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lunedì, 28 Novembre 2022

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Bernardini: Unione, è arrivato il momento di chiudere il “poltronificio”

All’indomani del fallimento della seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni, che lo scorso 8 settembre si è sciolta per non avere il numero legale, il Sindaco Daniele Bernardini ha fatto alcune riflessioni di massima sul futuro assetto istituzionale del Casentino e sulla politica della valle.
“Quello che è accaduto lo scorso 8 di settembre all’Unione dei Comuni è stato un momento epifanico: ci ha dimostrato, una volta tanto, che la ex comunità montana è arrivata alla fine. Nonostante le giustificazioni da scolaretto discolo portate da chi si proclama presidente, il fatto è solo uno e davanti agli occhi di tutti: all’unione non ci crede più nessuno. Non aver raggiunto il numero legale è un fatto grave, perché accade in un momento particolare che, al contrario, vorrebbe coerenza, decisione, forza.
Ciò che i potenti hanno fatto passare come un fastidioso incidente di percorso superabile, ci deve al contrario condurre a fare una riflessione definitiva sul futuro assetto istituzionale del Casentino.
Mentre nella ex comunità montana i politici della poltrona tentano di sostenersi a vicenda per non far morire il poltronificio nonché banca dei voti, il Casentino soffre. Ripropongo con convinzione l’appello già fatto: lavoriamo per il comune unico! Questo ci viene chiesto dal momento storico, ci viene chiesto dalla gente. Solo andando in questa direzione potremo ritenerci liberi da un sistema malato, la cui massima espressione è stata in questi lunghi anni proprio la ex comunità montana e di cui oggi ne sono bandiera personaggi come il sindaco di Chiusi della Verna. Quest’ultimo, nel suo comune nega ai cittadini di esprimersi democraticamente, boicotta spavaldamente ogni libera espressione democratica della sua gente, mentre all’unione tenta affannosamente di salvare se stesso e un sistema che non funziona.
La cosa fa ridere, certo, poiché fa ridere il modo patetico con cui questi politicie, rappresentati da questo sindaco, cercano di mettere in scena la solita battaglia dei buoni contro i cattivi di turno, quelli che non si adeguano, che non camminano in fila e marciano in una sola direzione. Il problema, tuttavia, non è solo psicologico, ma anche reale. Il Casentino sta soffrendo. Da inguaribile ottimista, tuttavia credo al futuro e il futuro è il comune unico.
L’11 settembre – data in cui è stata riconvocata l’assemblea generale della ex comunità montana – è una data tragica per l’Occidente. Tuttavia, sempre perché credo nel lato positivo della vita, spero che per noi casentinesi diventi un ricordo positivo, ossia quello del momento in cui la ex comunità montana, con tutto ciò che si porta dietro, è stata finalmente chiusa”.

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