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venerdì, 2 Dicembre 2022

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Parola d’ordine: vendere tutto?

Non vorremmo fare i “gufi” di turno e spegnere gli scatti di entusiasmo suscitati dalla ciclopista, ma il 2016 si annuncia un anno difficile a livello mondiale, Casentino incluso. Nel marzo 2015, riprendendo gli ammonimenti di Altroconsumo, avevamo avvertito i correntisti di Banca Etruria su cosa stava accadendo e siamo stati tacciati di catastrofismo e di allarmismo, qualcuno ci doveva anche querelare… Cosa è successo poi lo sappiamo tutti.
Consigliamo agli investitori casentinesi, non solo a quelli di Banca Etruria, di leggere con attenzione (e magari approfondire) quanto afferma Albert Edwards, tesi che non leggerete o sentirete mai nelle veline diffuse sui media di regime.
“Il più schietto ed esplicito “pessimista” della City di Londra ha avvertito che il mondo si sta dirigendo verso una crisi finanziaria severa quanto quella del 2008-2009, che potrebbe dare avvio al disfacimento dell’eurozona. Albert Edwards, esperto analista della banca Société Générale, ha detto che l’Occidente è sul punto di essere colpito da un’ondata di deflazione proveniente dai mercati delle economie emergenti, e che le banche centrali non si sono rese conto del disastro che sta per investirle. Le sue considerazioni sono venute dopo che gli analisti della Royal Bank of Scotland hanno esortato gli investitori a “vendere tutto” in previsione di un imminente crollo del mercato azionario.
«Gli sviluppi dell’economia globale spingeranno di nuovo gli Stati Uniti in recessione», ha detto Edwards durante un convegno sugli investimenti a Londra. «La crisi finanziaria ricomparirà. Sarà in tutto simile a quella del 2008-2009, e si rivelerà davvero grave».
I timori di una seconda grave crisi finanziaria nel giro di un decennio sono stati sollevati dalla turbolenza nei mercati all’inizio del nuovo anno. I prezzi delle azioni sono rapidamente crollati e il prezzo del petrolio è sceso collocandosi a malapena sopra i 30 dollari al barile.
Edwards ha scherzato sul fatto che, dopo anni in cui era tendenzialmente una voce solitaria, ora altre istituzioni stanno diventando pessimiste sulle prospettive globali.
Ha fatto riferimento al consiglio dato dalla Royal Bank of Scotland, che ha avvertito del fatto che gli investitori dovranno affrontare un “anno da cataclisma” in cui i mercati azionari potrebbero crollare fino al 20 percento, e il prezzo del petrolio potrebbe scendere a 16 dollari al barile.
In una nota ai suoi clienti la banca ha detto: “Vendete tutto tranne i titoli di eccezionale qualità. Ora è importante recuperare il capitale, non gli interessi sul capitale. In una sala affollata, le porte d’uscita sono piccole“. Ha affermato poi che la situazione attuale ricorda quella del 2008, quando il crollo della banca d’investimenti Lehman Brothers portò all’esplodere della crisi finanziaria globale. Questa volta il punto di rottura potrebbe arrivare dalla Cina, sostiene la Royal Bank of Scotland.”

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