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sabato, 1 Ottobre 2022

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Fornai allo stremo: «lavoriamo in perdita, cosi’ non andiamo avanti»

COMUNICATO – I fornai aretini sono allo stremo: “Ora basta, così chiudiamo”. Il grido di allarme arriva dai rappresentanti di decine piccole e medie aziende che producono un bene primario come il pane e che oggi si appellano alle istituzioni per trovare una soluzione al caro bollette.

“A luglio dello scorso anno spendevamo tra energia elettrica, gas e gasolio, circa 7mila euro, quest’anno siamo arrivati a 25mila”, racconta Luca Ciardi, presidente dei panificatori di Confartigianato.

Più che triplicati i costi per l’energia ai quali si sommano quelle per le materie prime. “La farina costava 34 euro al quintale, oggi è arrivata a 72. Se dovessimo adeguarci ai costi correnti, il pane da chilo dovrebbe essere venduto a 6 euro, ma oggi noi lo vendiamo a 2.50. Ci tengo a sottolineare – aggiunge Ciardi – che il prezzo del pane da chilo ad Arezzo è il più basso di tutta la Toscana”.

Il caro bollette sta rosicando i portafogli anche delle aziende più solide che come nel caso di Ciardi hanno deciso per il momento di non accettare nuovi clienti per non esporsi a rischi. “Dobbiamo fare il minimo indispensabile per non andare sotto. Al momento – aggiunge il presidente dei panificatori – la nostra azienda non è nelle condizioni di reintegrare il personale che se ne va e siamo costretti a fare doppi turni per alleggerire il bilancio dell’azienda”.

Nemmeno aver investito in energie rinnovabili sembra ripagare le aziende come nel caso di Marco Pierozzi. “Mi ritrovo ad avere delle bollette inverosimili: prima dell’installazione del fotovoltaico, avevo conti da 5mila euro, poi con l’impianto il prezzo è andato scendendo, oggi invece abbiamo superato i 12mila euro e per il mese di agosto mi attendo un conto da 25mila euro”, racconta Marco Pierozzi, titolare dell’azienda.

“La cosa che non tollerò è che non ci sia alcuna motivazione reale a sostegno di aumenti del genere. Ad esempio il grano non è mai mancato eppure il prezzo è decollato. Questo è un attacco mirato al nostro paese, una speculazione intollerabile. Siamo arrivati al paradosso che più lavori più ti indebiti”, aggiunge Pierozzi

“Noi da sempre facciamo una politica chiara sul prezzo del pane, venendo la pagnotta da un chilo a 2.10. E’ una nostra scelta per aiutare le famiglie più deboli economicamente, è evidente però che per il pane da chilo così come per gli altri prodotti il nostro lavoro in questo momento è in perdita, aspettando che qualcuno riesca a mettere freno a questa speculazione”, conclude Pierozzi.

UFFICIO STAMPA
CONFARTIGIANATO IMPRESE AREZZO

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