di Giulia Fabbri – Una foresta di ghiaccio, la neve a terra, il sole che sorge. Tre ragazzi e due tavole da snow. Cosa c’è di male? Nulla. Nei giorni scorsi, tuttavia, un semplice click, quello di upload di un video, è stato sufficiente a scatenare il caos sul gruppo social ufficiale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tanto da spingere l’Ente ad una nuova politica di utilizzo della pagina da parte del pubblico: ora ogni post sarà filtrato e previamente approvato.

Cos’è successo?

Il filmato (ancora online sulla pagina social di un’attività condotta anche nell’area sciistica di Campigna) ritrae due ragazzi (il terzo filma il tutto) intenti a risalire i sentieri del versante romagnolo della foresta di Campigna, direzione Monte Falco: da qui comincia la loro affascinante discesa sulle tavole. Un video apparentemente come tanti altri; sufficiente, tuttavia, a scatenare la delusione di alcuni membri e un’accesa discussione condita di provocazioni e improperi.

Al di là delle questioni logistiche, relative alla possibilità di spostarsi da un comune all’altro e di regione in regione, in questo periodo di restrizioni dovute al contesto pandemico che stiamo attraversando, (ndr la vetta di Monte Falco si trova in Toscana), a lasciare interdetti è proprio il contenuto e, in particolare, ciò che avviene sulla vetta del Monte Falco.

Per farla breve: una battuta ambigua inerente il “fumo”, un amplesso simulato, una staccionata ingenuamente scavalcata (quella che funge da parapetto del terrazzo panoramico davanti al dirupo) e una discesa fuori pista.

Quindi, cosa c’è di strano? Quel video ci catapulta all’interno di un’area protetta, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, appunto: una zona di tutela, educazione, rispetto e sviluppo. È un territorio, quello del Parco Nazionale, che come tanti altri negli ultimi anni è stato interessato da diversi spiacevoli eventi, legati ad una consistente fruizione non del tutto consapevole dell’effetto delle proprie azioni: croci divelte, cartelli imbrattati, rifugi incendiati, chiesette vandalizzate, sporcizia abbandonata in ogni angolo, disturbo anche notturno alla fauna, incidenti e smarrimenti (che hanno comportato un intensivo ricorso al Soccorso Alpino).

Situazioni che quest’anno sono state più che mai evidenti. La domanda che viene spontaneo porsi è se ci fosse davvero bisogno di un video, apparentemente girato allo scopo promozionale delle attività sciistiche, in grado di fornire ulteriore spunto, sebbene non fosse certamente questo l’intento di chi lo ha realizzato.

Sia ben chiaro: non è a questi ragazzi che bisogna addossare la responsabilità di ciò che accade nel territorio del Parco, anche se appare evidente l’incoscienza degli stessi autori del video. L’appello ad un comportamento corretto è sempre rivolto ai singoli frequentatori. Ed è proprio per questo, ora più che mai, che c’è bisogno di trasmettere, al contrario, conoscenza e rispetto.

In tale contesto ciò che lascia principalmente sgomenti è la mancanza di una presa di posizione da parte dell’Ente Parco Foreste Casentinesi su contenuti di questo genere. Ben vengano divertimento, simpatia ed ironia. Sarebbe, però, opportuno fossero conciliati con la natura dei luoghi, diffondendo modelli di fruizione sicura e consapevole della montagna e delle aree protette.