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lunedì, 28 Novembre 2022

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80 Euro di Renzi, un boccone avvelenato!

Il bonus Renzi è appena arrivato a una parte di lavoratori e già stanno emergendo le conseguenze di questa elargizione truffaldina che dà con una mano e toglie con l’altra.
Il decreto 66 di aprile 2014 che stanzia il bonus, prevede “variazioni di bilancio compensative” per coprire la spesa aggiuntiva.
Fra queste la razionalizzazione/riduzione delle spese per acquisti beni e SERVIZI da parte dell’amministrazione pubblica.
In particolare all’art 8 questa riduzione di spesa è quantificata in 2100 milioni di euro per il 2014 e per gli anni successivi, almeno fino al 2018, se i pronostici di Renzi sulla durata del governo saranno giusti.

In quale modo verrà attuata la riduzione di spesa?
Secondo l’art 8 del decreto: “ Le amministrazioni pubbliche.. sono autorizzate a ridurre gli importi dei contratti in essere, aventi per oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi, nella misura del 5%, per tutta la durata residua dei contratti medesimi: Le parti hanno facoltà di rinegoziare il contenuto dei contratti, in
funzione della suddetta riduzione”

Nel caso che aziende e cooperative appaltatrici non intendano operare tale riduzione possono recedere senza penali dal contratto e le amministrazioni hanno facoltà di stipulare nuovi contratti, anche tramite affidamento diretto, saltando le normali procedure di gara: quindi piena liberà di scegliersi le aziende o coop che aggradano e che più tagliano e competono con il massimo ribasso economico.

Questi appalti riguardano beni e SERVIZI essenziali, quali: PULIZIE, MENSE, PORTIERATO, SERVIZI SOCIALI E SANITARI, SERVIZI DI ASSISTENZA PER BAMBINI, ANZIANI E DISABILI; che negli anni sempre più sono stati esternalizzati dalle pubbliche amministrazioni (scuole, comuni, regioni, università,ASL, enti previdenziali..).

Su questi già si sono riversati in questi anni i tagli previsti dalla spending review, l’ultimo con l’8% di risparmio sui servizi appaltati.

Anche i lavoratori premiati con gli 80 euro, subiranno peggiori condizioni di accesso e di qualità dei servizi e in molti casi peggiori condizioni di lavoro.
SPUTIAMO IL BOCCONE AVVELENATO degli 80 EURO
– UN COSTO PAGATO DAI LAVORATORI: Riduzioni di orario, perdita di posti di lavoro, massima flessibilità, cassa integrazione e perdita di diritti.
– UN COSTO PAGATO DAI CITTADINI: Che usufruiscono di servizi sempre più carenti e di peggiore qualità.
NON CADIAMO NELLA TRAPPOLA: I DIRITTI E LE CONDIZIONI DI LAVORO NON SI BARATTANO !

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