincia da un salmo: i salmi sono comuni agli ebrei e ai cristiani. Generalmente all’interno dell’incontro si tiene anche una Lectio divina, che solitamente è di sabato, dove un partecipante ebreo commenta una parte dell’Antico Testamento, e qualcuno dei nostri partecipanti cattolici commenta un brano neotestamentario, cioè dal Vangelo».

Questo incontro evidenzia il significato profondo del pregare insieme come un modo per manifestare l’appartenenza e la fraternità all’interno di una comunità di credenti.

Oltre ai Colloqui ebraico-cristiani, il Monastero offrirà vari momenti di riflessione per tutte le età, durante tutti i fine settimana del mese. C’è un ritiro di Avvento aperto a tutti e uno specificamente dedicato ai giovani (18-30 anni). Queste iniziative mirano a creare spazi di condivisione e crescita spirituale. Oltre a questi, ogni sabato, in quanto sabato dell’Avvento, si terrà una Lectio divina dalle ore 18.00.

Durante le festività natalizie, il Monastero si apre all’ospitalità libera a partire dal 23 dicembre, fino ai primi di gennaio. La vigilia di Capodanno è segnata dalla veglia di preghiera, a cui partecipano molte persone sia del Casentino, che i giovani che arrivano al Monastero in occasione degli incontri. Quella dell’ultimo dell’anno è la veglia di preghiera per la pace, generalmente in tre tappe. «Si comincia, se il tempo lo permette, con la preghiera nella chiesa dell’eremo, – continua don Ugo, – segue poi una breve interruzione a metà strada, e si conclude giù alla chiesa del Monastero intorno alla mezzanotte». La serata si conclude con un rinfresco, promuovendo l’unità tra ospiti e residenti.

Le iniziative del Monastero di Camaldoli quest’anno sembrano più appropriate che mai. Con l’avvicinarsi del secondo anniversario dall’invasione dell’Ucraina e con le notizie strazianti giunte, nel frattempo, anche dal Medio Oriente, dove le tragedie della guerra si ripetono in tutta la loro drammaticità, è necessario mantenere viva la speranza. Ogni candela accesa, ogni preghiera pronunciata in questo periodo, dovrebbe essere un piccolo passo verso la costruzione di un mondo dove l’amore e la pace prevalgano sulle atrocità della guerra.

«Ogni essere umano, che sia cristiano, ebreo, musulmano, di qualsiasi popolo e religione, ogni essere umano è sacro, è prezioso agli occhi di Dio e ha diritto a vivere in pace. Non perdiamo la speranza: preghiamo e lavoriamo senza stancarci perché il senso di umanità prevalga sulla durezza dei cuori». Sono state queste le parole di Papa Francesco nell’Angelus di domenica 12 novembre.

Che questo Natale, quest’anno in particolare, possa quindi essere per ognuno di noi un’occasione, se non di preghiera, di riflessione sulla natura effimera e spregevole dei conflitti e sull’urgenza di coltivare un senso di umanità e di rispetto reciproco. L’augurio è che lo spirito natalizio possa aiutarci a rinnovare il nostro impegno per la pace, a cercare soluzioni diplomatiche ai conflitti e a promuovere la comprensione reciproca.

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