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martedì, 17 Febbraio 2026

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L’importante è sciare!

di Gabriele Versari – In inverni sempre meno rigidi dal punto di vista delle temperature e raramente tendenti alle nevicate, alcuni settori economico-sociali rilevanti risentono del cambiamento climatico. È certamente il caso del turismo invernale, che in tutta Italia – e in particolar modo nella nostra valle – ha subito negli ultimi decenni un importante arresto nella crescita economica, con centinaia di impianti dismessi in tutto il paese, a testimonianza di un settore sempre più in crisi.

D’altro canto, come è noto, i casentinesi amano la montagna in ogni sua aspetto, vista anche la conformazione e collocazione geografica del territorio, circondato da rilievi importanti; dunque, praticare sport come lo sci durante i mesi invernali è non solo uno svago o un hobby, ma di fatto una passione per una buona fetta di popolazione. Un’attività che coinvolge soprattutto le famiglie e che si tramanda da alcune generazioni: basti pensare che spesso sono i genitori stessi ad accompagnare i figli per prepararli ad affrontare lo loro prima pista blu, fin dalla più tenera età. P

er un quadro completo, una fotografia di come si sta evolvendo la situazione del turismo invernale in Casentino, si è voluto coinvolgere alcuni appassionati del settore, che talvolta sono riusciti a concretizzare la propria passione in un impiego a tempo pieno. Ad esempio, Francesco Fani, pensionato ed ex collaboratore dello storico negozio di articoli sportivi “Tacconi Sport”, dagli Anni Ottanta si impegna, in qualità di vicepresidente, a portare avanti la missione dell’associazione sportiva “Sci Club Tacconi” con sede nel paese di Soci, improntata proprio sul coinvolgimento delle famiglie e legata non solo al valore dello sport, ma soprattutto all’inclusione comunitaria, vista il forte legame che caratterizza tutti i partecipanti alle iniziative promosse dall’associazione.

Quali sono le origini dello “Sci Club Tacconi” e a qual è stata la sua evoluzione nel tempo? «Lo Sci Club è nato grazie al sostegno dei negozi Tacconi, difatti il presidente dell’associazione ad oggi è lo stesso Flaminio Ivan Tacconi, detto Flaminio Junior, figlio dello storico proprietario. Al tempo, la famiglia Tacconi invitava coloro che erano interessati ai progetti del Club a tesserarsi, in modo da ottenere particolari sconti e vantaggi. Grazie a tale strategia, il Club (che al tempo era chiamato “Sci Club Casentino” e comprendeva membri residenti in ogni comune della valle) divenne uno dei più importanti del Centro Italia in termini di adesioni e di rilevanza. Dopo la chiusura dei negozi Tacconi, la presidenza dell’associazione è stata assegnata a Flaminio Junior, essendo stato egli stesso un campione europeo di sci. Direi che è doveroso innanzitutto sottolineare quale fosse la nostra opera principale, portata avanti fino al 2019: comprendendo l’importanza di investire nel futuro e dunque nelle nuove generazioni, l’associazione, grazie al supporto del Comune di Bibbiena, organizzava una vera e propria scuola di sci per i bambini delle primarie, tutti i sabati mattina, all’interno del contesto impiantistico sito presso i Prati della Burraia, storica meta sciistica casentinese. Le lezioni cominciavano a fine gennaio e proseguivano per otto/dieci settimane, fino alla fine dell’inverno. Per il trasporto dei bambini utilizzavamo sei pulmini messi a disposizione dal Comune grazie al progetto “Agnese con Noi”. Per un paio d’anni, siamo arrivati ad accogliere più di settanta bambini impegnati nel progetto, il che decretò il successo dell’operazione. Purtroppo, gli imprevisti sono dietro l’angolo: con l’arrivo della pandemia Covid-19 siamo stati costretti a porre fine al progetto. Il lockdown, infatti, si rivelò un duro colpo per un impianto sciistico già in crisi da anni, che proprio in quel momento necessitava di un rinnovamento e dunque di un investimento importante.

