di Mauro Meschini – Il futuro dell’organizzazione dei servizi sociali erogati in Casentino sarà caratterizzato da importanti novità. L’amministrazione guidata da Daniele Bernardini, dopo i tanti momenti di frizione e aperto scontro che ha dovuto affrontare con gli altri comuni casentinesi, ha deciso che non sono più accettabili, e sostenibili, i termini e i contenuti del rapporto che si vorrebbero in futuro imporre. Al centro del confronto l’organizzazione del servizio dei due Centri di Terapia Occupazionale, che ospitano utenti adulti con disabilità provenienti da tutti i territori del Casentino. I centri attualmente operativi si trovano a Pratovecchio e a Castel Focognano e, fino ad oggi, sono stati sostenuti finanziariamente dai singoli comuni in base al numero degli utenti presenti. Questo comportava per Bibbiena, da cui provengono 8 cittadini, una spesa annuale per ognuno di circa 20.000 Euro. Adesso gli altri comuni, più piccoli e quindi sicuramente in difficoltà nella copertura delle proprie quote, hanno avuto la bella idea, con la scusa di “socializzare” le spese, di cambiare la modalità di ripartizione della spesa facendo riferimento non più al numero degli utenti ma al numero di abitanti di ogni singolo comune, in questo modo è chiaro che è su Bibbiena che andrà a pesare la spesa maggiore e infatti si prevede con questi parametri che la spesa salirebbe a 27.000 Euro circa per ogni singolo utente.
Di fronte a questo atteggiamento che sembra tutto, ma non certo socializzante, e conferma solo la miope volontà dei sindaci dei comuni minori di mettere in difficoltà Bibbiena, il sindaco Bernardini e la sua giunta hanno deciso di reagire nell’unico modo a questo punto rimasto a loro disposizione: uscendo dalla gestione associata degli unici servizi che Bibbiena ancora condivideva con il resto del Casentino e creandone autonomamente un altro sul proprio territorio.
Un proposito attuato avendo due punti di riferimento fondamentali: garantire, anzi migliorare, la qualità; prevedere comunque un impegno di spesa importante.
Il sindaco Bernandini, presentando questo progetto, non si sofferma sulle divisioni, anzi sottolinea che, la creazione di un nuovo servizio, che adesso sarà a disposizione dei cittadini di Bibbiena, dovrebbe comunque essere visto come un potenzionamento dell’offerta dei servizi sociali della vallata, e se in un futuro, speriamo vicino, il cambio della situazione politica e amministrativa renderà più praticabile e possibile pensare a politiche e scelte “uniche”in Casentino, con un servizio in più si potranno meglio sperimentare forme innovative di organizzazione dei servizi in questo ambito puntando su una diversificazione di qualità legata, non alla semplice appartenenza ad un comune, ma alla situazione personale, all’età, al livello di disabilità, alle necessità individuali. Sicuramente una rivoluzione, soprattutto considerando quello che si andrà a sperimentare: un centro con 10 posti a disposizione, un rapporto numerico utenti/operatori che permetta di seguire in modo più personalizzato i singoli ospiti; la presenza di uno psicologo che accresca il livello della qualità del servizio, superfici e spazi più ampi; l’apertura per due sabati al mese che permetta di rispondere in modo più significativo alle esigenze delle famiglie e, soprattutto, la predisposizione di due camere adibite all’accoglienza di massimo 4 ospiti per periodi e occasioni particolari in cui si renderà necessario un livello più alto di sostegno. Una vera e propria sperimentazione di un progetto che porti a realizzare esperienze legate al “dopo di noi”, cioè a percorsi di assistenza per i disabili rimasti senza familiari.
Ecco in sintesi i contenuti del nuovo servizio che sarà creato a Bibbiena, in base a criteri che sono già stati in gran parte delineati e con una spesa prevista di circa 200.000 Euro l’anno.
Quando uscirà il bando di gara, con cui si individuerà il gestore del servizio, sarà possibile anche conoscere ulteriori dettagli, adesso, sicuramente, qualche domanda sorge spontanea: cosa faranno adesso gli altri comuni senza la “mucca” da cui tutti volevano attingere? Saranno ancora in grado di gestire e mantenere i servizi presenti? E se anche Pratovecchio, dove ha sede uno dei Centri ora esistenti, decidesse di fare da solo e si associasse con Bibbiena, cosa accadrebbe?
Valeva davvero la pena, per difendere il carrozzone unione dei comuni, condurre una battaglia continua con Bibbiena, o forse sarebbe stato meglio lavore per creare in Casentino un sistema amministrativo diverso, che andasse ben al di là delle, inutili, mini fusioni?
(tratto da CASENTINO2000 nr. 237, agosto 2013)