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sabato, 26 Settembre 2026

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La Costa ritrovata

di Federica Andretta – “La Costa” di Poppi è il nome dell’antica e ripida via medievale in pietra che sale dal fondovalle del fiume Arno su verso il borgo medievale e il Castello dei Conti Guidi. Proprio per questo, è da sempre un’arteria carica di identità per il nostro territorio. In altre parole, collega la zona di Ponte a Poppi e il fiume Arno con il centro storico e il Castello.

Facciamo prima un po’ di storia In origine (prima della viabilità moderna), “La Costa” rappresentava la spina dorsale dei collegamenti tra il fondovalle del Casentino, il centro storico e il Castello. Infatti, era la via principale e più diretta usata dai pellegrini e dai mercanti per arrivare al paese e risale al ‘200, periodo durante il quale fu fortificato il borgo e creata nel 1.260 la cinta muraria sui resti delle vecchie mura etrusche. La cinta aveva cinque porte che collegavano il castello alla viabilità di dorsale e di fondovalle e proprio da Porta Badia (detta anche Porta di San Fedele), nei pressi della quale si apre la vista sulla splendida chiesa della Badia di San Fedele, si scendeva al ponte sull’Arno per “La Costa”. Vicina al ponte sull’Arno, in cima alla salita di questo tragitto medievale sorgevano alcune abitazioni e un’osteria, mentre i piloni del ponte ospitavano piccole botteghe, simili a quelle del celebre Ponte Vecchio di Firenze.

La strada moderna aggira il poggio salendo con pendenze molto più contenute e tornanti più ampi rispetto al vecchio tracciato (permettendo oggi un accesso più comodo e agevole al paese) mentre “La Costa”, molto più breve, affronta la collina con una pendenza diretta e brusca. Per la sua posizione, questa salita non era solo una via di comunicazione economica e commerciale, ma un punto nevralgico di controllo strategico e quindi difensivo. Chiunque volesse raggiungere il cuore politico e militare del feudo dei Conti Guidi doveva necessariamente superare questo tratto ripido e tortuoso. Il tracciato si snodava tra terrazzamenti, muretti a secco e poderi che raccontano la storia della mezzadria casentinese, dove ogni pezzetto di terra strappato alla pendenza veniva coltivato a olivi, viti o seminativi.

Negli ultimi anni sono stati eseguiti vari interventi di manutenzione e consolidamento geologico ma la strada conserva intatto il suo tracciato originario e un fascino d’altri tempi. Percorrere la via che per secoli ha visto passare viandanti, pellegrini, contadini e signori feudali significa intraprendere un vero e proprio viaggio nel passato alla riscoperta del volto più autentico e lento del Casentino, tra le sue bellezze e la sua storia, in un’atmosfera sospesa nel tempo dal fascino romantico e letterario.

Aneddoti e curiosità della memoria locale Nella tradizione orale del paese, “La Costa” è sempre stata sinonimo di fatica quotidiana. Fino a quando i trasporti su ruota erano affidati a carri trainati da buoi o muli, la salita rappresentava un banco di prova durissimo per gli animali e per i carrettieri, che spesso dovevano alleggerire il carico o fermarsi lungo i tornanti per riposare. Essendo la via più diretta per salire al paese dal fiume e dalle zone rurali sottostanti, “La Costa” è stata per generazioni il percorso pedonalizzato della quotidianità. Su questa strada si muovevano le comunità per raggiungere le funzioni religiose, i mercati o le fiere che animavano il borgo di Poppi.

