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sabato, 20 Agosto 2022

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Il custode di libri

di Elisa Fioriti – “Per questi uomini votati alla scrittura la biblioteca era al tempo stesso la Gerusalemme celeste e un mondo sotterraneo al confine tra la terra incognita e gli inferi. Essi erano dominati dalla biblioteca, dalle sue promesse e dai suoi interdetti. Vivevano con essa, per essa e forse contro di essa, sperando colpevolmente di violarne un giorno tutti i segreti.” Pure noi tenteremo di farlo, inoltrandoci in una biblioteca insigne quanto quella descritta da Umberto Eco ne Il nome della rosa: la Rilli-Vettori di Poppi. A schiuderci (non solo) le porte, il nuovo responsabile Roberto Salvi (nella foto).

Altro che luogo di segreti: l’allarme da lei lanciato via web sugli incunaboli infestati dai tarli ha scosso la comunità… «Che ha rivelato una sensibilità inattesa per la problematica: a notizia fresca, si sono accavallate ondate di commenti, messaggi, espressioni di partecipazione che mi hanno colpito. È per richiamare l’interesse infatti, render nota a tutti l’eccezionalità del patrimonio della Biblioteca, che, sùbito assunto l’incarico di responsabile, ho fondato su Facebook il gruppo pubblico “Biblioteca Rilliana”, avvalendomi dei punti di forza dei social media: siamo oltre mille iscritti! Beh, nonostante lavori in questa Biblioteca da vent’anni, con diverse mansioni, ho alle spalle esperienze in campo di comunicazione, settori di marketing e pubblicità, e mi sono sempre occupato di cultura e turismo, seguendo l’ingresso di Poppi, nel 2002, nel club “Borghi più belli d’Italia”. Perché la vitalità del nostro territorio, il Casentino, l’Italia, dipende strettamente dalla bellezza che lo caratterizza».

Sono salvabili i codici? «Stando ai referti dei patologi del libro che ne hanno valutato lo stato di salute, gli incunaboli (trattasi dei primi prodotti dell’arte tipografica, stampati nel XV secolo fino al 1500 incluso, su modello dei manoscritti coevi), di cui la Biblioteca possiede una fra le maggiori raccolte nazionali, un migliaio di esemplari, molti di provenienza camaldolese, sono recuperabili, sì: l’infestazione da tarli, la “malattia” che li ha colpiti… I libri, sapete, sono organismi biologici veri e propri, è a uno stadio curabile, ma occorre un intervento tempestivo. Referti alla mano, grazie al bibliotecario dell’Eremo di Camaldoli Don Ubaldo Cortoni che ci ha messo in contatto diretto con il direttore Maria Letizia Sebastiani dell’Istituto Centrale di Roma per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, il Comune sta già esaminando i preventivi, confidando nel finanziamento esterno di sponsor locali: l’Art bonus, che la legge di stabilità 2016 ha reso permanente, gli riconoscerebbe l’agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura».

Un incentivo straordinario per mettere in moto quali altri progetti? «Di là dalla manutenzione ordinaria, penso alle opere di restauro urgenti, tipo quello della porta del Leone, accesso principale al Castello dei Conti Guidi, che custodisce, quasi fosse uno scrigno prezioso, la Biblioteca, e che a sua volta va protetto, preservato dal logorio del tempo. Poi, sicuramente la realizzazione del Museo della Battaglia di Campaldino, piana che nel giugno 1289, l’11, giorno di San Barnaba, vide l’esercito guelfo di Firenze, capeggiato da Amerigo di Narbona e Guillaume di Durfort, affrontare e sconfiggere i ghibellini di Arezzo e del centro-sud toscano, sotto i vessilli del vescovo Guglielmino degli Ubertini e di Bonconte da Montefeltro. Fu una battaglia cruente questa, campale, quasi ventimila uomini schierati (raro per il contesto dell’epoca, fatta d’incursioni, saccheggi, raccolti devastati…), secondo strategie militari diverse, innovative, documentate dagli antesignani dei corrispondenti di guerra moderni, quali il cronista Giovanni Villani, che ne seguirono gli sviluppi inviando in città i dispacci con le notizie. Anche a paragone con la Battaglia di Anghiari, nota ai più per il fantomatico affresco di Leonardo da Vinci, la Battaglia di Campaldino ha avuto un rilievo storico nettamente superiore, definendo lo scacchiere geo-politico della regione, con un’eco leggendaria e letteraria inaugurata dalla penna divina di un illustre combattente: Dante».

