Nel 1997, sono stati completamente restaurati i giardini di Stia. Da allora sono il luogo preferito dagli stiani, dove i bambini trascorrono la loro infanzia, le mamme si ritrovano per veder crescere i loro figli e i più anziani si riposano al fresco degli enormi platani. Recentemente, grazie alla Banca di Anghiari e Stia, i vecchi giochi per bambini sono stati sostituiti con più moderne attrezzature e completamente ristrutturati. Oggi, benché i giardini siano ancora un luogo di ritrovo per grandi e piccini, paesani e forestieri, versano in uno stato di maggiore degrado rispetto agli anni passati. A nostro dire, la colpa di questo crescente decadimento sarebbe dovuta alla non attenzione delle regole del parco che, riportate sui cartelli, sparsi un po’ ovunque nelle aiuole, nessuno riesce a rispettare. I bambini scorrazzano in sella alle loro bici (“divieto di transito con cicli e motocicli”), i padroni di cani sono soliti portarli a fare i loro bisogni (“non introdurre cani”) e le aiuole sono costantemente calpestate e utilizzate come campo da calcio o pallavolo (“non giocare a palla” e “non calpestare le aiuole”).

Le regole, stabilite nel lontano ’97, furono imposte per permettere a tutti un quieto e sereno vivere all’interno del parco e per migliorare l’aspetto dello stesso che, senza cacche di cani o aiuole spelacchiate, risulta molto più bello e gradevole da guardare e vivere, sia per gli abitanti del paese che per i (pochi) turisti che visitano Stia. Speriamo che il comune prenda atto di questa situazione e provveda inviando, ogni tanto, qualche vigile a controllare che tutte le norme vengano rispettate, magari rendendo la segnaletica un po’ più visibile e leggibile a tutti. A volte qualche multa o qualche tirata d’orecchie serve, non solo ai nostri bambini, ma anche all’amministrazione, per svegliare tutti dal torpore nel quale, il gran caldo, ci ha fatto cadere.
Lettera firmata.