Correva l’anno 2014, era proprio dicembre, quando denunciavamo l’arrivo di una nuova epidemia in Casentino: la gattopardite. Ne era affetto proprio il Sindaco di Bibbiena, richiamato dalle sirene renziane e pronto, si diceva, a cadere nell’abbraccio del PD per chissà quali nuove et luminose avventure politiche oltre Pollino. Sappiamo tutti poi come è andata, complice la caduta rovinosa del Bomba di Rignano. Da allora Bernardini politicamente non ne ha indovinata una, tra referendum voluti e persi, chiusura del punto nascita e aperture di supermercati. Dopo quattro anni siamo arrivati ad oggi e il Nostro adesso si scaglia veemente contro il PD, ritorna a casa si può dire. Ma forse siamo fuori tempo massimo e sparare addosso al PD oggi è come farlo sulla Croce Rossa, quasi fanno tenerezza pure a noi, e poi basta lasciarli fare, ci pensano da soli a scomparire. Ma dicevamo di Bernardini e l’ennesima capriola con il ritorno ad indossare la divisa di campione anti PD. Ormai non ci crede più nessuno e, come direbbe Montale, è tardi, sempre più tardi…
Il Badalischio

BERNARDINI: “CONTRARIO ALLA NUOVA LEGGE SUI DISTRETTI SANITARI, E’ UN PASTROCCHIO CHE SERVE SOLO A RISOLVERE I PROBLEMI DEL PD” “La fusione dei Distretti sanitari di Arezzo, Valtiberina e Casentino è stata fatta di imperio, con il voto contrario dei sindaci: oggi ci viene chiesto invece di avvallare una legge pastrocchio solo per risolvere i problemi interni al Pd. Mi trovo assolutamente in disaccordo con questa procedura, sia nella sostanza che nella forma”.
Con queste parole il Sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini si pone in una posizione contraria rispetto al nuovo corso intrapreso dalla Regione Toscana sul fronte dei distretti sanitari. E’ lo stesso Sindaco a ripercorrere le vicende che hanno contrassegnato questa percorso: “Un anno fa circa la Regione Toscana ha accorpato i distretti con il parere contrario di noi sindaci. Dopo un anno di attività sono emersi con forza tutti gli aspetti negativi sui quali avevamo cercato di sensibilizzare sia l’Assessore alla Sanità che il Presidente della Regione. Un grosso distretto lontano dalle esigenze dei territori e che pone problematiche enormi anche agli operatori. Dopo le pressioni fatte dai sindaci al fine di rivedere questa legge disgraziata, e quindi dopo la disponibilità dimostrata dai vertici regionali, arriva un’altra legge “pastrocchio”, che cerca di salvare “capra e cavoli”, ovvero si lascia il distrettone, ma si creano dei sub distretti dei quali mal si comprende l’operatività effettiva. Una soluzione bislacca, per la quale – paradosso dei paradossi – si richiede la ratifica degli stessi sindaci che, un anno fa, erano stati snobbati pur di approvare l’accorpamento. Il problema è solo di ordine politico, mi spiego meglio. Ritornare indietro sulla legge dei distretti creerebbe una spaccatura all’interno del Pd regionale. Solo se il 75% dei comuni coinvolti è d’accordo la nuova “soluzione pasticcio” verrebbe adottata. Mi chiedo: per chi ci hanno preso? Non mi trovo assolutamente d’accordo né con la nuova soluzione trovata ( è una soluzione vera?), né tantomeno col fatto che dovremmo essere noi sindaci, un anno fa neppure considerati, a risolvere i problemi “familiari” del PD”.