Ma l’aneddoto più doloroso e significativo legato a “La Costa” riguarda la Seconda Guerra Mondiale. Sul lato sinistro di questa via, a pochi passi dall’imbocco del percorso, sorge un Monumento ai Caduti Civili. Basta attraversare le strisce pedonali e camminare per pochi metri per poterlo vedere. La prima parte del tracciato pedonale, infatti, si interrompe per un breve tratto, arrestandosi in corrispondenza della carreggiata stradale per poi ripartire subito oltre e riprendere la sua salita. Il monumento ricorda una ferita ancora aperta nella memoria della cittadinanza: l’eccidio del 31 agosto 1944. Quel giorno mentre il fronte di guerra stava attraversando il Casentino, un attacco d’artiglieria sparato dalle retroguardie tedesche (un colpo di cannone proveniente da sopra Moggiona) colpì questo punto preciso della strada causando la morte di tredici persone che, entusiasti per la liberazione ormai vicina, erano scesi a Poppi per raccogliere l’acqua ad una fontanella. Nel suo libro “Guerra e Pace” Don Cristoforo Mattesini, sfollato a Poppi, ricorda in questo modo quell’orribile scena: “L’artiglieria tedesca vide tutto questo movimento e scaricò dal Montanino e da Camaldoli un diluvio di cannonate contro il gruppo. La seconda granata prese in pieno quel ciuffo di persone. Si schiantò sul lastricato. Strage! Tutta la Costa da Poppi alla stazione fu coperta da una cortina di fumo. Nel fracasso infernale: pianti, lamenti, urli disperati. Persone che si chiamavano, parenti accorsi al grido dei loro cari, spettacolo straziante! Il fumo non faceva vedere niente, ma la tragedia era terribile!” Ed proprio nel punto in cui una volta si trovava quella fontanella che è stato costruito il monumento in ricordo delle vittime. È costituito da una colonna in pietra a pianta ottagonale, alla cui base è stata posta una targa in ottone recante un’epigrafe che riporta in ordine alfabetico i nomi delle tredici vittime civili che persero la vita quel tragico giorno (per lo più, ragazzi di età compresa tra i sette e i quindici anni), mentre in cima si erge una croce in ferro. L’area è circondata agli angoli da quattro pietre che richiamano la forma appuntita dei proiettili d’artiglieria.

Il risanamento del percorso storico di via “La Costa”. Un progetto inserito all’interno delle politiche di rigenerazione urbana e dei bandi legati alla valorizzazione dei borghi e dell’accessibilità Il progetto di recupero e valorizzazione dell’antica via “La Costa” a Poppi nasce con l’obiettivo di trasformare l’antica viabilità in un percorso storico-naturalistico sensoriale sicuro, inclusivo e suggestivo per cittadini e turisti attraverso la messa in sicurezza e l’accessibilità pedonale del tracciato tra Ponte a Poppi e il centro storico per permettere la fruibilità del borgo storico e valorizzare altresì il Castello come punto di riferimento culturale e turistico. L’abbiamo percorsa a piedi e, come potete notare dalle foto, il miglioramento della pavimentazione con materiali compatibili con l’ambiente e la sicurezza pedonale hanno contribuito a rendere maggiormente accessibile il passaggio pedonale; lungo il tracciato sono state predisposte inoltre aree di sosta con comode panchine.

Secondo il progetto, è prevista inoltre la creazione di una segnaletica inclusiva, costituita da mappe tattilo-visive per orientare le persone con disabilità visive,  wayfinding (in altre parole, un percorso guidato/una segnaletica direzionale tradizionale e visiva intuitiva) e pannelli informativi multisensoriali. Quest’ultimi strumenti sono pensati per essere fruibili da tutti (compresi i visitatori con disabilità sensoriali o cognitive) e servono ad indicare i contenuti di approfondimento storico, culturale e naturalistico arricchendoli con elementi tattili, visivi e audio/multimediali. Il piano d’intervento include altresì un sistema di trasporto assistito rivolto alle persone con mobilità ridotta e il potenziamento dell’illuminazione pubblica per garantire l’utilizzo del tracciato anche nelle ore serali rendendo pienamente fruibile il collegamento tra Ponte a Poppi e il centro storico. Il progetto intende rafforzare così il legame tra il patrimonio storico e la comunità locale, offrendo anche esperienze immersive con installazioni artistiche e culturali lungo il percorso, trasformandosi in un progetto sociale di accessibilità universale ai luoghi dell’arte del territorio. Il progetto è rientrato nel piano di interventi per l’accessibilità turistica e la valorizzazione delle aree naturalistiche promosso dal Comune di Poppi (con un finanziamento regionale di 100.000 euro ottenuto grazie al Bando Toscana Accessibile). L’iniziativa ha preso ufficialmente il via con la fase di programmazione e progettazione esecutiva avviata dall’amministrazione comunale nei mesi scorsi. È importante sottolineare che l’intervento si inserisce in una più ampia strategia di riqualificazione e abbattimento delle barriere architettoniche che negli ultimi anni ha interessato il borgo e il complesso monumentale del Castello dei Conti Guidi, come dimostra anche il restauro del Monumento ai Caduti Civili dell’eccidio del 31 agosto 1944, inaugurato durante le celebrazioni della Liberazione. Rimanendo sempre in tema di inclusività, ricordiamo inoltre l’installazione di un ascensore in acciaio per consentire anche alle persone con disabilità di raggiungere tutti i livelli del Castello dei Conti Guidi, fino alla torre. La piattaforma elevatrice in questione è stata inaugurata lo scorso sabato 27 giugno.

 

 

 

 

 

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