La rielezione di Napolitano, fatto mai avvenuto nella storia della repubblica italiana, è un altro drastico passo verso un presidenzialismo privo di contrappesi che trae alimento velenoso dalla crisi stessa dei partiti.
La scelta potenzialmente eversiva del nuovo Presidente della Repubblica è uno schiaffo in faccia all’unica evidenza emersa dalle recenti elezioni: che la maggioranza del Paese ritiene questo ceto politico corresponsabile di un’occupazione della nostra democrazia. Di tutto ciò Napolitano si è reso garante. La sua rielezione serve a ribadire che il contratto sociale si è rovesciato: vale quello stipulato tra ceto politico e poteri forti, e non tra poteri istituzionali e cittadini.
Il delirio di questi giorni ha smascherato l’incapacità dei partiti di elaborare il lutto per la loro stessa morte; per una mutazione dei rapporti sociali che è ormai nelle cose. Il reale ha una sua necessità, ed esso vira necessariamente verso il cambiamento.
Questi giorni, accanto alla psicosi dei partiti, hanno mostrato come frammenti di paese si stanno avvicinando e stanno facendo fronte, sotto il segno di una battaglia comune contro le squilibrate politiche di austerità, per la giustizia ambientale e sociale, per la difesa dei beni comuni e, in questo caso, sotto un nome la cui autorevolezza indica una direzione di marcia per tutti. Mentre i partiti si frammentano e si dissolvono, c’è un mondo che si scopre sempre più unito nella necessità di cambiare le cose. Nel disorientamento della politica, sappiamo da che parte stare e verso dove andare. ALBA farà la sua parte, insieme.
ALBA- Comitato Operativo Nazionale