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domenica, 25 Settembre 2022

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«Ho partorito da solo due settimane…»

Ho partorito da sole due settimane all’ospedale di Bibbiena, e vorrei raccontare la mia esperienza.

Sono stata ricoverata per indurre il parto poiché avevo finito il tempo e mia figlia non ne voleva sapere di nascere.

Il primo giorno di ricovero mi sono state fatte varie analisi, e la mattina dopo hanno iniziato l’induzione con il gel. Quando nel tardo pomeriggio sono iniziati i dolori più forti, mi hanno spostata in una cameretta da sola (per fortuna ce n’era una libera), dato che non è bello essere in travaglio durante l’orario delle visite (la mia compagna di camera aveva partorito la mattina stessa). Nella notte i dolori si sono fatti più forti e ho chiamato l’ostetrica, che dal monitor ha subito evidenziato sofferenza fetale. Nel giro di 15 minuti sono stati allertati medici e anestesiti per un cesareo d’urgenza (la piccola aveva il cordone ombelicale sopra la testa, che ad ogni contrazione si schiacciava facendole arrivare poco ossigeno). Dopo mezz’ora ero pronta per la sala operatoria, solo che all’ultimo momento il cordone si è spostato e la piccola è scesa di colpo, rendendo impossibile il cesareo. Ci siamo spostati in sala parto e nel giro di mezz’ora la mia piccola è nata (sempre a causa della sofferenza patita in fase finale di travaglio è stato un parto “operativo”).

Nessuno si è lamentato per essere stato chiamato nel cuore della notte per un cesareo che poi non è stato fatto (a Bibbiena di notte non ci sono medici chirurghi e anestesisti in reparto, ma ci sono solo i reperibili), anzi si sono congratulati con me per avercela fatta senza operazione!

Per i giorni successivi i medici di quella notte hanno sempre riso e scherzato con me e mi hanno sempre detto che hanno preferito essere stati chiamati e non aver operato, piuttosto che fare un cesareo! È bello quando cammini in corridoio e gli operatori ti riconoscono e ti chiamano per nome, e anche durante le visite sei una persona con un nome e non il numero di letto che occupi. Tutti erano sempre disponibili a rispondere alle mie domande e a darmi consigli, e se a volte la risposta non poteva essere immediata (es. attesa dei risultati delle analisi) dopo tornavano da me a darmi l’esito.

Insomma, se dovessi avere un altro figlio sceglierei decisamente Bibbiena, dove umanità simpatia e competenza hanno trovato un connubio esemplare! E se dovesse chiudere il reparto? sinceramente mi preoccuperebbe dover andare ad Arezzo, sia per la distanza che per la grandezza del reparto che me lo fa sentire come “freddo”, impersonale (del quale non ho sentito parlare tanto bene, ma non ho esperienze personali, e non posso quindi esprimermi).

Una neo mamma casentinese

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