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giovedì, 30 Maggio 2024

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Fratres Poppi, donatori di sangue

di Lara Vannini – Forse non tutti sanno che fu proprio un casentinese nato a Poppi, il medico Francesco Folli, che a metà del 1600 grazie alle proprie ricerche fu tra i primi sperimentatori della trasfusioni ematiche. Ovviamente all’epoca erano molto rischiose perché non erano noti i gruppi sanguigni. Dopo circa due secoli, il medico austriaco Karl Landsteiner nato il 14 giugno del 1868, scoprì l’esistenza di tre dei 4 gruppi sanguigni e collaborò all’individuazione del fattore RH.

La scoperta fu a dir poco rivoluzionaria perché permise di fare da quel momento in poi delle trasfusioni di sangue consapevoli. Grazie allo sviluppo della medicina e alla generosità dei tanti volontari, le donazioni di sangue nel corso del tempo, hanno permesso di salvare innumerevoli vite oltre che permettere un’esistenza dignitosa a chi, avendo patologie croniche, ha costantemente necessità di trasfusioni ematiche. Oggi, secondo gli studi di settore, in Italia siamo appena autosufficienti per la disponibilità di sangue intero donato, mentre copriamo solo il 70% circa del fabbisogno di plasmaderivati.

È necessario così fare il punto della situazione su questo importante atto di solidarietà e in occasione della giornata mondiale dei donatori di sangue che si svolgerà il 14 giugno prossimo, siamo andati a parlare con Ilaria Roselli, Presidente del gruppo “Fratres” di Poppi.

Come nasce il Gruppo “Fratres” di Poppi? «Il nostro gruppo di donatori nasce nel 1971 all’interno della Confraternita della Misericordia di Poppi, con l’allora presidente Mario Madiai. Lo scopo primario è sempre stato quello di mettersi al servizio degli altri in maniera volontaria e gratuita non solo per quanto riguarda le donazioni di sangue e emoderivati ma anche attività sociali e per i giovani, con la certezza che la solidarietà verso il prossimo sia la chiave per migliorare concretamente la vita di ognuno di noi. Grazie al supporto dei consiglieri e dei numerosi volontari il gruppo “Fratres” è sempre cresciuto nel tempo diventando oggi uno dei più significativi al livello casentinese. Fratres è strutturato a livello nazionale, regionale e provinciale e conta 26 sedi nella sola provincia di Arezzo. Essendo un’associazione, è molto attenta alla collaborazione con altri enti al fine di sensibilizzare la popolazione sulla possibilità di poter donare il sangue e salvare la vita delle persone».

Perché donare il sangue? «La donazione di sangue come teniamo sempre a precisare è “un atto volontario, anonimo, periodico, gratuito e responsabile”. È un atto volontario perché ogni donatore ha scelto consapevolmente di donare il proprio sangue come atto di libera scelta e questo è estremamente importante perché il nostro atto di generosità è un gesto concreto di aiuto al prossimo. È un atto anonimo perché il sangue raccolto in base alle varie caratteristiche, andrà distribuito nei vari presidi medici in cui ci sono pazienti in attesa. È un atto periodico perché viene fatto più volte l’anno a seconda del sesso, della disponibilità della persona e del tipo di donazione. Infatti è necessario ricordare che non viene donato solo sangue intero ma anche plasma e piastrine. Il sangue, non serve solo per trasfusioni d’urgenza, pensiamo ad esempio ad un incidente stradale, ma anche per malattie croniche come la talassemia, per i trapianti o per produrre medicinali. Gli usi sono molteplici e garantiscono ogni giorno la vita di tantissime persone. Donare sangue è un atto gratuito e questo rende tale scelta ancora più speciale perché porta il donatore non solo a fare una importantissima azione dettata dalla necessità ma anche dal cuore. E chi riceve sangue ugualmente sa che è frutto di un atto d’amore. È sempre bene ricordare che il volontariato in generale è una importantissima componente di aiuto nel nostro paese. Lo abbiamo visto di recente con la pandemia ma anche quando succedono eventi naturali catastrofici come alluvioni o terremoti, molto viene arginato dalle associazioni e dai volontari. Fare qualcosa per gli altri e con gli altri ci ricorda di quanto siamo fragili presi singolarmente ma quanto tutto si moltiplica dallo sforzo di tante persone. Donare sangue è infine un atto di responsabilità verso il prossimo che porta l’individuo stesso a tenere comportamenti salutari e virtuosi perché dal mio benessere deriverà il benessere di altre persone che ne hanno bisogno».

