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martedì, 23 Luglio 2024

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Subbiano e Capolona verso il rush finale

di Riccardo Buffetti – La prima parte di stagione per i campionati dilettantistici di calcio è andata in archivio: adesso le squadre dei vari tornei scendono in campo per disputare il girone di ritorno. In questa fase si giocano davvero tutto: promozioni, retrocessioni o importanti conferme.

Il Marino Mercato Subbiano, società che milita nel girone C del campionato di Promozione, dopo la salvezza maturata agli spareggi nella scorsa stagione, sta cercando di alzare l’asticella. Gennaio è stato l’anniversario del Presidente Paolo Bertini, al timone della società casentinese da un anno: “Ci sono state tante emozioni e il tempo trascorso è sembrato molto di più. Nel 2023 abbiamo giocato una finale di Coppa; poi è arrivata la grande paura per i play out e la rifondazione della prima squadra”.

Quali aspetti sono cambiati soprattutto in questo nuovo campionato? «Intanto la direzione dell’area tecnica affidata a Lorenzo Cini come Direttore Sportivo. Insieme a lui è stato scelto il nuovo allenatore di questa stagione, ovvero Luca Giusti, che ha portato o confermato parte del nuovo staff. Sta svolgendo un grande lavoro in piena sintonia con la società, e ha tanta passione e abnegazione sia in campo che fuori. Sono stati cambiati anche molti giocatori ad agosto e nella sessione invernale di calciomercato abbiamo operato cercando innesti mirati, volti a migliorare numericamenti e qualititativamente la squadra, tra giocatori di esperienza come Giustini e più giovani come Galeotti e Matteini.»

Presidente, che livelli ha in questa stagione il campionato di Promozione? «Rispetto ad anno scorso il livello è molto più alto: l’Asta fece il vuoto nel 2022/23, quest’anno ci sono club attrezzati e accreditati per salire in alto. Affrico, Sansovino, Chiantigiana, Antella, Grassina, la lotta è aperta per il primato. Nel girone del fiorentino ci sono società che hanno un bacino di utenza molto più alto del nostro.»

Invece per il Subbiano che partenza di campionato è stata? «Dividerei la nostra prima fase di stagione in tre parti: abbiamo giocato le prime cinque partite in modo fenomenale, con nessuna sconfitta. Poi è subentrato un vortice negativo in cui la squadra è stata unita nel reagire e riprendersi. Il nostro gruppo ha sempre dimostrato di non essere inferiore a nessuno, tenendo testa anche a formazioni più accreditate. Purtroppo non siamo riusciti a ripeterci in Coppa, per defezioni in rosa siamo usciti nel girone degli ottavi dopo aver passato brillantemente il turno preliminare contro il Casentino Academy. Le gare con Alberoro ed Affrico le abbiamo affrontante pensando solo al campnionato, visto che il nostro obiettivo è una salvezza senza passare dai play out.»

Dopo la questione estiva legata allo stadio, come sta oggi la società del Subbiano? «La nostra prima squadra è molto giovane, e vorremmo nel tempo miglorarla con innesti di qualità per alzare l’asticella, ma rimane sempre difficile fare calcio con tutte le nostre squadre perché siamo costretti a sacrificare le nostre famiglie, dirigenti, allenatori e piccoli giocatori, utilizzando altre strutture che ci ospitano, e che ringrazio per la disponibilità. Purtroppo mancano degli impianti – oltre il Comunale – che possano supportare i nostri numeri: si parla ad oggi di circa 200 ragazzi che gravitano nel mondo Marino Mercato Subbiano. Ma il vero problema è che soffre tutta l’impiantistica sportiva del paese, e ne risente la nostra crescita e quella di coloro che si affidano ai nostri tecnici per imparare a giocare a calcio. Nonostante tutto, le nostre squadre giovanili sono tutte vicine ai primi posti, con risultati in continua crescita, sia numericamente nei gruppi che di classifica, questo vuol dire che il metodo e la strada sono corrette.»

Il 2024 porterà una ricorrenza importante. «Il Subbiano, ripeto, è in forte crescita e ciò lo si deve alla programmazione venuta da prima, mi viene in mente Alessandro Cini, che è rimasto molto vicino alla società, ma non solo: gli step si fanno con la collaborazione di tutto l’ambiente. Il 2024 sarà anche l’anno dei nostri primi 95 anni: la società è nata, infatti, nel 1929. Un traguardo storico, di cui andiamo particolarmente fieri. Siamo arrivati dove nessuno, credo, in partenza si sarebbe mai aspettato”.»

Dalla Promozione di arriva alla Prima Categoria girone F, dove i vicini del Capolona Quarata stanno disputando un campionato al vertice per cercare di riportare la società nei tornei dove militava in passato. Da due anni a questa parte, una delle figure chiavi della società è il direttore sportivo Michele Giangeri, il quale appese le scarpette al chiodo, ha iniziato a portare avanti la causa del Capolona: “Dopo la buona salvezza dello scorso anno siamo ripartiti con l’obiettivo di raggiungere i play off in questo campionato. Poi chiaramente passo per passo vedremo, in base ai risultati, in che modo si evolverà la stagione. Abbiamo concluso il 2023 tra le prime cinque e al momento direi che siamo pienamente in linea con i nostri obiettivi, anche se c’è tutto un girone di ritorno da giocare. In questo torneo regna l’equilibrio: vogliamo rimanere aggrappati al treno delle grandi, anche perché credo che tutti possiamo lottare anche per il titolo”.

A guidare la squadra è stato confermato mister Bartolini. «Oltre ad essere preparato, ha il pregio di riuscire ad amalgamare bene i ragazzi e a fare grande un gruppo. L’ho voluto fortemente nella passata stagione perché ha tanta esperienza e in queste categorie può fare bene.»

La rosa del Capolona com’è composta? «La maggior parte dei ragazzi è stata confermata dall’anno scorso. E’ una rosa giovane alla quale sono stati fatti innesti di giocatori di categorie superiori, alzandone la qualità. Insieme a loro abbiamo promosso 3-4 giocatori dal settore giovanile. Il campionato è lungo e avvincente, per questo c’è la necessità e l’apporto di tutti.»

Che tipo di progetto avete programmato con il Capolona Quarata? «Questo è il mio secondo anno e con la società vogliamo provare ad alzare pian piano l’asticella. Ma non solo: c’è l’obiettivo di far crescere i più giovani visto che anche con la nostra juniores provinciale andiamo bene e stiamo cercando di prendere una categoria regionale. Il raggiungimento dei play off con la prima squadra può essere una catena che ci permetterà di crescere ulteriormente nel prossimo anno. Con un settore giovanile in forte crescita, fare la Promozione può essere importante. Ci piacerebbe tornare ai fasti di una volta, e poi non sarebbe male rifare un derby con il Subbiano.»

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