di Fiorenzo Rossetti – L’integrità, la conservazione, la bellezza e il fascino di un territorio si possono anche misurare dall’attenzione che viene rivolta da autori e registi cinematografici per l’ambientazione delle loro opere. Dal mese scorso il Parco delle Foreste Casentinesi, precisamente l’area del Monastero ed Eremo di Camaldoli, è interessato dalle riprese cinematografiche relative alla serie Netflix Assassin’s Creed. Un cast e una troupe internazionale immersa al lavoro nei boschi “sacri” dell’area di Camaldoli, trasformando il luogo in un enorme set cinematografico. Assassin’s Creed è una serie di videogiochi ideata da Patrice Désilets (oltre 200 milioni di copie vendute nel mondo), sviluppata e pubblicata da Ubisoft a partire dal 2007, ed è famosa per le sue ambientazioni storiche ricostruite con grande attenzione. Nei videogiochi più amati della serie, in particolare Assassin’s Creed II, l’Italia rinascimentale ha avuto un ruolo centrale nella narrazione. La serie potrebbe andare in onda tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Per un’ambientazione storica e naturale appropriata e per ricreare la dimensione epica e avventurosa richiesta dalla saga, lo scenario maestoso delle foreste e dei paesaggi dell’Appennino toscano hanno quindi giocato un ruolo importante nella scelta fatta dagli autori e regista. Questi luoghi condivisi tra Toscana e Romagna, protetti da un Parco nazionale, ora hanno anche come riconoscimento quello di costituire uno scenario dal fascino potentissimo e profondamente cinematografico. È la consacrazione di quanto già si sapeva rispetto l’attitudine dell’area protetta tosco-romagnola nell’evocare forti emozioni nel visitatore.
Quello dello stupore e meraviglia delle persone d’innanzi alla potenza e maestosità di questa natura è stata la prima tecnica di educazione ambientale utilizzata. Un ambiente che con la propria bellezza ed equilibrio entra a gamba tesa, mettendoci davanti ad un confronto spietato con le nostre città e la deriva che l’uomo sta avendo nei confronti della natura e del suo stesso ambiente di vita. Un modo per far riappropriare il visitatore della giusta consapevolezza necessaria ad avviare un cambiamento di pensiero e azioni. La scelta di ambientare nei luoghi del Parco questo film fantasy, che ha un seguito di fans sterminato in tutto il mondo, dovrebbe ancor di più richiamarci alla responsabilità e attenzione nella gestione di questo bene rappresentativo di qualcosa di unico sul pianeta.
Un bene inestimabile che non ha bisogno di sterili localismi politici nella gestione e di governi che tentano di inserire norme contro il principio della biodiversità, patrimonio protetto dalla nostra Costituzione.
L’ALTRO PARCO Sguardi oltre il crinale è una rubrica a cura di Fiorenzo Rossetti


