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venerdì, 25 Settembre 2026

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Nuovi inquilini nel centro storico di Bibbiena

di Marco Roselli – Chi ha detto che i centri storici si stanno spopolando? A Bibbiena, nei pressi di piazza Roma (Piazzolina), sono arrivati nuovi inquilini del tutto inaspettati, anche perché lo hanno fatto volando! Infatti, anche se in Casentino non abbiamo un aeroporto, a due coppie di barbagianni (il padrone di casa tante ne ha contate) è bastato individuare una finestrella aperta sotto tetto per prendervi residenza. Una formalità che potranno regolarizzare velocemente visto che la loro dimora è a due passi dal comune.

Se ne sono accorti i passanti i quali, in una di queste sere d’estate, alzando gli occhi verso l’alto sono stati attirati da una livrea bianca che non si aspettavano di scorgere. Si trattava di un barbagianni genitore che stava portando la preda ai piccoli mentre questi, troppo curiosi persino per la propria indole, occhieggiavano il mondo da 5 metri di altezza.

Da quel momento è iniziato un vero e proprio pellegrinaggio quotidiano per osservare le dinamiche dei rapaci cittadini. Cellulari in alto, foto, video, social e tutto il resto, pur di catturare la vita di ospiti silenziosi quanto discreti ma, all’occorrenza, letali. Vita dura, infatti, per topi, scarabei, lucertole e altre prede del circondario.

Il barbagianni Il barbagianni è un rapace notturno di medie dimensioni (33-35 cm di lunghezza) dalla notevole apertura alare (85-93 cm). Il piumaggio è molto chiaro: la parte superiore ha una colorazione che va dal grigio cenere, all’arancione pallido e giallo ocra, mentre ventre e petto sono completamente bianchi. Caratteristica inconfondibile è la maschera facciale bianca a forma di cuore. Proprio questa macchia bianca riveste anche importanti funzioni sensoriali: viene infatti utilizzata come se fosse un grande padiglione in modo tale che possano essere uditi i suoni anche a grande distanza, al fine di percepire la presenza delle prede.

Il barbagianni predilige i grandi ambienti aperti. Ama cacciare nei prati, nei campi, in zone incolte erbacee, possibilmente con ricchezza di siepi, filari e corsi d’acqua. Frequenta anche ambienti cittadini, parchi e giardini, nonché caseggiati rurali in zone di campagna coltivata, soprattutto in aree rurali coltivate a mosaico. Cascinali, silos, fienili, ruderi, soffitti e travi di vecchi edifici vengono facilmente utilizzati come rifugio durante il giorno e come base per il nido.

La sua base alimentare è costituita da topi, arvicole, rane alla quale può aggiungere grossi insetti. Come accade per altri rapaci, inghiotte le proprie prede intere, rigurgitando successivamente pelo, ossa ed esoscheletri di insetti sotto forma di borre (piccoli ammassi sferici).

In Italia, dato che i tipi climatici sono molto diversi da Nord a Sud, il barbagianni si comporta sia come nidificante sedentario (nidifica e resta sempre nello stesso luogo) che come migratore regolare (va da settentrione al sud e vice versa) oppure come svernante (può arrivare da zone molto fredde anche non italiane e passare l’inverno nella penisola).

L’urbanizzazione in atto su ampie porzioni di ambienti agricoli coltivati in modo tradizionale ha comportato, negli ultimi decenni, una forte alterazione degli ambienti di caccia e la distruzione di numerosi siti riproduttivi. Risulta inoltre letale per la specie l’impiego di sostanze chimiche per azioni di derattizzazione: a questo proposito, occorre favorire l’impiego di principi attivi meno impattanti.

Particolarmente negativo risulta anche il traffico veicolare su strade a elevato scorrimento che percorrono tratti pianeggianti a forte rischio di collisione con individui in transito.

In numerosi contesti collinari dell’Italia settentrionale un fattore limitante è costituito dalla mancanza di siti efficaci per nidificare, come conseguenza di diffuse opere di demolizione e ristrutturazione di cascinali, capannoni industriali ed edifici storici attuati negli ultimi decenni. Soprattutto in questi ultimi contesti, la specie beneficia dell’apposizione di cassette nido. 

Una cattiva fama: le leggende sui barbagianni Forse per via del verso misterioso, del piumaggio bianco che li rende presenze “spettrali” nei loro silenziosi voli notturni (o ancora per l’abitudine di frequentare posti abbandonati) i barbagianni godono fin dai tempi più antichi di una fama negativa: molte popolazioni li considerano portatori di sventure, incarnazioni di streghe e maghi o veri e propri fantasmi. Spesso individuati con dei nomignoli come “gufo del demonio” o “civetta fantasma”, nel corso dei secoli hanno rischiato di essere sterminati, per via di queste superstizioni e leggende. Fortunatamente, in condizioni favorevoli, questa specie riesce a riprodursi con grande velocità. Anche nell’italiano di uso comune il barbagianni ha un significato metaforico poco lusinghiero. La Treccani, infatti, attesta il significato di “uomo sciocco e brontolone”, sinonimo di “vecchio barbogio”. Eppure ci sono anche leggende positive legate a questi particolarissimi rapaci: nelle zone rurali del Sud della Francia, ad esempio, si credeva che il verso di un barbagianni appollaiato sul comignolo di casa preannunciasse l’arrivo di una figlia femmina.

I barbagianni nella letteratura Se la sua distinzione rispetto alle altre specie di rapaci notturni è avvenuta solo in tempi recenti, non stupisce che abbiamo secoli e secoli di letteratura che parlano genericamente di gufi e civette, ma più raramente di barbagianni. Questi animali, però, negli ultimi decenni sembrano aver attirato l’attenzione di numerosi scrittori che hanno utilizzato la loro figura, piena di suggestioni e di contrasti.

Rimanendo in tema di favole e fantasia, i barbagianni non potevano ovviamente mancare nella saga di Harry Potter, che fa grande ricorso a rapaci notturni di ogni tipo, proprio per la loro associazione al mondo della magia.

Ed è proprio a un barbagianni cui Shakespeare si riferisce in alcuni versi della terza parte dell’Enrico VI (atto quinto, scena 4), quando dice: “e chi non voglia combatter per tale speme, se ne vada a letto o, come il barbagianni di giorno in volo, sia oggetto di scherno e meraviglia”.

Amiamo i barbagianni Tutta questa lugubre nomea e il sospetto con cui ancora oggi in molti guardano a questi splendidi uccelli, non rendono giustizia alla loro grandissima utilità nell’ecosistema agricolo. Essendo un predatore notturno che si nutre principalmente di piccoli mammiferi, infatti, il barbagianni è l’alleato perfetto degli agricoltori in quanto, cacciando topi e talpe, libera i terreni da presenze dannose per le coltivazioni.

Conclusioni Speriamo che i pennuti restino a lungo a Bibbiena; ciò significherebbe che in Piazzolina hanno trovato un ambiente adeguato per la propria vita. In tal caso sarà un piacere vederli affacciati alla finestra oppure in volo, tracciando i propri sentieri invisibili e silenziosi nei cieli della notte.

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