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domenica, 27 Novembre 2022

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A Badia riunite le scuole. Ma…

di Francesco Meola – Dal prossimo anno scolastico il nuovo polo di Badia Prataglia potrebbe diventare finalmente realtà. Come annunciato lo scorso agosto, infatti, il Comune di Poppi è pronto a investire 600 mila euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione della struttura che ospiterà le nuove aule, con l’intento di preservare un servizio essenziale per le famiglie. L’edificio, rappresentato dalla prima sede del Centro Visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ospita attualmente la scuola dell’infanzia e la media. Con il via libera al completamento dei lavori, anche gli studenti delle elementari potranno usufruire dei nuovi spazi dando vita ad un’unica struttura nel cuore della frazione in grado di ospitare tutti gli ordini di scuola.

Il provvedimento, fortemente voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Toni e reso possibile grazie ai fondi regionali, è stato salutato con grande soddisfazione dalla comunità locale e anche da alcuni esponenti della minoranza, come testimonia l’intervento ai nostri taccuini del consigliere Alberto Ciampelli. «Finalmente il nuovo polo scolastico diventerà realtà, – esordisce il vice capogruppo di Cittadini in Movimento, che aggiunge. – In questi anni mi sono battuto perché questo progetto portasse la nostra comunità ad avere un luogo che racchiudesse da solo tutti i gradi d’istruzione presenti nella frazione. Anche la scelta della struttura che lo ospita non è casuale, dal momento che è adiacente a due tra i più importanti spazi di Badia. Da un lato, infatti, vi è la piazza antistante la chiesa di Santa Maria che con la chiusura al traffico è divenuta un luogo ‘protetto’ per l’afflusso in entrata ed uscita degli studenti; dall’altro, l’adiacente arboreto ‘Carlo Siemoni’ ci consente di vantare una scuola unica nel suo genere per la nostra zona, essendo completamente immersa nel verde. I nostri ragazzi potranno quindi studiare a contatto diretto con la natura e anche la didattica sarà progettata in relazione al luogo in cui si trova la struttura. Grazie al nuovo polo, inoltre, i giovani non dovranno più spostarsi verso i centri più grandi per poter studiare e questo rappresenta un incentivo importante nel porre un freno allo spopolamento della nostra terra. Servizi essenziali come quello dell’istruzione richiedono la massima attenzione da parte delle istituzioni e, a tal proposito, credo che l’amministrazione locale abbia posto in essere tutti gli sforzi possibili. Un grazie, nonostante qualche piccola incomprensione, vorrei rivolgerlo anche all’Ente Parco, con il quale spero si possa collaborare sempre nel solco del reciproco aiuto. Per quanto concerne il futuro mi preme sottolineare che, seppure dai banchi dell’opposizione, continueremo a sostenere qualsiasi progetto possa significare un passo in avanti per il nostro territorio. A proposito di strutture da rilanciare, come fatto nel caso di quella dell’ex centro visite, vorrei ricordare anche altri edifici presenti sul territorio comunale di Poppi che potrebbero essere recuperati e destinati ad una finalità sociale: restando soltanto nell’ambito dell’istruzione, si pensi ad esempio alla struttura della Curia che fino a qualche anno fa ospitava la scuola materna paritaria di Badia. Ecco perché ritengo che alla base di qualsiasi progetto vi sia sempre la massima cooperazione interistituzionale».

E sul tema della collaborazione ha voluto soffermarsi anche il sindaco di Poppi, Carlo Toni. «Voglio ringraziare coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di quest’obiettivo e pertanto, al di là dei nostri meriti e del contributo offerto dalla minoranza, mi preme rivolgere un pensiero ai carabinieri forestali e al comandante Paola Ciampelli, nonché alla dirigente scolastica Rita Giancotti».

Poi, entrando nel vivo della tematica, il primo cittadino coglie l’occasione per sottolineare l’importanza non soltanto scolastica ma anche sociale. «Con l’impegno di tutti i protagonisti chiamati in causa e grazie all’ottenimento di un finanziamento regionale di 600.000 euro, il polo scolastico di Badia riceverà ben presto gli adeguamenti antisismici di cui necessita e potrà completare l’offerta formativa attraverso le aule che ospiteranno gli alunni delle elementari. C’eravamo prefissati da tempo di costituire un’unica struttura affinché i nostri ragazzi potessero crescere dalla materna alle medie senza l’ansia per i genitori di veder costretti i propri figli ad allontanarsi dalla frazione. L’istruzione era un servizio da preservare assolutamente, soprattutto in un’area dove le famiglie devono già misurarsi quotidianamente con i disagi di chi vive lontano dai grandi centri. – Dunque, l’attenzione su Badia è e resta forte, come testimonia il passo successivo – Con quest’intervento e con gli altri che abbiamo in cantiere per il futuro, credo che abbiamo dato prova, ancora una volta, di come sia nostra intenzione preservare Badia dallo spopolamento. Colgo l’occasione per ricordare anche l’importanza, negli anni, dell’apporto della stessa comunità, che in più di un’occasione si è impegnata in prima persona per il bene della frazione, – riconosce il sindaco che, a tal proposito, ne approfitta per darci in esclusiva un importante annuncio. –

È intenzione della nostra amministrazione intitolare la piazza antistante la chiesa a una delle personalità che più hanno lasciato una traccia nella storia di questa comunità. Mi riferisco a Don Francesco, che per oltre 50 anni è stato una guida, non soltanto spirituale, per tutti i badiani. Solo per restare sul tema della scuola, basti pensare che fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 2018, l’esistenza di un asilo è stata possibile proprio grazie al suo impegno nel mantenere aperto quello della parrocchia».