Come si diventa donatori? «Non tutti potranno diventare donatori di sangue ma una volta accertate le condizioni sanitarie del donatore esserlo è molto semplice. Possono donare uomini e donne dai 18 ai 65 anni di età che non abbiano evidenti patologie e il cui peso sia superiore ai 50kg. Ovviamente il sangue prelevato andrà sempre in base al peso e alle condizioni fisiche della persona. L’aspirante donatore dovrà semplicemente recarsi in uno dei centri più vicini in base alle necessità e sottoporsi a semplici visite mediche atte ad escludere eventuali problematiche di salute ostative. Verrà anche prelevato un campione di sangue per essere analizzato. Se tutto andrà bene, i sanitari in base alle disponibilità del donatore, indicheranno i tempi e i luoghi in cui andare a fare il prelievo di sangue. Ci sono alcuni falsi miti che vorrei sfatare e alcune accortezze che forse non tutti conoscono. Chi ha tatuaggi può donare ovviamente nei tempi stabiliti soprattutto se il tatuaggio è stato fatto di recente così come le donne che allattano trascorso un certo periodo di tempo possono donare. Chi invece ad esempio è di ritorno da viaggi in aree endemiche per malattie tropicali dovrà aspettare precise istruzioni e tempistiche per ritornare a donare. Questi esempi sono molto importanti perché ci mostrano come il donatore al giorno d’oggi venga estremamente seguito in tutta la sua esperienza di volontario per escludere possibili rischi e complicazioni».

Quali sono i benefici per il donatore? «Dal punto di vista sanitario il donatore ha un costante ricambio di sangue e soprattutto per gli uomini è una grossa opportunità oltre che poter beneficiare di controlli gratuiti della propria salute. Dal punto di vista lavorativo il donatore di sangue ha diritto ad un giorno di permesso retribuito quando va a fare la donazione perché ha necessità di 24 ore di riposo. È importante venire incontro alle esigenze del donatore perché sono atti semplici che al mondo del lavoro non costano niente e invece a chi aspetta di ricevere sangue può radicalmente cambiare la vita. Donare sangue è una scelta etica e consapevole non solo per chi dona ma anche per chi si trova in relazione con il donatore come ad esempio il datore di lavoro. Chi ha interesse ad avvicinarsi al mondo delle donazioni può andare alla sede di riferimento e fare tutte le domande che occorrono. Noi consigliamo sempre questo primo step perché rende consapevoli della scelta che si sta per compiere».

Cosa può fare chi non può donare sangue? «Certamente si può presentare anche il caso in cui il potenziale donatore non abbia l’idoneità a donare il sangue. Questo come abbiamo già accennato non è un problema perché il mondo del volontariato è fatto di tante componenti e ci sono innumerevoli strade per aiutare il prossimo. Ad esempio è possibile dare una mano all’interno delle associazioni, partecipare a giornate di sensibilizzazione sia nel corso di eventi ma anche all’interno delle scuole che a mio parere sono luoghi importantissimi dove poter formare futuri adulti consapevoli. Spesso e anche nella mia esperienza, chi è donatore lo è diventato perché aveva un donatore in famiglia o è stato informato da un amico o purtroppo ha avuto dei problemi ematici che lo hanno portato a conoscere in prima persona il mondo delle donazioni. Come sempre la sensibilizzazione verso certe tematiche provengono dalla cultura del luogo e dalla capacità delle persone di sentirsi legate l’una all’altra. Come per tante attività il Covid-19 ha inferto un duro colpo anche al mondo delle donazioni che in un primo momento hanno subito un forte calo. Fortunatamente oggi siamo ritornati a livelli importati ma è sempre necessario non abbassare la guardia perché donare sangue è un atto essenziale per la nostra salute pubblica».

Cosa significa essere oggi Presidente di Fratres? «Ricopro questo incarico con grande responsabilità e ringrazio tutte le persone, ex presidenti, consiglieri e volontari che mi affiancano ogni giorno per poter svolgere al meglio il nostro servizio. Ringrazio inoltre la Misericordia di Poppi per offrirci i propri locali come sede. Io ho iniziato a donare sangue a 18 anni supportata dalla famiglia che già praticava questo importante servizio per gli altri. Il mio pensiero è sempre stato quello di poter dare una mano al prossimo, di poter contribuire in qualche modo al miglioramento della vita degli altri. Poi sono diventata Presidente dell’associazione in un momento molto delicato della mia vita ma ho deciso di cogliere l’opportunità e nutrirmi dell’aiuto di chi condivide da anni con me la vita dell’Associazione. Quest’anno il 14 giugno per la giornata mondiale del donatore, il Consiglio Regionale in collaborazione con Anci Toscana, ha deciso di illuminare di rosso i monumenti più significativi delle nostre città e paesi e con ogni probabilità il Castello di Poppi sarà il “grande protagonista” di questo evento».

Info e contatti: Pagina FB; Fratres Poppi donatori di sangue 333 466 7346

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