di Melissa Frulloni – Dalla Val di Fiemme un’idea geniale che ha permesso di riaprire il Punto nascita di Cavalese. E se funzionasse anche in Casentino?

“I vari concorsi già fatti hanno consentito di riportare l’organico a una situazione decisamente buona, ridando tranquillità a tutto il nostro nosocomio. Certo, le sorprese sono sempre dietro l’angolo, ma posso confermare che in autunno il punto nascite riaprirà.”

Purtroppo queste parole non sono state pronunciate da un politico casentinese e neppure da un medico o dal direttore della nostra ASL; non si riferiscono neppure al nostro Ospedale e anche se per un attimo qualcuno si era illuso che questa bella notizia fosse tutta casentinese, non possiamo che smontare gli entusiasmi e confermarvi che qui, da noi, in Casentino, il punto nascite resterà chiuso. A parlare di riapertura (del punto nascite della Val di Fiemme, in provincia di Trento) è stato il presidente della Comunità Territoriale di Fiemme, Giovanni Zanon che ha rilasciato questa intervista lo scorso 5 luglio a L’Adige.it. In Casentino, invece, a parte l’emergenza di qualche tempo fa che ha visto una mamma partorire al pronto soccorso di Bibbiena, sono più di 365 giorni che il reparto maternità del nostro Ospedale non sente un pianto, un urlo di dolore o non vede l’arrivo tutto trafelato di futuri genitori in preda al panico.

L’Ospedale di Fiemme, in provincia di Trento, ha visto, come il Casentino, chiudere le porte del suo punto nascite (con una sospenzione parziale nel 2015 e una netta a marzo del 2017) a causa del numero troppo esiguo di parti. Nonostante la lontananza geografica, la sua storia ha avuto molte cose in comune con quella del presidio casentinese. A noi purtroppo ci ha fregato il finale che non è certo stato positivo come quello che invece si prospetta, nel prossimo autunno, agli abitanti della provincia trentina. La differenza più grande tra loro e noi, tra la loro vicenda e la nostra, però ha riguardato anche il percorso che ha portato, in Casentino, alla definitiva chiusura del punto nascite e in Val di Fiemme a una dura, estenuate, ma sicuramente vincente lotta per farlo riaprire.

Navigando in rete abbiamo scoperto un progetto, un’idea, davvero geniale già dal suo titolo: “Parto per Fiemme”. L’intera operazione non è, come si potrebbe pensare, esclusivamente turistica. In questo caso, nonostante in Trentino siano esperti in questo settore, il “parto” non è solo il verbo che indica l’andare, il recarsi in un luogo, il partire magari per le vacanze, ma è proprio il parto, l’atto di mettere al mondo un figlio… Il progetto ha preso vita grazie ai cittadini del luogo che non hanno voluto accettare in modo passivo la chiusura del loro punto nascita, hanno reagito e in particolare hanno voluto “agire, informarsi e informare per non subire ed evitare gli effetti delle scelte politiche fatte senza senso e senza cuore…”

Da qui è nata un’associazione, un sito, una pagina facebook, un’intera comunità che si è mossa per salvaguardare un diritto fondamentale, quello di nascere nel proprio territorio; un territorio montano, problematico e con una viabilità difficile che creerebbe non pochi problemi alle future mamme che avessero dovuto partorire altrove. Per saperne di più abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro Arici, presidente dell’Associazione “Parto per Fiemme” che ci ha spiegato: “Trascorrere un periodo di vacanza in Valle di Fiemme è sempre un momento speciale, ma quello che propone la nostra associazione è qualcosa di straordinario! Sì, perché la nascita di un figlio è l’esperienza più forte e più straordinaria dell’intera esistenza umana! Se poi tutto questo avviene in un ambiente altrettanto straordinario, qual è la Valle di Fiemme, dove le vette dolomitiche vegliano dall’alto le grandi foreste di abeti, tutto è ancora più magico… Sì, questo è il posto ideale per venire alla luce! Lo si dirà per tutta la sua vita: è nato in Valle di Fiemme, sulle Dolomiti, patrimonio dell’umanità riconosciute dall’Unesco. è nato lassù, nel cuore della magnifica Comunità di Fiemme, accolto da una natura straordinaria, dove ha trovato un’accoglienza altrettanto straordinaria dalle genti di Fiemme. Sì, perché l’accoglienza della vita e la solidarietà qui non hanno prezzo… sono gratuite. Un progetto unico e speciale che accoglie il bimbo che nasce e la sua famiglia per quattro notti a mezza pensione per quattro persone, negli alberghi che hanno aderito all’iniziativa “Parto per Fiemme”. Un progetto che vuole salvare il Reparto Maternità dell’Ospedale di Fiemme, da sempre preziosissimo punto di riferimento per gli abitanti di Fiemme e Fassa. Aumentare il numero delle nascite vorrebbe dire salvare questo reparto e dare nuova serenità a tutte le mamme, ai loro “cuccioli” e all’intera famiglia.”

