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domenica, 21 Aprile 2024

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“Rumors – La Casa Brucia”… La serie su Prime Video girata in Casentino

di Gemma Bui – Torniamo a parlarvi di “Rumors – La Casa Brucia”, la nuova serie di Farrago uscita il 19 Febbraio scorso su Prime Video, con regia di Tommaso Caperdoni e Luca Bizzarri, distribuzione di Minerva Pictures e vendite internazionali di Berta Film. Nel precedente articolo, uscito a Febbraio (e che potete recuperare sul nostro sito web!), avevamo celebrato l’uscita della serie, selezionando – per ovvie ragioni – solo le informazioni rigorosamente anti-spoiler! Ora che è passato più di un mese, e con il benestare dei ritardatari che non l’hanno ancora vista, vogliamo però raccontarvi qualche aneddoto e curiosità in più su “Rumors – La Casa Brucia”. Come già saprete, alcune delle riprese sono state girate in Casentino: quelle principali, nel Giugno 2022, in una casa e nei boschi intorno a Papiano Alto (Stia); altre a Capolona, dove si possono riconoscere la Scuola Media e la storica Pizzeria Dini.

«Agli inizi, addirittura prima che esistesse una vera e propria sceneggiatura – ci racconta Tommaso Caperdoni, sceneggiatore e co-regista – uno tra gli input che mi hanno ispirato per scrivere l’intera serie è stato un documentario vintage trovato su YouTube, che si apriva con alcune inquadrature della foresta, girate nelle nostre zone, in Etruria o simili; come sottofondo c’era la canzone “Mouettes” di Vangelis, tratta dall’album “Opera Sauvage” del 1979, e tutto era permeato da quest’estetica anni ’80, super lo-fi. Quell’immagine mi ha suggestionato tantissimo, e molte delle elucubrazioni per strutturare il mood e definire le vibes della serie in realtà sono nate e si sono sviluppate in Casentino. Io sono originario di Casalpusterlengo, una cittadina in provincia di Lodi, ma è praticamente da quando sono nato, ancor prima che la mia famiglia si trasferisse ad Arezzo, che vado in Casentino a trovare i parenti. Si può dire, quindi, che prima ancora di aver conosciuto Arezzo, ho conosciuto il Casentino; è la zona di cui so di più, ma anche quella più suggestiva, misteriosa, esoterica, mitologica e selvaggia. Credo dunque che si presti molto ad evocare determinate suggestioni. Per tutti questi motivi, volevamo che il Casentino fosse assolutamente presente nella serie, dove alla fine lo abbiamo contestualizzato come una sorta di non-luogo; non a caso, quelle girate lì sono scene molto isolate, sia dal resto della trama e della storia (si tratta di flashback relativi al passato di alcuni dei protagonisti della serie, come sottolineato anche dalla particolare tipologia di fotografia, differente rispetto a quella delle scene ambientate nel presente, n.d.r.), che da un punto di vista fisico-geografico: una casa sperduta in mezzo alle foreste, dove in qualche modo si percepisce in maniera palpabile un contatto con la morte. Come se fosse una zona di passaggio, similmente a ciò che accade in altri luoghi di quel genere: penso alla Foresta Nera in Germania, alla Garfagnana, luoghi che in qualche modo appaiono come delle specie di passaggi con l’altro mondo.

A livello d’ispirazione, il Casentino è stato importantissimo sotto questo aspetto. Più in generale, da un punto di vista estetico, quelle girate in Casentino sono le uniche inquadrature naturalistiche, se non si considerano quelle realizzate a Castelsecco, un altro luogo importantissimo sotto l’aspetto dell’evocatività, ma più vicino alla città. In Casentino ci sono una natura, dei paesaggi e dei panorami davvero unici, e infatti anche a livello prettamente registico quei luoghi e quelle immagini sono stati pensati come una celebrazione del concetto di locus amoenus: un luogo incantevole e – sotto determinati aspetti – anche ideale. Del resto era esattamente nei piani miei e di Luca: volevamo mostrare il Casentino sia nel suo lato più selvaggio, sia in quel senso di meraviglia che solo la sua natura è capace di offrire.»

Le avventure dei tre protagonisti, Marco, Sofia e Lidia, che scoprono che la città in cui sono cresciuti è tenuta in scacco dall’ ”Ordine”, un’oscura organizzazione a metà tra una loggia massonica e una setta religiosa, sono il frutto di quattro mesi di riprese (durante l’estate del 2022, n.d.r.) e del lavoro delle oltre duecento persone coinvolte nel progetto, in particolare ragazze e ragazzi under 30, molti provenienti anche dal Casentino, tra cast, troupe e comparse.

Un lavoro che si inserisce così nella lunga lista di prodotti cinematografici e seriali girati e/o prodotti in Casentino: pensiamo ovviamente innanzitutto all’iper-campanilistico “Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni (1996), con riprese svoltesi a Laterina, Poppi e Stia; ma anche a “Il Peccato – Il Furore di Michelangelo” di Andrej Končalovskij (2019) e a “Una Vergine per il Principe” di Pasquale Festa Campanile, con Vittorio Gassman, Virna Lisi e Philippe Leroy (1965), entrambi parzialmente girati all’interno del Castello di Poppi. E ancora, “Leonardo – L’Uomo che Salvò la Scienza”, una produzione internazionale con la regia di Mark Daniels (2017); “Pratomagno”, di Gianfranco Bonadies e Paolo Martino, promosso dall’Unione dei Comuni nell’ambito dell’Ecomuseo del Casentino e vincitore del Premio Rai al Trento Film Festival (2019), e “Neverlake”, horror indipendente di Riccardo Paoletti (2013). Tra i cortometraggi, “Il Panno Siamo Noi” di Alessandra Moretti, dedicato alla storia del Panno Casentino e presentato nella Sezione “Montecatini International Short Film Festival” alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2023), e “Spiderboy” di Linda Fratini (2017), selezionato per lo “Short Film Corner” al Festival Internazionale del Cinema di Cannes.

Infine gli innumerevoli documentari naturalistici con protagoniste le nostre splendide Foreste. “Rumors – La Casa Brucia” è uscita da poco più di un mese, ma sta già ricevendo ottimi riscontri di pubblico e di critica, oltre a moltissimi riconoscimenti in concorsi internazionali nel settore del cinema indipendente. Quindi, se non l’avete ancora fatto, non vi resta che guardare la serie e provare a scovare tutti gli scorci del nostro meraviglioso Casentino! Non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate, e di seguire i canali Instagram, TikTok e YouTube di Farrago, per scoprire e interagire anche con tutti i contenuti extra!

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