di Francesco Benucci – Quasi tutte le parole che arricchiscono il nostro vocabolario “custodiscono” significati molteplici che, a seconda dei contesti, possono essere utilizzati, valorizzando così le infinite sfumature del linguaggio. Il termine “frutto” non fa certo eccezione, anzi: si va dall’aspetto concreto che richiama un prodotto vegetale all’interpretazione figurata che sottintende l’esito, sovente positivo, di un lavoro o di un impegno.
Ebbene, nel percorso intrapreso nell’ambito del calcio a 5 dal sodalizio FC Papaya troviamo mirabilmente sintetizzati entrambi i lati della stessa, appagante, medaglia: infatti, se il nome ricalca quello del delizioso alimento con ascendenze esotiche, al contempo i prestigiosi risultati conseguiti nell’arco di questa avventura sportiva ricordano la definizione metaforica dell’espressione suddetta. E non si tratta solo di un exploit iniziale, magari derivante da primigenio entusiasmo, col rischio di affievolirsi alle prime difficoltà, bensì di un cammino iniziato anni fa e che, consolidatosi nel tempo, ha tutte le peculiarità del progetto serio, ammirevole e futuribile. Ma, proprio in virtù dei passi che hanno portato ai successi odierni, procediamo con ordine: nel 2008 nasce la squadra casentinese FC New Team salvo poi assumere la denominazione attuale che, tra l’altro, si rivela profetica perché se è vero che la papaya è ricca di proprietà benefiche nonché sinonimo di longevità, dopo stagioni condite con gol e vittorie, possiamo dire che i nostri hanno mantenuto fede alle caratteristiche appena menzionate!
Presa successivamente in carico, col trascorrere dei campionati, da Ieraci Gianluigi e Ristori Giordano e oggi presieduta da quest’ultimo nel ruolo di presidente, la società ha mantenuto inalterati, dalla nascita ad ora, quegli obiettivi che ogni componente, dai giocatori agli altri ruoli presenti nell’organigramma, ha fatto propri: divertimento, tanta amicizia e buoni risultati, risultati che spesso sono la gradita conseguenza dei primi due input in elenco.
D’altronde la bacheca parla chiaro e palesa una realtà ben radicata sui campi dell’UISP di Arezzo…e non solo: vittoria negli ultimi 4 anni del Campionato di Serie A Uisp sezione Casentino, vittoria delle ultime 3 Coppe Casentino, 2 Coppe provinciali nel 2024 e nel 2026 con cornice la palestra “Le Caselle” di Arezzo e 2 secondi posti nei regionali giocati a San Miniato in provincia di Pisa. Sempre per dare un’idea della striscia vincente intrapresa dal team valligiano, solo nel 2026 il palmares recita quanto segue: Campionato Casentino calcio a 5, Coppa Casentino, Coppa provinciale, Torneo Palacalcetto Casentino, secondi al Torneo di Partina.
Quali sono i segreti che li hanno portati ad affermazioni così ragguardevoli? In primis, ci vuole la serietà nel prendere un impegno, la volontà di remare dalla stessa parte e l’unità dello spogliatoio anche nei momenti di difficoltà: d’altra parte la determinazione dei casentinesi è testimoniata altresì dal fatto che, in aggiunta al sostegno di sponsor silenziosi, si autofinanziano, contando pure sul contributo fornito da amici, da parenti…e dalle vittorie nei vari tornei!
Gli stessi amici, parenti, a cui si aggiungono fidanzate e piccole tifose, collaborano nel fornire un ulteriore, basilare, ingrediente, ossia quell’entusiasmo che li porta ad accompagnare ogni avventura calcistica dei nostri, sia sostenendoli nelle partite casalinghe, durante il campionato, al Palacalcetto Casentino di Bibbiena, sia seguendoli con immutata partecipazione nelle trasferte e nelle fasi provinciali/regionali, con match spesso disputati in quel di Arezzo.
E forse l’ultimo e ancor più decisivo fattore negli esiti esaltanti del Papaya è dato dall’essere, oltre a una squadra, anche e soprattutto una grande famiglia, tanto che la sede ufficiale è ormai diventata la casa di tutti e passano insieme vacanze, festività, pizzate e serate. Probabilmente è proprio quest’ultimo aspetto in particolare a farci pensare che gli ambiziosi obiettivi futuri non sono certo irraggiungibili, anzi: innanzitutto riuscire a portare a casa la vittoria dei regionali e poi, perché no, successivamente cimentarsi con successo persino nei nazionali.
D’altra parte niente è impossibile, come avrete ormai capito, quando si parla, sia in senso concreto che metaforico, del frutto del gol!



