inverted basket of money isolated on white
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di Muzio Cordo – Pratovecchio Stia: i primi 800 mila Euro sembrano essersi volatilizzati nei mille rivoli di un bilancio in ordine, ma che non ha ancora fatto sentire ai cittadini la convenienza della fusione.
Questo detto (i soldi non fanno la felicità) oggi non sembra essere vero, infatti dopo le razzie di promotori finanziari e banche locali, i Casentinesi che hanno perso i loro risparmi non sembrano essere felici. Come dargli torto. Di questo oramai troppi giornalisti si occupano e noi andiamo a scavare la dove invece pare, che i soldi sono reali ma è come se non lo fossero.
Mentre coi miei lupacchiotti frugavamo nell’Affaire monastero, a Pratovecchio e Stia abbiamo ascoltato altre voci non proprio soddisfatte e felici. Dopo 18 mesi di ordinaria amministrazione, molti sono pentiti di aver votato a favore della fusione: “Dicevano che sarebbero arrivati soldi e che avremmo avuto strade come ai bei tempi e pagato poche tasse. A noi sembra che invece tutto sia peggio di prima!”.
Forse le razzie finanziarie avranno acuito il senso di rassegnazione che 7 anni di vacche magre ci hanno appiccicato addosso, forse i proclami a vuoto sui media del Sindaco Caleri non hanno aiutato il delicato processo di fusione. Naturalmente la fusione non è stata imposta ma voluta inequivocabilmente dal risultato referendario e questo impedisce ai cittadini di dare la colpa a qualcun altro lasciando un amaro sapore di errore in bocca.
Allora siamo andati a vedere i conti che ci dicono che i denari stavolta non sono svaniti e ci sono tutti come da promesse. In effetti per i primi 5 anni saranno disponibili circa 800.000 Euro all’anno (500.000 della Regione e 300.000 dello Stato), ma tutti questi soldi dove sono nascosti?
Strada tra la Pieve e il Castello di Romena? Circa 100.000 Euro. Tetto della Biblioteca a Pratovecchio? Arrivati dal Fondo per la Montagna prima della fusione. Sovvenzione alla mostra biennale del Ferro battuto? Più che dimezzato il contributo rispetto alla precedente edizione, da 69.000 a 30.000. Rifacimento del manto stradale? 300.000 Euro di mutuo acceso. Recupero palazzo ex Comune di Stia? Altri 200.000 Euro di mutuo. Rifacimento tetto ex scuola elementare di Stia? Oltre 100.000 Euro. Costo annuale giunta? 67.000 Euro! La giunta più pagata della vallata!
Diciamo che i primi 800 mila Euro sembrano essersi volatilizzati nei mille rivoli di un bilancio in ordine, ma che non ha ancora fatto sentire ai cittadini la convenienza della fusione. Parlando con gli stiani il refraine è: “E ci s’ha i’ Sindaco ma i lavori li fa tutti a Pratovecchio!”. Nell’altro paese la musica non cambia: “I Sindaco l’è di Stia e spende tutti i soldi la!”.
In realtà parte di questi soldi son serviti a non portare al massimo le aliquote delle tasse locali (circa 80.000 Euro) e compensare qualche taglio delle leggi di stabilità nazionali, ma la sensazione è che come in una famiglia spendacciona si sciupino i denari per spese superflue indebitandosi e senza effettuare importanti investimenti che possano garantire l’equilibrio negli anni in cui i contributi cesseranno. Non sembra ci siano, per esempio, progetti di impianti da fonti energetiche rinnovabili per l’abbattimento della bolletta relativa.
Intanto rimangono solo tre anni e mezzo per sfruttare l’occasione che i cittadini hanno messo in mano alla giunta Caleri per dimostrare che a volte si possono fare grandi cose con piccoli sacrifici. Intanto negli altri Comuni sembra che le fusioni abbiano subito un singolare arresto, anzi, in alcuni casi, delle marce indietro, ci auguriamo che questo non sia dovuto ai segnali deludenti che provengono proprio dagli unici due Comuni che hanno intrapreso una strada innovativa.
Si sa oggi la vita è cara e senza lilleri un si lallera, ma la domanda sorge spontanea: se non ci fossero stati i contributi per la fusione, cosa si sarebbero dovuti aspettare i cittadini? Strade ancora più dissestate? Ancora meno vigili urbani per le strade? Tasse ancora più alte? “Mah, m’ha detto un consigliere che i soldi arrivano, ma noi cittadini per ora si vedono meno servizi e i paesi sempre meno curati”.
Molti cittadini lamentano la difficoltà di un contatto diretto col Sindaco che speriamo sia impegnato a faraonici progetti che naturalmente tirerà fuori l’ultimo anno di legislatura per cercare la riconferma. Il fatto che il 60% degli elettori non abbia scelto Caleri pesa nelle critiche e nel gradimento della sua giunta, ma proprio per questo ci aspettavamo un’azione amministrativa più incisiva, un rapporto tra Ente e cittadini più stretto.
La sensazione comunque che i soldi ci siano, ma non si vedono, è ciò di cui la gente si è oramai convinta e sarà difficile farla ricredere, ma questa prima scorribanda ha stimolato le fauci dei miei lupacchiotti e su questo argomento ci saranno sicuramente altri interventi a zanna tesa.
Ricordate: “I soldi non fanno la felicità, ma neanche la mancanza di denaro rende felice!”. Qualcuno lo dica ai razziatori di risparmi, o agli amministratori poco efficaci.
(tratto da CASENTINO2000 | n. 266 | Gennaio 2016)