Ecco quindi l’idea di ospitare le future mamme e le loro famiglie in questa valle bellissima e dargli la possibilità di partorire all’ospedale di Cavalese, possibilità offerta non solo alle mamme trentine e della zona, ma a tutte le future mamme d’Italia e a chiunque voglia sposare la causa dell’associazione. Così, ad esempio, una mamma romana (o perché no casentinese) “parte per Fiemme” per vivere i giorni immediatamente precedenti e successivi al parto in un luogo bellissimo, immerso nella natura, circondata dai suoi cari. Unire il parto ad una vacanza in Val di Fiemme, per di più facendo una buona azione impegnandosi a salvare un punto nascita indispensabile alla popolazione che vive in quelle zone…

“Concretamente per incentivare la famiglia a venire a partorire a Cavalese sono stati sollecitati i responsabili degli Hotel del comune e più ampiamente dell’intera Valle, e in molti hanno dato la loro disponibilità con la convinzione di chi sa che, evitare la chiusura del punto nascita, significa, fra l’altro, mantenere un servizio di prossimità per le future mamme in vacanza e residenti, talvolta bisognose di monitoraggio e di cure anche durante la loro gravidanza.

Per un forfait di 30€ al giorno gli hotel convenzionati “Parto per Fiemme”, si impegnano ad ospitare nuclei famigliari composti da 4 persone al massimo (di cui 2 adulti e 2 bambini), per i giorni necessari al parto, con un servizio di mezza pensione. Il finanziamento del forfait avviene attraverso la gente di Fiemme e Fassa che aderendo al progetto “Parto per Fiemme” si impegna a versare 30€ annui per quattro anni finanziando, di fatto, un parto in Val di Fiemme. I Comuni, le Casse Rurali, le istituzioni e le più varie associazioni hanno dimostrato immediatamente una disponibilità eccezionale.” Ci ha spiegato Alessandro.

Avete capito bene come funziona? L’associazione e i cittadini hanno voluto fare qualcosa di davvero concreto per salvare il loro punto nascita. Dare vita ad un progetto vero, ad un’idea innovativa che ha come obiettivo quello di condividere, con chiunque provenga da fuori la Valle, un servizio unico in un luogo altrettanto esclusivo: l’accoglienza gratuita delle future mamme e della loro famiglia, in prossimità del parto e della maternità in un hotel a 3 o 4 stelle. L’ospitalità la garantiscono gli abitanti della Val di Fiemme che permetteranno alla neo mamma di vivere, assieme a tutta la sua famiglia, un momento così magico e delicato in un punto nascita ben attrezzato e poco affollato, dove insieme alla professionalità si trovano l’accoglienza, l’accompagnamento e l’attenzione.

Questa descrizione ci è familiare… Le mamme che nel tempo abbiamo intervistato e che avevano partorito nel punto nascite del Casentino, avevano sempre descritto il nostro reparto maternità come una grande famiglia, un luogo caldo, accogliente, sicuro, in cui la professionalità e le capacità di tutto il personale si univano ad un ambiente intimo, in cui i tempi erano rispettati e in cui si instaurava un rapporto autentico tra medici e “pazienti”, come quello che c’è tra la gente di paese e tra chi vive in comunità piccole come la nostra.

Quando siamo venuti a conoscenza di questo progetto ci è sembrato giusto farlo conoscere anche ai casentinesi; certo è solo un’idea, una cosa che in Val di Fiemme ha funzionato e che qui da noi, magari non avrebbe riscosso lo stesso successo (sicuramente la ricettività turistica della nostra vallata è lontana anni luce da quella proposta in Trentino), ma abbiamo voluto parlarvene soprattutto per far vedere che ad un’azione corrisponde sempre una reazione, che i cittadini di Fassa e Fiemme non si sono arresi a quello che la politica (locale e sanitaria) gli aveva imposto; hanno lottato, ci hanno provato e alla fine ce l’hanno quasi fatta…

Come ci ha detto Alessandro: “Anche da noi all’inizio i sindaci davano ragione alla ASL. Continuavano a ripetere a noi cittadini che i numeri non c’erano, che il parto a Cavalese non era sicuro né per le mamme, né per i bambini… Ma noi non ci siamo arresi a questo dictat. Ci siamo informati, abbiamo informato i cittadini e alla fine anche i politici si sono convinti e ci hanno dato ragione sostenendo che non è ammissibile considerare decine di chilometri di strada di montagna, complicate dal traffico stagionale e dalla neve, per andare a partorire chissà dove. “Parto per Fiemme” è la prova che, pacificamente, ma con la determinazione tipica di queste terre, i valligiani sanno farsi carico di una parte dell’onere pubblico accompagnando, anche in questo modo, i servizi di eccellenza che non possono sparire.”

Resta il fatto che quello che ci serve è un’idea, darci una mossa; che sia “Parto per il Casentino” o altro; che riguardi il punto nascite o un’altra vicenda casentinese… Bisogna svegliarsi e poi ad un’azione corrisponderà sempre una reazione!

Per altre info: www.partoperfiemme.com

(tratto da CASENTINO2000 | n. 285 | Agosto 2017)

Fiemme4