Tutti questi fattori portarono i proprietari dell’epoca a chiudere e, ad oggi, nessuno si è fatto avanti per riportare in auge un nuovo progetto sciistico. La scuola di sci non è però l’unica iniziativa supportata dall’associazione: il sottoscritto, con l’appoggio di tutto il direttorio dello Sci Club, ha deciso di portare avanti l’organizzazione delle vacanze in montagna che ogni anno proponiamo a chiunque voglia passare alcuni giorni di relax in mezzo alla neve. Da quando è nata l’associazione, infatti, organizziamo queste vacanze in collaborazione con una struttura alberghiera di Folgaria, comune della Provincia Autonoma di Trento. Per 44 anni abbiamo organizzato la settimana bianca (per la precisione della durata di cinque giorni, dall’8 al 12 dicembre) di molti casentinesi, arrivando negli ultimi dieci anni ad accompagnare 250/300 ospiti, numero che ci ha costretto a prenotare una seconda struttura turistica. Grazie al rapporto decennale con chi ci permette di soggiornare riusciamo ad ottenere importanti agevolazioni in termini di prezzo, per questo il numero dei partecipanti è sempre in aumento, contrariamente alla tendenza che purtroppo si riscontra in gran parte delle stazioni sciistiche e delle strutture alberghiere montane. In realtà, vista la variabilità del clima riscontrata negli ultimi decenni, da alcuni anni stiamo riuscendo ad organizzare due viaggi vacanza: il secondo viene svolto alla fine di marzo nella celeberrima località di Canazei, dove anche lì è presente una struttura con cui è stato instaurato un rapporto di fiducia. Ciò ci è permesso grazie alle nevicate verificatesi in quel periodo, impensabili fino a una ventina di anni fa (di solito terminavano un mese prima)».

Visto il successo della scuola di sci svolta ogni inverno fino al 2019, è possibile che in futuro che l’iniziativa venga riproposta e portata avanti con continuità, magari anche in nuove località? «Anche se le nevicate riprendessero con frequenza accettabile ai fini di praticabilità delle piste, ad oggi non sarebbe presente una struttura sciistica adeguata a ospitare i turisti presso la Burraia. Occorrerebbe almeno che venisse riaperto quello che una volta era un “tapirulan” utile ad apprendere i primi passi con gli sci. Per quanto riguarda altri eventuali mete, sussistono problematiche di carattere logistico: è impossibile trasportare più di dieci bambini oltre i trenta chilometri, poiché i pulmini non sono mezzi adatti a percorrere lunghe distanze». Chi si occupa delle lezioni di sci nelle vacanze che organizzate a dicembre e a marzo? «Da molti anni siamo accompagnati da Andrea Rosini, proprietario del negozio di articoli sciistici “Ski Rental Franz” sito a Poppi e dal figlio Pietro, entrambi maestri ufficiali di sci».

Proprio Andrea Rosini ha preso parte all’intervista, che è avvenuta all’interno del suo negozio. L’assortimento a disposizione è notevole, come riesce a portare avanti un negozio di soli articoli sciistici in un contesto dalle dimensioni limitate come il Casentino? «Ho aperto l’esercizio dieci anni fa, nel 2015, e inizialmente è stata dura. La sfida principale in questo tipo di ambiente è farsi un nome ma, com’è intuibile, il solo Casentino non è sufficiente a procurarci un numero di clienti adeguato. È per questo che, tramite il passaparola, siamo riusciti a farci conoscere anche ad Arezzo: molti nostri clienti sono infatti residenti in città. Sicuramente, avere la collaborazione e il supporto dello “Sci Club Tacconi” ha contribuito al nostro successo, ma più di tutto quello che ha fatto la differenza è stata la nostra proposta commerciale. Infatti, distintamente da come operano le stazioni sciistiche, per lo più tramite il noleggio di articoli a prezzi abbastanza elevati, noi riusciamo a fornire i nostri clienti con un noleggio molto conveniente, per la precisione alla metà circa dei prezzi medi delle strutture dedicate. Ciò rende la nostra offerta decisamente accattivante.

Inoltre, come si può notare, all’interno del negozio è presente un piccolo laboratorio dove è possibile eseguire la riparazione degli strumenti sciistici, proposta che ha avuto un riscontro positivo in quanto utile alla fidelizzazione i clienti. Ormai possediamo un bacino di utenza importante, le vendite sono stabili e l’esercizio è redditizio. Ciò che però apprezzo di più del mio lavoro è la passione per lo sport, che mi accompagnato per tutta la vita. Mi unisco all’invito del vicepresidente Fani, quello di unirsi alle vacanze organizzate dallo Sci Club. A parer mio, è un’esperienza non solo sportiva e rilassante ma di crescita personale e umana, in quanto è possibile conoscere tantissime persone accomunate dalla passione per uno sport stupendo. Rispetto a Francesco, sono più fiducioso per ciò che riguarda la scuola dei bambini svolta il sabato, un progetto che ha incanalato la passione per lo sci di diversi giovani oggi ormai adolescenti.

Credo (e spero) che nei prossimi anni qualcuno tenterà di aprire un nuovo impianto presso la Burraia; suppongo che dopo il periodo di assestamento post Covid un nuovo inizio sia possibile. Noi non vediamo l’ora di ricominciare i corsi e formare le nuove generazioni di sciatori per far sì che tramandino il valore di questa disciplina!».

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