Sul tema abbiamo raccolto anche le dichiarazioni dell’assessore alla scuola, Giovanna Tizzi. «La struttura attualmente ospita 12 alunni della scuola materna e 28 della media. Con i lavori di adeguamento sismico e il trasferimento delle elementari, stando ai numeri attuali, avremo la presenza di altri 18 studenti. In futuro, però, avere un unico edificio per ben tre gradi di istruzione, potrebbe comportare anche un incremento di scolari che al momento, ovviamente, non possiamo quantificare. Ad ogni modo l’obiettivo principale è stato raggiunto e mi fa estremamente piacere che i nostri ragazzi possano studiare in un contesto ambientale unico nel suo genere.

Una scuola completamente immersa nel verde, supportata da una didattica orientata all’ambiente, sono certa possa accrescere negli studenti quel rispetto per la natura che nel corso del tempo, purtroppo, si è andato ad affievolire. Studiare in un parco verde come quello che circonda il nuovo polo scolastico è un privilegio che pochi possono vantare e di questo ringrazio la disponibilità dei carabinieri forestali a concederci i loro spazi e quella dell’Ente Parco». Infine una chiosa che farà piacere non soltanto al mondo della scuola ma anche a quello dell’associazionismo sportivo.

«Oltre al polo scolastico unico stiamo lavorando anche ad altri progetti, tra cui quello di riqualificazione del palazzetto dello sport e della palestra di Poppi, per il quale abbiamo già ricevuto un finanziamento. In questo modo verremo ulteriormente incontro alle esigenze dei nostri scolari e di tutte le società che usufruiscono di questi spazi».

Sul progetto abbiamo poi raccolto il parere, completamente opposto, invece, del capogruppo della lista civica Cittadini in Movimento, David Marri. «Non è la prima volta che il Comune di Poppi affronta un problema soltanto nel momento in cui si trova in una situazione di emergenza e, ovviamente, come accade spesso in questi casi, si finisce con il prendere la decisione meno conveniente. Per quanto concerne la tematica in questione, ritengo che i problemi dettati da questa scelta siano essenzialmente tre. Il primo di natura economica, il secondo legato al fatto che si va a privare Badia di un centro viste adeguato e il terzo che, paradossalmente, questa scelta tutto fa meno che portare a una risoluzione della questione scolastica.

Innanzitutto, la creazione di un polo scolastico dovrebbe essere supportata da una rete di servizi che allo stato attuale non vi sono; basti pensare alla palestra, per la quale i ragazzi devono sottoporsi a uno spostamento continuo non essendo situata all’interno del nuovo polo. Ma soprattutto non comprendo il senso del realizzare un centro dai costi così importanti senza pensare al fatto che servirà un’utenza piuttosto ridotta. Non si capisce bene chi dovrebbe mandare i propri figli a studiare a Badia da altri comuni, dal momento che soltanto un afflusso diverso potrebbe giustificare l’esistenza di quello che ci si ostina a voler definire polo.

Per quanto mi riguarda, affinché una struttura possa essere definita tale, è necessario che diventi per l’appunto un polo di attrazione, una sorta di “college” all’americana in grado di rappresentare un volano anche sul piano turistico. A tal proposito penso a quanto poteva essere conveniente stabilire una partnership con la Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) per la creazione di uno Sky College ma, per un progetto del genere, sarebbe stato necessario dotare la scuola delle strutture necessarie oltre che di un progetto didattico dedicato. L’istituzione di una simile struttura, invece, rischia di rappresentare soltanto una cattedrale nel deserto mentre un progetto di più ampio respiro avrebbe avuto decisamente più senso.

La scelta più opportuna, a mio avviso, era lasciare il centro visite esattamente dove si trovava e raggiungere un’intesa con la Curia al fine di recuperare la struttura che prima ospitava la scuola materna. In questo modo l’Ente Parco avrebbe conservato il centro visite nella sua sede naturale e la scuola avrebbe avuto una struttura più adatta alle proprie esigenze e più vicina all’unica palestra disponibile. Senza dimenticare che l’attuale polo scolastico si trova in una zona priva di parcheggi dove l’ingresso e l’uscita degli studenti provoca ingorghi continui sia per quanto concerne le strade secondarie del paese che per quella principale.

A tal proposito mi sono speso personalmente al fine di trovare tramite il parroco un accordo con la Curia, ma questa è una battaglia che avrebbe dovuto condurre l’Ente Comune e non il sottoscritto a titolo personale. Per questo ritengo che ci sia ancora tanto da lavorare se si vuole realizzare dei progetti che possano davvero rilanciare non soltanto Poppi, ma l’intero Casentino. Per quanto mi riguarda, come già avvenuto in passato, sono a disposizione della maggioranza sia in termini di idee che di progetti perché l’unica cosa che mi sta realmente a cuore è il bene della collettività»

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