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lunedì, 28 Novembre 2022

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Esiste sempre l’umanità?

Alla fine del 700 si sviluppò, tra i pensatori dell’epoca, un grande dibattitto su questo tema: “l’uomo nasce cattivo, oppure è la società che lo rende tale?” Evidentemente la conclusione finale era la stessa: l’uomo è cattivo, sia se nel suo DNA ci siano già i germi della malvagità, sia se è l’ambiente ad iniettare il virus della malvagità.

La domanda, che si facevano i filosofi dell’epoca, investiva anche la religione: “visto che l’uomo è stato creato da Dio, come può Dio creare un essere cattivo, sin dai primi vagiti? Quindi è la società esterna che lo rende tale. Ma, di conseguenza, la società è stata creata dall’uomo e quindi…Poi, se esiste un Dio, come può permettere che il mondo, da lui creato, sia invaso dalla malvagità e dalla violenza?”

Ora riflettendo su questi dilemmi del passato, e guardandoci intorno, nel nostro piccolo pianeta super tecnologico, che naviga nel III° millennio e nel XXI secolo, che dovrebbero essere il regno della democrazia e della libertà come diritto fondamentale ed inalienabile, troviamo, purtroppo, ancora comportamenti, che, per molti versi, ricalcano quelli dell’uomo vissuto in altre epoche. Incontriamo sacche di medioevo, trascinate dal fiume della storia. Troppo spesso l’uomo è aggressivo, violento, egoista. Demolisce l’ambiente, ferisce ed uccide gli esseri che abitano il nostro pianeta, elimina i suoi simili con la guerra e con la violenza privata: basta ascoltare o leggere le notizie che i media diffondono tutti i giorni.

Vorremmo ora fare tre esempi, riferiti ai nostri giorni.

1 – la Violenza e l’arroganza del potere della guerra. La Russia è un paese enorme, grande circa 60 volte l’Italia, quindi è il paese più grande del nostro mondo, un insieme di repubbliche, con scarsa autonomia, ma con enormi quantità di materie prime (lo abbiamo sperimentato con il petrolio e con il gas). La popolazione è relativamente scarsa, 125 milioni, con povertà diffusa e con enormi problemi interni. La ricchezza concentrata in poche persone, legate al potere dominante. Ma possiede i più grandi depositi del mondo di materiali nucleari, sembra che abbia immagazzinato oltre 6.000 testate nucleari (oltre a quelle vendute ad altri paesi nel momento della transizione di potere tra il vecchio ed il nuovo regime). Ora ci domandiamo: invece di cercare di risolvere i suoi problemi interni, che bisogno aveva lo “Zar” russo di aggredire un altro paese: L’Ucraina. Anche se l’Ucraina era una delle repubbliche della vecchia URSS più ricche di prodotti naturali e di agricoltura. Inoltre per quale idea folle si continua a minacciare e ricattare il mondo con la minaccia di usare l’arsenale nucleare, ben sapendo che l’uso di questa forza può far terminare, di colpo, la nostra civiltà?

2 – Il fanatismo religioso usato come violenza Nel nostro mondo, accanto alle immagini del mulino bianco, di un mondo pieno di pace e di amore, continue atrocità e violenze si commettono in nome della politica e persino della religione. Così in Iran la religione è diventata uno strumento di violenza e di terrore. Il Regime islamico, degli ayatollah, si dimostra una violenta dittatura di stampo medioevale. L’Iran si infiamma. Proteste sono nate in tutto il paese dopo la morte di Mahsa Amini, la giovane donna iraniana di 22 anni deceduta lo scorso 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia religiosa di Teheran per non aver indossato il velo in modo corretto; velo e burqa imposti a tutte le donne con la forza. Sono seguite manifestazioni e 180 persone, soprattutto donne, hanno perso la vita. Come può essere giustificata, attraverso la lettura di antichi testi religiosi, vecchi di secoli, una ideologia che considera la donna come oggetto: si decide della sua vita, del suo matrimonio, della sua libertà, una vera e propria schiavitù morale e materiale. La religione che diventa fanatismo è stata sperimentata anche nel nostro emisfero con la caccia alle streghe che bruciò vive centinaia di povere donne in Spagna ed in Italia, alcuni secoli fa. «Donna, vita, libertà!». è il nuovo grido nelle piazze dell’Iran che segna una novità assoluta nella trentennale mobilitazione contro il regime degli ayatollah. Per la prima volta in un Paese islamico, la liberazione della donna viene invocata nelle strade per scardinare dalle fondamenta il regime islamico da un movimento ribelle diffuso, non solo a Teheran e nelle grandi città ma anche nella enorme periferia del Paese e all’estero.

3 – Il medioevo della famiglia Sono emersi nuovi particolari sull’omicidio di Saman, la ragazza pakistana scomparsa, senza lasciare traccia, il 30 aprile 2021 in un comune della provincia di Reggio Emilia. Secondo il racconto che uno degli indagati, Ikram Ijaz, cugino della vittima, avrebbe fatto a un detenuto, Saman sarebbe stata tenuta ferma dai cugini così da permettere allo zio Danish Hasnain di strangolarla con una corda mentre la madre, Nazia Shaheen, in preda a una crisi di pianto, veniva allontanata dal marito, Shabbar Abbas. In tutto questo ci sarebbe anche il contributo di un uomo misterioso che avrebbe aiutato a finire la giovane, a infilare il corpo in un sacco, a caricarlo su una bici e poi, dopo averlo fatto a pezzi, a gettarlo nel Po. Tutto questo perché la giovane si opponeva allo stile vita medievale imposto dalla famiglia e si sarebbe ribellata ad un matrimonio combinato. Una concezione aberrante, della inferiorità della donna, considerata un oggetto da gestire, senza avere diritti o libertà e tutto questo imposto con una violenza inaudita che, come sempre, si accanisce sul più debole: donna o bambino.

Come possiamo quindi concludere? Questi esempi sono solo indicativi, potrebbero essere accompagnati da altre innumerevoli storie, meno cruente e violente, ma che scaturiscono dalla stessa radice. Dobbiamo quindi arrenderci ed accettare il mondo così com’è? Crediamo invece che ci sia molto ancora da lavorare, molto ancora da fare per poter sradicare dal nostro mondo, moderno ed evoluto, i resti, gli avanzi, i residui di epoche storiche antiche e superate che però ancora rimangono, come scorie velenose ad inquinare la nostra civiltà, basata sulla giustizia e sui diritti delle persone. Forse non avremo mai un mondo perfetto, ma solo con la lotta, la partecipazione, l’indignazione, l’impegno personale e collettivo potremo avere un mondo più giusto e più rispettoso dell’altro, con meno egoismo personale ed indifferenza verso le ingiustizie.

Anna Franca Rinaldelli – Italo Galastri (pagina a cura CGIL SPI LEGA CASENTINO)

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