Come sarà composto il museo? «Si svilupperà attorno al plastico della Battaglia, restaurato di recente, con l’aggiunta dell’illuminazione a led e di una copertura in tela antipolvere che, sigillandolo, lo conserverà nel tempo, e ricollocato non nelle segrete dove prima, ma nel piano nobile del Castello, sala dell’acquamanile. Comporranno il museo, corredati da pannelli esplicativi, una nutrita selezione di reperti e documenti medievali e una pinacoteca: dei disegni e le diciotto tavole, ora in deposito, che erano state dipinte per la mostra allestita qua nel 2010, “Verso Campaldino: dal Pian di Ripoli alla battaglia”, dallo stiano Silvano (Nano) Capeggi, pittore e artista grafico per le case di produzione cinematografiche hollywoodiane; suoi i cartelloni dei film Casablanca, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta, Colazione da Tiffany… Sono in corso le trattative per acquisire le tavole, sempre col supporto economico di associazioni e aziende locali; una sinergia proficua, come prova quella con Ceg Elettronica SpA, che ha sovvenzionato il nuovo impianto d’illuminazione a led del Castello, decimando le spese e incrementando le funzionalità».

A cosa avete destinato le segrete? «Le segrete del Castello ospitano la mostra sul libero pensatore settecentesco, letterato e giurista, Tommaso Crudeli, primo massone italiano (natio di Poppi) martirizzato dall’Inquisizione fiorentina. La deprecabile vicenda, che elesse Crudeli paladino del movimento di difesa dei diritti umani, più che mai d’attualità, sconvolse il continente tanto da spingere il Granduca Francesco Stefano di Lorena a chiudere il Tribunale del Sant’Uffizio di Firenze, innescando il processo d’abolizione della tortura e della pena di morte, sancita in Toscana dal Codice emanato da Pietro Leopoldo d’Asburgo il 30 novembre 1786: in nome di questo primato è stata istituita la festa regionale. Il Castello di Poppi, luogo-emblema del nostro Medioevo, vuole proprio gettare un ponte tra passato, presente, futuro: accoglierà eventi di respiro internazionale, convegni, concerti, spettacoli, e non mancherà di aprirsi all’arte contemporanea, adibendo le ex scuderie a spazio espositivo permanente».

Che richiamo per il turismo locale! «Sì, nelle sue molteplici declinazioni: turismo scolastico, culturale, ambientale, sostenibile. Poppi è castello-centrico: potremmo forse prescindere dal visitarlo? Eppure, su iniziativa della Cooperativa Buonconte, l’audioguida del Castello copre finalmente l’intero borgo, con una voce narrante che descrive monumenti e siti d’attrazione, a scelta in cinque lingue. Ma si ragiona in un’ottica ben più ampia. Partiremo dal sodalizio con i castelli di Porciano e Romena, con il Museo Archeologico di Bibbiena e il Museo dell’Arte della Lana di Stia, per proporre biglietti d’ingresso cumulativi e pacchetti turistici articolati, flessibili alle esigenze. Sono in contatto poi con altri “Borghi più belli d’Italia”, quelli del Valdarno in particolare, Loro Ciuffenna, Castelfranco e la new entry Ortignano Raggiolo, che funge da raccordo geografico. Faremo leva sulle risorse naturalistiche e culturali di Pratomagno e Casentino, insieme, proponendo percorsi turistici di trekking e in mountain bike per un tour a tappe della zona. E sarà un programma d’eventi condiviso fra i quattro borghi quello previsto in occasione della “Notte romantica” del 25 giugno, la notte bianca degli innamorati indetta dal Club per celebrare l’arrivo dell’estate: un inno all’amore in ogni forma, amore per l’altro, per la propria terra, per l’arte, la natura… Con le vie del centro storico a lume di candela, cene e spettacoli ad hoc. Online tutti i dettagli. Fra l’altro, la redazione di Borghi magazine, la nuova rivista mensile ufficiale dell’associazione, disponibile sia in edicola sia in rete, nell’edizione digitale per tablet e smartphone, ha selezionato Poppi per la copertina del numero di giugno!»

Un motivo d’orgoglio. «Altro che: la rivista è edita solo da pochi mesi, i borghi si fanno la gara per finire in copertina, ed essere scelti fra duecentocinquanta e passa concorrenti… Speriamo di avere altrettanta fortuna con i giurati americani che stanno vagliando un novero di castelli toscani alla ricerca delle location per un prossimo film. Conosci John Reilly, l’attore statunitense, padre irlandese, che ha recitato in Gangs of New York e The Aviator di Martin Scorsese, o Magnolia di Anderson, La sottile linea rossa di Malick, Chicago di Rob Marshall, Carnage di Polanski? Ecco, sarà lui uno dei protagonisti. Se Poppi, il Castello dei Guidi, fosse tra i candidati scelti, che occasione sarebbe per noi! Magari come per Cortona, dove hanno girato il film con Diane Lane Sotto il sole della Toscana, tratto dal romanzo di Frances Mayes, un volano per la ripresa economica, la rinascita».

Incrociamo le dita e speriamo anche per il nostro bellissimo Castello.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 270 | Maggio 2016)

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