di Melissa Frulloni – Ci sono alcuni mesi che con le copertine di CASENTINO2000 ci piace osare e anche divertirci, cercando nessi e legami con simboli o personaggi che tutti conosciamo, che fanno parte della nostra cultura o che sono ben riconoscibili dall’immaginario collettivo.
Questo mese (e questa cover sotto) è uno di quei casi… È d’obbligo quindi nell’editoriale concentrarci su una spiegazione, per far comprendere a tutti il nesso tra Antonio La Trippa, alias Totò, e la politica casentinese (e i sindaci casentinesi). Nota importante, la nostra copertina non si riferisce al prossimo referendum; questo mese parliamo esclusivamente di politica locale. Per i pochi che non lo conoscessero, Antonio La Trippa è un celebre personaggio cinematografico interpretato dal grande Totò nel film, del 1963, “Gli onorevoli”. È una figura geniale, un uomo animato da proclami roboanti, che promette soluzioni mirabolanti. Un personaggio che vive di parole e della convinzione di poter sistemare tutto con un gesto, una trovata. Antonio La Trippa rappresenta la distanza tra il dire e il fare, tra l’annuncio e la realtà, tra l’ambizione del gesto e la concretezza delle conseguenze. La Trippa non governa, non amministra, non costruisce, piuttosto recita la Politica. La battuta di Totò, ormai divenuta immortale “Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio!” ha in sé un messaggio potentissimo che non riguarda solo gli anni ’60, ma parla della politica di sempre: quando manca la sostanza, resta solo la ripetizione. Antonio La Trippa non prometteva riforme, gridava semplicemente il suo nome, uno slogan martellante, un suono che sostituiva il contenuto.
In Casentino, negli ultimi mesi, si sono susseguite vicende che, pur diversissime tra loro, sembrano condividere un filo conduttore: decisioni controverse, attese prolungate, responsabilità che si dissolvono, servizi che entrano in una zona grigia fatta di incertezza e immobilismo.
A Poppi, nonostante le scelte dell’amministrazione, il Golf Club continua la sua attività e guarda lontano: abbiamo intervistato Roberto Mariottini, presidente dell’associazione (trovate l’articolo a pagina 14 del giornale in edicola), per fare il punto su questa delicata ed importante vicenda che riguarda tutto il Casentino.
A Bibbiena, per un immobilismo dell’amministrazione, quasi 60 famiglie si trovano, da oltre 3 mesi, senza una soluzione dopo la chiusura del Nido Ambarabà di Soci. A pagina 18, interviene il Comitato Genitori, formatosi per rispondere all’assenza delle istituzioni e per trovare un modo per ripristinare questo servizio essenziale.
A Certomondo, la vasca riabilitativa non è ancora utilizzabile e si trova in un limbo di competenze e scaricabarile, per cui nessuno pare responsabile in merito: abbiamo dedicato alla piscina la copertina dello scorso numero del giornale…
A Pratovecchio Stia, l’incertezza che continua ad avvolgere la casa di riposo “San Romualdo”, non consente di conoscere tempi e modi dell’attivazione del servizio; anche di questo abbiamo parlato il mese scorso.
Situazioni differenti, contesti differenti, ma in ognuno di questi casi siamo di fronte ad un territorio che attende, mentre la politica discute, valuta, rimanda: in alcuni casi ha fatto poco (o nulla), in altri ha voluto strafare, compromettendo una situazione che invece andava già molto bene così, in altri ancora temporeggia… E nella pubblica amministrazione il tempo non è mai un elemento neutro, perché quello perso diventa disagio, l’attesa diventa incertezza, l’indecisione conseguenza concreta nella vita dei casentinesi.
E qui Antonio La Trippa torna a farci compagnia, come specchio di una politica che si muove tra proclami, intenzioni, giustificazioni, senza riuscire a tradurre tutto questo in risposte tempestive, chiare, operative. E mentre la politica “parla”, la comunità aspetta, magari di riavere un servizio essenziale, la cui assenza ha una ricaduta pesante sulle famiglie.
In Casentino non chiediamo di essere stupiti, nè confusi da un gioco di rimandi; piuttosto chiediamo di assumersi il peso delle scelte, ricordandoci che dietro ogni pratica, ogni progetto, ogni ritardo, esistono persone.
Antonio La Trippa docet: la politica può permettersi molte cose, ma non può permettersi di dimenticare la realtà.



