Si sta per chiudere il viaggio del “Treno della Memoria”, che rientrerà domani e che ha portato centinaia di giovani toscani a visitare i campi di concentramento nazisti. Per la Regione Toscana, hanno viaggiato insieme agli studenti il presidente Enrico Rossi e il consigliere regionale Pd Enzo Brogi, che durante il secondo giorno di visita, ha deposto una corona di fiori, assieme al rappresentante del Parlamento degli Studenti toscani, di fronte al muro dove venivano eseguite le fucilazioni, dove ha parlato agli studenti a nome della Regione Toscana.

“Siamo partiti dalla Toscana con 557 giovani studenti toscani, 82 docenti e i rappresentanti delle istituzioni” – racconta Brogi – “Abbiamo visitato i campi di Auschiwitz e Birkenau, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi l’orrore dei campi di concentramento, i forni crematori, le camere a gas, i mucchi degli oggetti sottratti ai prigionieri, le matasse dei capelli tagliati alle donne. Siamo entrati in fila, con in testa il Pegaso della nostra Regione, in un silenzio assordante e abbiamo deposto una corona di fiori davanti al “muro della morte”, dove tante persone sono state fucilate. E proprio davanti a quel muro ho vissuto l’emozione di parlare e di rappresentare la Toscana davanti a centinaia di studenti”.

Parlando agli studenti Brogi ha sottolineato che: “La nostra è una regione consapevole dei propri diritti e orgogliosa dei propri doveri, una terra solidale e rispettosa degli altri, valori che l’hanno portata ad essere la prima al mondo ad abrogare la tortura e la pena di morte. Una terra che ha subito ferite dolorose per i crimini del nazismo e del fascismo, fino alle terribili pagine delle rappresaglie e degli eccidi, come a Stazzema, a Civitella, a Castelnuovo dei Sabbioni e a Meleto Valdarno, dove tanti persone, uomini, donne e bambini, hanno perso la vita in un attimo, uccisi dalla follia della violenza e della guerra”.

“Torneremo tutti un po’ cambiati da questo viaggio. Nessun viaggio come questo può cambiare il nostro modo di vedere le cose, di leggere la Storia, e comprendere la drammaticità e la follia di quel periodo storico. Per me sarà impossibile non pensare a quei pigiami a righe con la stella gialla, a come doveva essere freddo l’inverno con quegli stracci addosso, le armi spianate contro, una lingua dura e incomprensibile ai più, la fatica, la paura, la fame, la morte. Guai a dimenticare!” – conclude Brogi – “Porterò via con me anche tanta emozione, un treno di ragazzi toscani, silenziosi, attenti e commossi, che vogliono ascoltare, sapere, conoscere la storia e le atrocità di Auschwitz, dei crimini del nazismo e della follia razziale, consapevoli che saranno le nuove generazioni ad avere la responsabilità di guardare al futuro per costruire un Paese e un’Europa solidali e che sappiano coltivare la pace, conservando e tramandando la memoria della nostra Storia”.