Denny Mendez, Antonella Ponziani, il regista Saverio Di Biagio. E ancora, il John Belushi italiano Nicola Nocella. Per finire, il maestro di Quentin Tarantino Enzo G. Castellari. Sono alcuni degli ospiti del Biff, Bibbiena film festival, che si apre domani venerdì, per concludersi domenica.

Il festival, con la direzione artistica di Giovanni Bogani, è dedicato al cinema indipendente e ai cortometraggi. Tra le centinaia arrivati da tutto il mondo, trentadue sono stati selezionati per la fase finale del concorso. In palio tre premi in denaro: 1300 euro al miglior film. Presiede la giuria Simone Emiliani, direttore del magazine di critica cinematografica “Sentieri selvaggi”. Con lui, l’attore Nicola Rignanese (“Tutto tutto niente niente”), il regista Pablo Benedetti, la costumista Roberta Goretti e la documentarista Daniela Bartolini.

Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito. Si svolgeranno al cinema Italia di Soci, frazione di Bibbiena. Cinquecento posti e Dolby surround per gli spettatori. Info 0575 560039. Questa sera, alle 21, salgono sul palco l’attrice Antonella Ponziani – David di Donatello per il film “Verso sud” di Pasquale Pozzessere – e Nicola Nocella, che era il “figlio più piccolo” del film di Pupi Avati. Con loro, il regista Riccardo Ferrero, che sta per girare un film sull’Mma, lo sport da combattimento molto cruento che mescola varie arti marziali.

Sabato sera è di scena Denny Mendez. Prima Miss Italia di origine non italiana – è nata a Santo Domingo – Denny Mendez si è affermata come attrice di tv, cinema e teatro. Sabato verrà proiettato in anteprima per la Toscana il film “Qualche nuvola”di Saverio Di Biagio, con Michele Riondino e Primo Reggiani, alla presenza del regista.

Domenica, gran finale con le testimonianze, i ricordi, gli aneddoti di Enzo G. Castellari. Settantacinque anni, quaranta film da regista, e l’ammirazione sconfinata per lui da parte di Quentin Tarantino, che ha un vero e proprio culto per il regista romano. Lo chiama “maestro” e si è ispirato a lui per girare “Bastardi senza gloria”.