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sabato, 9 Maggio 2026

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La Pieve di Arcena, crocevia di tutte le strade romane…

di Giorgio Innocenti Ghiaccini – Pieve di Arcena, dove le strade che, provenivano da Camaldoli (la via degli Archi) e la via che veniva da Serra, da S. Maria e dalla Vessa, attraverso il ponte, si immettevano su quella che veniva da Arezzo, c’era un’antica Pieve chiamata di Arcena. La ricorda un documento dell’Archivio di Santa Maria del 1550. “+ M.D.L- Sia noto e manifesto a chi leggerà questo ricordo, come al Benefizio ecclesiastico di Santo Agnolo di Bibiena sono annesse queste Chiese appresso, e prima. Santo Agnolo della Pieve Arcena nel Com. di Terrossola […]”. Nella visita pastorale del 20 settembre 1614 del vescovo Ricci fu definita crollata.

Si era nei pressi dell’antico spedale di Montione che a volte veniva chiamato anche di Arcena (casa Fraternita). La zona era densamente popolata e i numerosi atti notarili di acquisto di terreni, da parte dei padri camaldolesi, lo dimostrano. Ovviamente, la pieve di Arcena si trovava in quella località, il cui toponimo sarebbe perduto se non fosse rimasto nel campo chiamato “Pievarcino” a monte del quagliodromo.

Quel documento, la pone “nel Com. di Terrossola” annessa alla chiesa castellana di S. Angelo di Bibbiena (garage del Cariaggi accanto al ristorante “da Marino”). La zona era un importantissimo snodo viario fin dai tempi Etruschi e il tempio di Socana ne è la testimonianza.

Dove si trovava la pieve di Arcena convergevano tutte le strade romane, poi romee, che venivano da nord e seguendo l’Arno arrivavano Arezzo per poi andare verso Roma. Come in un collo di bottiglia centinaia di migliaia di pellegrini attraversarono il borgo di Terrossola per quest’unica via.

Lungo quella di sinistra dell’Arno, avrebbero trovato ospitalità, agli spedali di: Rassina, Santa Mama, Spedaletto, Subbiano, Pontecaliano, Borgo a Giovi e Puglia. Sulla sponda destra i viandanti si sarebbero potuti fermare agli spedali: di Rassina (grazie al ponte), di S. Egidio della Zenna, di Pontecaliano (grazie al ponte), del Cafaggio, nei pressi del Castelluccio, e al grosso Spedale di Quarata.

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